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L'ARTE E IL BELLO NELLA FILOSOFIA ANTICA


La téchne, la parola che in greco antico significa arte, racchiude in sé un significato più vasto e più complesso del termine moderno “arte”, che richiama più precisamente alle belle arti. A partire da questa precisazione, Emidio Spinelli traccia una breve storia dell'evoluzione del concetto di arte nella filosofia antica. Quando parliamo di arte nel mondo antico ci riferiamo a un soggetto più alto e a un oggetto connotato in modo diverso, soprattutto rispetto alla sua sensibilità verso il bello.
Centrale nel concetto di arte è però quello di mimesis, che Platone declina in maniera critica, perché proprio attraverso la mimesis l'arte non può che essere una copia (un'imitazione) del sensibile, che a sua volta è una copia delle idee. Il giudizio sull'arte per Platone, nella Repubblica è molto netto: l'arte deve essere didascalica, deve insegnare qualcosa di moralmente alto e bello, fino ad arrivare addirittura a una condanna dell'arte nel libro X della Repubblica. Con Aristotele, invece, si passa a un altra interpretazione del concetto di imitazione, più alto. E' con lui che abbiamo una prima piena riflessione sull'arte.




"La poesia  porta l'Uomo verso l'Universale. "  Aristotele

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