NEBBIE IN COLLINA


Raffaele Barbieri, NEBBIE IN COLLINA, Edizioni Delta 3, Grottaminarda, 2012


 
Raffaele Barbieri ci ha abituati ad un rapporto con la poesia fatto di promozione culturale e di presenze in reading, ma da anni non affidava alle stampe una nuova raccolta di liriche. Il titolo della nuova raccolta poetica è “Nebbie in collina” (collana Purillaria, Edizioni Delta 3), foschie che si sono presentate in questi anni all’autore ed hanno nascosto i sogni, restando vividi nel suo immaginario.
Il poeta si ripropone con un marchio stilistico distintivo, insistendo sulla ricerca di musicalità, traendo spunto dai grandi della canzone d’autore. Affronta temi intimistici e di riflessione sociale, che diventano, in particolare in questo libro, indignazione, se non vera e propria rabbia, per l’involuzione della società, sempre meno attenta ai cambiamenti generazionali ed ai bisogni esistenziali di ognuno. Barbieri vive e racconta il disagio sociale, lo presenta con bozzetti vivi e quadretti che prendono spunto da vicende, momenti di vita quotidiana consumata nelle realtà irpine, dove c’è sempre un teatro a cielo aperto che si consuma ogni sera, prima che “Bruno il barista/ serri il sipario” (Al bar in piazza, pag. 23). Così si fa portavoce della precarietà del lavoro: “Non siete né carne né pesce/ l’ha detto pure il sindacato/ intanto la tensione cresce/ nella protesta contro il precariato” (L.S.U. pag. 66); o della nebbia che avvolge il futuro di tanti e della loro speranza (Hirina, pag. 37).
Barbieri ha lo sguardo che guarda lontano, è consapevole dell’evoluzione, non resta ancorato al passato, tuttavia ama i suoi luoghi e si ritrova a racconta anche l’Irpinia delle radici, tra i ricami di un tempo (Pizzo pizzillo, pag. 22), o i colori delle vigne dell’infanzia (Vitigno d’infanzia, pag. 26); ma questi temi offrono lo spunto per riflettere sulle trasformazioni volute o dovute, per il trascorrere di un tempo impossibile da contrastare e, di tanto in tanto, fa sorgere il bisogno di riflettere, soffermarsi sui traguardi raggiunti o sfumati negli anni. E, tra questi versi, c’è il peso dei tanti anni spesi in Irpinia, lavorando sempre con passione per divulgare cultura e amore per la poesia.
Il nostro è un osservatore attento e sa ritrovare elementi comuni a più generazioni quando si fa cronista, prendendo spunto dallo sport degli italiani, il calcio: “Alla fine triste e deluso/ si sfila la maglia di Nesta [] Mexico ’70 finale col Brasile/ lacrime agli occhi/ e anima alla deriva/ sfilarmi sconsolato/ la maglia di Gigi Riva” (Golden Gol, pag. 48).
Infine, tema che fa da sottofondo a tutta la raccolta, resta l’amore, Barbieri è un cantore dell’amore che sa ritrovare spunti originali per raccontarsi o esprimere con vigore ed eleganza la forza dei sentimenti.
La poesia è un impegno che spesso ci chiede tanto e la “strada del ritorno,/ di notte, diventa/ più lunga e impervia”. Ma, come ci dice anche nella prefazione del volume, Paolo Saggese, direttore della collana Pugillaria, “domani il poeta si rimette in gioco, perché vivere di rimpianti, di rancori, di silenzi, significa uccidere la grande Poesia, che è dentro di noi”.


Domenico Cipriano

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