MENTE E CUORE

non ho dimenticato niente
perché tutte le sere
mi esercito 
al ricordo

e la memoria 
è un esercizio 
estenuante della mente
e il cuore non
c'entra niente

amore
mi dispiace 
doverti congedare
tu povero cuore
non ne sai niente  
di colori che scolorano
di sapori che si sciupano

tu sai soltanto pompare
cinque o sei litri
di sangue nelle vene
percorso tortuoso di un fiume
di rami  e diramazioni
che mai mi stancherei
di contemplare e di seguire
fino alla silenziosa immobilità
del mare


ma io vivo per ricordare
e tu, o cuore 
del cervello che incendia
boschi di neuroni
ignori le fiamme.
(g.i.)
Cuori incrociati di artisti e pionieri della chirurgia cardiaca
di Sabrina Sperotto e Vilma Torselli
pubblicato il 7/05/2009 (articolo intero QUI)


Viva la vida” il motto di Frida Kahlo, anche a pochi giorni dalla sua morte nel 1954. Proprio in quello stesso anno il cardiochirurgoWalton Lillehei mise a punto negli Stati Uniti una tecnica pionieristica conosciuta come “cross circulation” ovvero “circolazione incrociata”. Questa procedura consentiva di deviare esternamente la circolazione sanguigna ed operare a cuore aperto difetti cardiaci congeniti, proponendo una soluzione biologicamente compatibile per ossigenare il sangue canalizzato dal paziente ad un donatore che fungeva da “ossigenatore umano”. Un ponte curioso, un incrocio di cuori che unisce metaforicamente due “artisti “, l’una dedita alla pittura, l’altro dedicato alla “visione” della chirurgia cardiaca, in un’ epoca pionieristica dove l’arte dell’operare risiedeva nelle capacità tecniche individuali, nella rapidità e perfezione che un chirurgo univa alla sua esperienza vissuta sul campo. L’arte medica viene affiancata alla pittura di un’artista che soffrì fin dalla giovane età per un incidente che le spezzò la schiena in tre punti pur senza toglierle la brillantezza, la forza, il cuore che manifesta in tutte le sue opere e soprattutto nel quadro “Le due Frida”.
Frida subì 33 operazioni durante la sua vita. Una tempesta, un moto impetuoso che caratterizza tutte le sue opere ma, in modo più evidente, questa particolare tela. Il rosso del sangue, del cuore, dei vasi e delle labbra, acceso e vivo, si contrappone alla burrasca nera dello sfondo: Frida sposa tiene in mano una pinza emostatica che collega il cuore aperto, trafitto e sanguinante dal dolore per la separazione da Diego Rivera (la tela viene eseguita nei mesi immediatamente precedenti il divorzio). Attraverso un vaso sanguigno, Frida sposa si collega all’altra Frida ed al suo cuore chiuso, fonte di forza per reagire alle sofferenze fisiche e di amore. Frida che indossa i colori del suo Messico; quella Frida amata da Diego, di cui stringe in mano un medaglione che lo ritrae da bambino. 

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