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IL SERMONE DELLA DOMENICA: UCCELLI E RANE di FREEMAN DYSON


E voi siete "uccelli o rane"? Gli uccelli volano alti nel cielo e contemplano ampi panorami; le rane vivono negli stagni e hanno il piacere del "dettaglio". In questo contributo del 2008 al Festival della Matematica, lo studioso Freeman (uomo libero!) Dyson ci dice che la collaborazione tra uccelli e rane è fondamentale nel mondo della matematica. E' così anche per il resto del mondo? Io credo di si. Ascoltate la lezione nel link e avrete un meraviglioso sermone domenicale...molto laico, ma molto spirituale. (Ringrazio Alan per avermi parlato di questa meravigliosa lezione mentre si preparava il pranzo!).

p.s.
Da oggi ogni domenica vi proporrò un "sermone" laico. Sento di aver bisogno di parole illuminanti soprattutto la domenica!




Lectio Magistralis di Freeman Dyson
Introduce
Tullio Regge


PER LA VERSIONE  IN INGLESE ASCOLTA QUI

PER LA VERSIONE ITALIANA ASCOLTA QUI



Freeman Dyson
, fisico e matematico statunitense, di origine britannica. Ha lavorato come analista per il British Bomber Command durante la seconda guerra mondiale, dopo la quale si è trasferito a Princeton. Subito dopo la guerra, Dyson fu il primo fisico che si rese conto che la QED aveva due aspetti differenti. Dal 1957 al 1961, lavorò al progetto Orione, che cercava di dimostrare la possibilità del volo spaziale attraverso la propulsione nucleare: venne realizzato un prototipo con l'ausilio di esplosivo convenzionale, ma un trattato che vietava l'utilizzo di armi nucleari nello spazio causò l'abbandono del progetto. In uno dei suoi articoli, Dyson teorizzò che società tecnologicamente avanzate avrebbero potuto circondare completamente la propria stella natìa per catturarne l'energia, attraverso una struttura nota come sfera di Dyson. Ciò fornisce un possibile metodo di ricerca delle civiltà extraterrestri. Nel 2000 gli è stato assegnato il Premio Templeton. Tra i suoi libri pubblicati in Italia: Infinito in ogni direzione, Rizzoli, 1989; L'importanza di essere imprevedibile, Di Renzo Editore, 2003

Alcuni matematici sono uccelli, altri rane. Gli uccelli volano alti nel cielo e di lì contemplano gli ampi panorami della matematica fino al lontano orizzonte. Si dilettano di concetti che unificano il pensiero e mettono insieme problemi che provengono da parti diverse del paesaggio. Le rane invece vivono negli stagni e vedono solo le piante che hanno intorno. Hanno il piacere del dettaglio e risolvono i problemi esaminandone uno alla volta. La matematica ha bisogno di entrambi: uccelli e rane. È una disciplina vasta e meravigliosa proprio perché comprende gli ampi orizzonti contemplati dagli uccelli e i complessi dettagli indagati dalle rane. La matematica è al tempo stesso grande arte e somma scienza perché combina concetti generali e strutture profonde. È stupido sostenere che gli uccelli sono migliori delle rane perché guardano lontano o che le rane sono migliori degli uccelli perché il loro sguardo scruta le cose in profondità. Il mondo della matematica è al contempo vasto e profondo, e per esplorarlo c’è bisogno della collaborazione tra uccelli e rane.


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