TURISTA PER CASO IN LIBRERIA

Raduno di matrioska

A volte un giorno intero può essere immenso. Basta leggere l'Ulisse di Joyce per averne la certezza (ed è per questo che tanti non ce l'hanno questa certezza).  E a volte sarebbe bello  far entrare un giorno intero in una sola frase. Oppure una bella scrittura matrioska che nasconda al suo interno non solo un flash-mob di  aggettivi ma anche il nocciolo della storia.

Ogni giorno mi chiedo se sia necessario che uno scrittore rubi il tempo alle sue giornate per raccontarle. Se sia necessario ad altri e non soltanto a se stesso. Immagino che la risposta  vada cercata nel fatto che a volte sono gli unici testimoni di cose che qualcuno ha dimenticato di raccontare.

Ultimamente però vado in libreria e mi perdo davanti alla distesa di libri appena usciti. Alcuni sono titoli di scrittori americani (alle spalle carriere brillanti e agenti squalo).  Sembra un prato di fiori: copertine bellissime. Sono sempre più colorate le copertine. E titoli meravigliosi, sono sempre più meravigliosi  i titoli.
Però, se per caso ne prendo uno e mi siedo, accade una cosa strana. Il libro scolora.  La copertina all'improvviso si spegne e il titolo non mi sembra più così  meraviglioso.  Ma perché?

Faccio un'ipotesi. Mettiamo che io sia alla ricerca di qualcuno che mi somigli un po', qualcuno in cui riconoscermi.  Ne ho il diritto, credo. Sto per investire una discreta parte del mio stipendio in un oggetto in cui qualcuno dichiara di aver nascosto l'antidoto al tempo che scorre. Ma più  li sfoglio e più mi rendo conto che i personaggi dietro le copertine colorate e i titoli bellissimi  non mi somigliano neanche un po'.  E le città dove vivono non somigliano alla mia città. Marciapiedi senza cacche di cane, mezzi pubblici che arrivano puntuali, prati ben curati e  automobilisti ben educati.

Date un'occhiata alle case, che  ville magnifiche! Io dovrei girarci con la bussola e  un letto così a casa mia occuperebbe tutta la stanza. Per non parlare di quello che mangiano in questi libri (in quelli peggiori  non si mangia affatto- per il bene del verosimile come minimo una barretta proteica ci starebbe bene dopo dieci chilometri di jogging sulle spiagge di Honolulu).

A volte un giorno intero può essere immenso. E allora capisco che uno scrittore debba selezionare e scrivere una storia in cui ci vadano solo le cose migliori, una scelta per il bene del lettore. Però non trovare niente della mia giornata è deprimente,  non mi sembra una cosa da fare ad un amico lettore come me.
Un'altra cosa che mi scoraggia è leggere i cenni biografici dell'autore. Sarebbe meglio non averlo fatto.  Scopro che vive alle Hawaii e in questo momento l'Università gli ha concesso il  dodicesimo sabbatico per scrivere il suo dodicesimo romanzo.

A quel punto decidi di investire i 18 euro (prezzo di copertina) in qualcosa di estremamente venale e poco culturale: 1 turistapercaso, due birre, una pizza surgelata.

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