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LA DOPPIA VITA DEL SAN MATTEO DI CARAVAGGIO


Vocazione di San Matteo, Caravaggio, olio su tela 1599-1600 ca.
Chi è  il futuro apostolo San Matteo, nel celeberrimo quadro del Caravaggio? È il signore con la barba che pare indicarsi, così come è stato identificato da Giovan Pietro Bellori (1613-1696)  nella sua vita del Caravaggio, pubblicata oltre settant’anni dopo la realizzazione dell’opera? O il giovane all'estremità del tavolo, l'unico sul quale il fascio di luce non cade completamente per illuminare il volto (ma solo le mani e una gamba e un po' delle spalle) e che raccoglie i denari?  
Una nuova interpretazione suggerisce che Matteo sia il giovane all'estremità del tavolo, con il volto chino e intento a contare.  Se questo fosse vero Caravaggio, ancora una volta, si sarebbe preso gioco del suo committente, una “libertà” rispetto alla tradizione, a dispetto delle limitazioni imposte dai committenti, dall'Inquisizione, dalle tematiche religiose.
Due storiche dell'arte mettono qui a confronto le loro interpretazioniE' una questione affascinante che vi invito a leggere.  

Prima però cercate la risposta da soli... Caravaggio suggerisce la risposta con le sue numerose citazioni. La più nota è la Creazione di  Adamo  di Michelangelo:  nel quadro di Caravaggio la mano di Adamo diventa la mano di Gesù che chiama alla vocazione l'apostolo Matteo.



Un'altra citazione è L'ultima cena, di Leonardo da Vinci. Chi è San Matteo? A quanto dicono nella rappresentazione di Leonardo, Matteo  viene rappresentato come uno degli apostoli più giovani.



Prima di leggere "il duello" accademico (interessante ma non soddisfacente a mio parere, forse perché le due studiose sembrano temere qualcosa o qualcuno) provate a riflettere e a  trovare  voi una risposta.
L' altra opera di Caravaggio che vi invito ad osservare, posteriore alla Vocazione di San Matteo, è il San Matteo e l'Angelo, uno splendido quadro che venne rifiutato perché  inadatto e irrispettoso. Perché? Guardate le mani di Matteo, e il volto. Confrontatelo con La vocazione di San Matteo. Che ve ne pare?


Qui San Matteo è pronto a testimoniare con la scrittura la vita di Gesù, è già un uomo maturo. I lineamenti, la postura delle spalle, le mani, cosa ci raccontano? E l'aureola? Dov'è finita? E' l'ala dell'angelo. E il piede, chi o cosa indica?
Fotografia b/n dell'originale
San Matteo e l'Angelo, Caravaggio




Il marchese  Giustiniani, protettore di Caravaggio, comprò l'opera rifiutata del Caravaggio. I suoi discendenti cedettero il quadro al Kaiser Friedrich Museum nel 1815, ma nel 1945, verso la fine del secondo conflitto mondiale, andò distrutta - o così si ritiene. 



Questa è la seconda versione di San Matteo e l'Angelo. Caravaggio venne costretto a proporre un San Matteo molto diverso e convenzionale.  Ha l'aureola, ad esempio.  E l'angelo gli "detta" quello che deve scrivere. Somiglia molto di più all'uomo al centro del quadro di cui stiamo analizzando la doppiezza. Ma guardate  la veste, il petto scoperto, e  poi quel piede rivolto verso il basso. Che cosa stava affermando Caravaggio mentre obbediva al suo committente?

Buon divertimento!


p.s.
Il mistero avvolge anche la morte dell'artista. Per un articolo recente con nuove scoperte vi rimando allo studioso Pacelli dell'Università Federico II di Napoli. Se invece volete leggere il racconto romanzato (ma audace) della vita del pittore milanese vi consiglio "Il quadro segreto di Caravaggio" di Francesco Fioretti.





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