PANGEA




il senso inesplorato delle cose
che rimangono immobili e silenziose
come fossili di noi  e pronte
a svelare segreti:

la prigionia dei colori di un quadro
la lotta contro il tempo della luce
le linee parallele che ci attraversano, si separano, si cercano
all'infinito

è un disegno inascoltato
quello dei nostri mondi,
continenti  solitari che si allontanano
dopo essere stati uniti soltanto per pochi secondi

ho commesso il più umano degli errori
aggrappata alla crosta di un pianeta che va alla deriva

mi era sembrato un  volto
quella immagine di noi
era simile al dio onnipotente
aveva creato la vita e l'infinita polvere
sulle cose

pura follia è  un viaggio verso la terra promessa
aggrappati ad un frammento solo
mentre il mondo si disgrega e abbraccia
il molteplice.

(g.i.)



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