CONFESSIONI DI UN LIBRO BRUTTO

Sono  fresco di stampa. Me ne sto in vetrina, sullo scaffale. Sono un po' a disagio. Intorno a me sono tutti eleganti, ammiccanti, intriganti.  Io non ho una bella copertina, il mio scrittore non è famoso, il mio editore non sa distribuire. Dentro, però,  ho centinaia di pagine  meravigliose, da  leggere, amare. In fondo chi ci giudicherebbe dalla copertina? Uno sciocco, un superficiale. Devo rilassarmi, o avrò l'aria sciupata prima che qualcuno decida di sfogliarmi.


Ecco, si avvicina. Mi guarda, mi solleva.  Già m'innamoro. Ha le mani delicate, le dita sottili, la pelle morbida. Immagino la sua poltrona, il calore del suo letto, le ciglia lunghe e lo sguardo assorto.  Mi guarda dritto negli occhi. Non  riesco a dirle nemmeno una parola. Non mi sfoglia, mi posa.  
Cerca un altro. Lo trova.E' bello e sta in alto, sopra di me. Il suo è uno scrittore già famoso, ha un editore che sa distribuire. Dentro ha centinaia di pagine senza calore. Si farà leggere e poi dimenticare. Lo ha preso. Lo stringe già a sé, orgogliosa. Lo mette in mostra mentre va a pagare. Poi esce tutta contenta. Ha il suo libro bello e famoso. Un altro bel libro che  non ha niente da dire.

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