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LA CRISI DELLA FIDUCIA

Stamattina sono a casa, ho la febbre, il raffreddore, la testa che mi scoppia e i mostri di Halloween in giro per casa. Mi metto a leggere un articolo dal sito della BBC, parla di economia e mi interessa molto. Mi spiega con chiarezza perché ogni tanto piombo in una inspiegabile tristezza.
L'articolo, in inglese, è una intervista all'economista Prof. Manuel Catells. L'articolo lo trovate in questo LINK , potete leggerlo con calma, ma intanto per voi un breve riassunto con i punti che mi hanno fatto sussultare e dire: " Accidenti! Ora capisco perché...".


An Occupy protestor in Los Angeles



People are reversing the notion: what is important in their life cannot be bought, in most cases. ”

Il primo punto è proprio questo. Siamo sempre più consapevoli che quello che c'è di importante nella nostra vita non può essere comprato. Siamo quindi sempre  meno "consumisti" di beni materiali e alla ricerca di una felicità che soddisfi bisogni interiori.Lo studioso è convinto che ci troviamo di fronte alla nascita di una contro-cultura, che si oppone al capitalismo e al consumismo sfrenato. La frustrazione viene però dalla imperante supremazia della cultura capitalista su quella di cui sempre più persone si fanno portavoce.
Sono sempre di più i consumatori che si rifiutano di consumare beni materiali. Se noi ci mettiamo a  lavorare per "far soldi" è perché siamo convinti che una nuova macchina, o un nuovo televisore, un appartamento più grande, ci renderanno più felici. Questa è una particolare forma di cultura, direi dominante, che ci circonda. Al contrario, sostiene l'economista, la gente ha cominciato a capovolgere questo concetto: quello che è importante non può essere comprato, in molti casi. Ma siamo comunque intrappolati in una macchina consumistica. Quando questa macchina smette di funzionare (la crisi economica) il serpeggiante senso di inutilità delle azioni quotidiane si fa sempre più evidente.


2.
 How big is this culture change?
Ad essere più precisi questa crisi è in realtà la crisi della fiducia nei due poteri più influenti della nostra società: il sistema politico e quello finanziario. La gente non si fida più delle banche né dei politici. E' una drammatica crisi della fiducia e dove non c'è più fiducia non c'è più società.
3.
Some people start already living differently as they can - some because they want alternative ways of life, others because they don't have any other choice.
La gente ha già cominciato a vivere diversamente, inventandosi delle strategie per rispondere a questa crisi dilagante, dietro alla quale si nasconde un cambiamento culturale di vaste proporzioni. Ad esempio l'avvio di attività non-capitaliste. Sono attività che vengono attuate per motivi non-profit (si tratta di aiutarsi  a vicenda provvedendo servizi reciproci).
Ho riflettuto e credo che molte cose che faccio e che mi fanno star bene sono del genere qui descritto. Anche il blog (sul quale come sapete non sono ammesse pubblicità e non si fa "commercio" di nulla) è per me un'attività che esprime questo profondo desiderio di cambiamento culturale.  La poesia stessa non chiede altro che di esistere, e  progetti come la Little Free Library affermano il desiderio di una comunità che si fondi sulla fiducia reciproca (io prendo un libro e lascio un libro, tutto questo senza che nello scambio intervenga il denaro).

 La creazione di una comunità di persone che sentono questo stesso desiderio di cambiamento radicale  è il passo successivo dopo la presa di coscienza della crisi. Da qualche anno i miei migliori amici (non solo virtuali) sono persone incontrate negli angoli remoti del web, gente diversa che si dedica ognuno a suo modo a trovare forme alternative di espressione e convivenza. 
Ecco, a volte bisogna fermarsi a fare il punto della situazione, per chiarirsi le idee e continuare nella direzione (opposta) Non solo resistenza dunque ma anche consapevole ricerca di alternative valide.

p.s.
L'articolo mi è stato consigliato da Alan Bates (marito resistente...)

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