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NIENTE DI NUOVO




Bisogna fare
come se gli anni
non fossero ragni
nei ventricoli
nelle cose
nei vicoli
nelle spose
nei testicoli
nelle pose
di tutti
i giorni.

Quanti minuti bisogna contare
e quanti sprecati a imprecare
per una lancetta che ha deciso da sola
di inciampare o tornare
indietro - ora è ferma  a trafiggere
con la punta arrugginita
il mondo.

So che non c'è ancora
niente di nuovo
so che le parole sono sempre
troppo piene o troppo vuote
so che si dovrebbe macchiare di sangue
un altro lungo muro per far tornare vivi
i nostri ricordi

ci provo
ma non è niente di nuovo e niente di nuovo
è necessario al mondo

ho capito
che non faremo mai niente
altro e gli anni continueranno
ad entrarci nel cuore
allagandoci di parole
e un giorno un'onda
spazzerà via
tutto quello che ci siamo detti
e ci vorrà un secondo.

E allora che fare?
Continuare?
Non mi aiutano
i vostri -si e no-
i vostri -forse e mi pare-
nemmeno le regole
che qualcuno deve pensare
e qualcun altro accettare
per essere venuti
al mondo
uno coi guanti e un altro con un calcio
in culo.

Spiegatemi
cosa vogliono da me
frasi aggettivi parole
e perché non si fermano
e perché non vogliono
accettare che
tutto quello che
è in questa stanza
è fatto di una sostanza che
deve restare muta.

E tu che sei venuto a capire
con altre parole?
Non fermarti qui
neppure un minuto
sporcheresti la bella pagina bianca

dove sei pronto a scrivere
solo di te
non di quello che è perduto
del mondo
dei  sogni finiti
in un nero profondo.

Non ho niente da dire
a chi non vuole scendere
nel pozzo.
(g.i.)

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