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Filosofia: dall'antica Grecia ai banchi d'asilo. "I bambini sanno meravigliarsi più degli adulti"

Øyvind Olsholtfilosofo norvegese, insegna ai bimbi dal 1997 e assicura che sono filosofi nati: "Per loro tutto è nuovo, amano imparare ogni cosa ". Interviene al Tedx Transmedia a Roma per dimostrare che l'amore per la sapienza è "un intrattenimento divertente"

di GLORIA BAGNARIOL 
Filosofia: dall'antica Grecia ai banchi d'asilo "I bambini sanno meravigliarsi più degli adulti"
Øyvind Olsholt



"Gli uomini, sia ora sia in principio, iniziarono a filosofare a causa della meraviglia", Aristotele, Metafisica. Ma anche Platone nel Teeteto: "E' proprio del filosofo quello che tu provi,  di essere pieno di meraviglia, né altro cominciamento ha il filosofare che questo". I due grandi pensatori dell'antichità non sono mai stati così d'accordo come in questo caso: l'amore per il sapere inizia con lo stupore dell'uomo che smette di essere passivo nei confronti dei fenomeni del mondo e sceglie, invece, di interrogarsi su di essi. I due si riferivano agli 'uomini', creature adulte e mature che prima si riunivano nei giardini della Grecia a discorrere e che poi, progressivamente, si ritroveranno nelle aule delle Università di tutto il mondo.

E se la filosofia uscisse dalle accademie per infilarsi nei banchi degli asili? In Norvegia non solo è possibile, spesso è obbligatorio. Ancora prima di arrivare alle elementari i bambini imparano a filosofare proprio come, o quasi, gli uomini di Platone e Aristotele. Lo assicura Øyvind Olsholt che dal 1997 insegna ai bambini e che il 28 settembre sarà al Tedx Transmedia a Roma per convincere gli adulti che la filosofia è divertente.

I bambini sono dei pensatori?
 "Se si parte dalla prospettiva che la filosofia inizia dalla meraviglia, sono dei filosofi nati. Per loro tutto è nuovo, amano imparare ogni cosa. E' molto più facile che sia un bambino a stupirsi piuttosto che un adulto. Da grandi si vuole dimostrare di avere conoscenza, da piccoli ogni cosa è una scoperta"

La filosofia però non è solo meraviglia
"No, è anche struttura. Il nostro compito infatti è quello di portare questo stupore iniziale a una maggiore consapevolezza"

E come fate?
"Non si può certo insegnare la storia del pensiero. Bisogna partire dai loro interessi, trovare quali sono le loro domande e soprattutto coinvolgerli. Di solito noi creiamo degli stimoli: leggiamo una storia, guardiamo un quadro, ascoltiamo una canzone, ma non più di cinque minuti. A quel punto chiediamo ai bambini se è stato noioso o piacevole, cosa hanno provato insomma. Ma non ci fermiamo alla prima risposta".

Perché?
"Altrimenti li avremmo semplicemente ascoltati e lasciati parlare, non avremmo fatto nessun passo in più. E' facile farli esprimere".

Dove è allora la difficoltà?
"Nel lasciarli esplorare, nel fare in modo che siano loro a trovare la strada. Dopo la prima risposta noi continuiamo a interrogarli, a 'verificarè le loro ipotesi. E' una specie di missione socratica, non ci fermiamo fino a che non si trova nel dialogo un punto di vista chiaro"

E i bambini come reagiscono?
"All'inizio sono confusi. A tre anni si è abituati ad avere un adulto che ci indica cosa è giusto e cosa è sbagliato, la filosofia insegna invece a trovare le ragioni, i percorsi da soli. Dopo una prima fase di spaesamento però si appassionano ed è impossibile fermarli

Si divertono?
Certo. La filosofia è divertente! Non come una commedia, ovviamente. Io lo chiamo 'divertimento vocativo', una forma di intrattenimento che sveglia la coscienza

Che produce cambiamento?
Esistono due tipi diversi di cambiamento. Non possiamo chiedere al pensiero di variare le condizioni esterne, ma sicuramente può rivoluzionare la nostra autocoscienza, la prospettiva che abbiamo del mondo. E a volte è quanto basta per avere una società differente

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