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FIORI & SEDUZIONE


Chiedilo tra i fiori


PRENDI l'aspetto del fiore innocente, ma sii il serpente sotto di esso, scriveva William Shakespeare. Vuoi perché affascinante, vuoi perché simbolo di rinascita, il prodotto più intrigante della natura da sempre serve all'uomo a scopo seduttivo. Il serpente del desiderio si mimetizza tra i mazzi di rose degli innamorati per conquistare, festeggiare, promettere e chiedere perdono e, a meno di non averla fatta davvero grossa, ottiene il risultato sperato.

LE FOTO: FIORI E AMORE AL CINEMA 1

Ma il potere coercitivo dei fiori, secondo uno studio francese, va ben oltre quel mazzolin che si regala. Gli studiosi dell'università della Bretagna del Sud hanno scoperto che per convincere una donna a cedere a una proposta galante basta corteggiarla in un giardino, su un balcone, in una serra, anche in un negozio. Purché nei paraggi ci siano dei fiori. Chi è terrorizzato dall'ipotesi di un rifiuto potrebbe dunque, secondo la ricerca pubblicata su Psychology Press, provare a proporsi di fronte a un fioraio, anche senza necessariamente entrar dentro a comprare.

Lo psicologo Nicolas Gueguen sostiene sia addirittura sufficiente un vaso pieno di narcisi poggiato sul tavolo accanto al ristorante per predisporre al meglio il cuore femminile. Per capirlo ha chiesto a 46 giovani volontarie di sedere in una stanza da sole a guardare il video di un uomo che parlava di sé. La metà delle studentesse ha visto il filmato con accanto tre vasi di rose, margherite e calendula, l'altra metà in una stanza completamente spoglia. L'81 per cento del primo gruppo, interrogato successivamente, ha trovato l'uomo attraente, dichiarando che sarebbe stata disposta a uscirci. Del secondo gruppo solo la metà delle ragazze ha risposto positivamente.

In un altro esperimento, gli studiosi hanno chiesto a cinque attori di proporre un appuntamento a 600 giovani single tra i 18 e i 25 anni, fermandole per strada in alcuni casi davanti a un fioraio, in altri davanti a una panetteria o a un negozio di scarpe. Ben 144 hanno risposto volentieri all'invito ma di queste solo una su sette di quelle approcciate davanti al panificio e solo una su 10 di quelle davanti al negozio di scarpe. Tutte le altre erano state avvicinate tra rose e tulipani.

"Questi risultati confermano la concezione popolare secondo la quale i fiori attivano il romanticismo e facilitano il processo di seduzione", afferma Gueguen. "I fiori sono da sempre associati all'amore, quindi è probabile che ben predispongano la donna", spiega Richard Wiseman, psicologo dell'università dell' Hertfordshire famoso per le sue ricerche sulla scienza dell'attrazione. "E' lo stesso meccanismo inconscio che scatta quando sentiamo parlare di vecchiaia: automaticamente subito dopo camminiamo più piano. Ed è stato anche dimostrato che un responsabile delle risorse umane assume più facilmente se durante il colloquio sorseggia un caffè". Ma secondo Wiseman la spiegazione, per i fiori, è ancora più complessa: "Profumano, sono belli, mettono di buon umore. E quando ti senti di buon umore sei più creativo, socievole, generoso e predisposto a trovare qualcuno attraente".

Ricorda Tom Buchanan, psicologo dell'università di Westminster, che spesso la visione di un oggetto spinge le persone a comportarsi in un modo a quell'oggetto associato, e gettare lo sguardo su un fiore, simbolo di romanticismo, indurrebbe quindi il cervello a comportamenti romantici. Sarà un caso che Rosalba, l'indimenticabile protagonista di "Pane e tulipani" interpretata da Licia Maglietta, si innamora dopo aver trovato lavoro come fioraia? E che dire di Lester-Kevin Spacey, che in "American beauty" si prende una cotta per una ragazzina immaginandosela ricoperta da un lenzuolo di petali rossi?

Dalla bella fioraia di Chaplin in "Luci della città" ai fiori con cui Richard Gere va a riconquistare il cuore di Julia Roberts in "Pretty woman", al giardino di primavera in cui John Cusack e Dianne Wiest scoprono l'amore in "Pallottole su Broadway", fino al romanticismo fantastico di "Al di là dei sogni", dove ci sono fiori dappertutto, e a quello più crudo di "Saturno contro", in cui Stefano Accorsi amoreggia con la fioraia Isabella Ferrari nel negozio di lei, il mondo del cinema questa regola scientifica l'ha sempre saputa. Là dove l'uomo con le proprie forze non arriva, interviene in soccorso la natura.  
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