venerdì 31 agosto 2012

ULTIMO HAIKU DELL'ESTATE -


tempo di andare
s' accartoccia sul ramo
un'altra foglia



Ce l'abbiamo fatta! Un haiku al giorno per tutta l'estate



SILENZIO

vado a dormire
senza rumore
nel cuore.
(g.i.)

IL GRUMO

da qualche parte
quello che scrivo si raffredda
lava che trova il suo letto di pietra

ma faccio il mio dovere
vivo e sciolgo
il grumo che ho dentro

(g.i.)

Grumo di lava
http://www.panoramio.com/photo/64453713


IL MOSAICO

mi resta soltanto la magia
di minuscole coincidenze

frammenti di un mosaico
di cui non intendo la forma
solo il colore

a volte mi stanco
delle schegge del mondo

vorrei guardare dall'alto
l'intero disegno

contemplarne l'arte.
(g.i.)


Aggiungi didascalia

IL ROSPO

ROSPO DALLO STAGNO, OAHU HAWAI 
©  |

stasera
non vuole saltare
il rospo
non sa dove andare
non vuole lo stagno

troppo nero il ponte
la vernice del cielo scorticata
persino il buio si confonde
e torna indietro all'ombra
sul muro una chiazza
forse un lampione

che fatica saltare
sulle pietre
con gli occhi grossi che vedono tutto rotondo
che fatica il mondo
un sasso tagliente e spigoloso
in un acquitrino di cielo

ma il rospo
poi salta
e allora si  taglia
e muore

sul sasso che somiglia
a un fiore.



venerdì 24 agosto 2012

giovedì 23 agosto 2012

AL CAPPERO PIACE SOFFRIRE


ti scrivo ancora
da quando sei partito
mai una parola



http://www.fabiopresti.com/joomla/index.php?option=com_content&view=article&id=9&Itemid=56

QUASI IRLANDA

Bewley's Oriental Cafés, Grafton Street, Dublino





Fra qualche ora saremo in volo per l'Irlanda! E' tutto pronto, i maglioni sono in valigia e pure gli impermeabili (anche le sciarpette ho messo, non si sa mai!). Impensabile aprire l'armadio e tirar fuori lana e maniche lunghe, con questo vento caldo che soffia implacabile su tutta la casa, come se fuori ci fosse un drago e noi dentro immobili per non farci vedere.
Fra qualche ora i 40 C° di Roma diventeranno i 13 C° di Dublino. E finalmente avrò freddo! Pioverà e io sarò felice di lasciarmi bagnare, poi ci sarà addirittura bisogno di un bel bagno caldo, e di una pinta di Guinness o Smithwicks in un bel pub. Mi verrà voglia di mangiare male, e dimenticherò il benessere dei quintali di belle insalate che ho mandato giù. Entrerò in un bookshop del centro e sfoglierò tutti i libri che voglio, seduta comodamente. Comprerò un caffè, e poi ne comprerò ancora un altro. Leggerò tutte le novità degli amici poeti che non incontro da 4 anni, di cui ho sentito parlare o dei quali non ho più sentito nulla. Pat Boran, cosa avrà scritto in questi ultimi anni? E la brava Eavan Boland? Avrà sempre i capelli ricci e un po' ribelli Rita Ann Higgins? E la voce roca della McGuckian, che legge con gli occhi chiusi. E così via...
E a Grafton Street troverò sempre uno spettacolo teatrale che dura il tempo di un sandwich nell'accogliente Bewley's? Oppure farò un salto al Winding Stairs a guardare il fiume Liffey da dietro ai vetri del bar, seduta con un taccuino a fermare (come tutti del resto) il mio fiume di pensieri che scorre veloce.
Cari Amici di Letture, non vi abbandono, ho programmato un haiku al giorno fino al 31 agosto. Spero vi siano piaciute queste brevissime poesie tutte estive, a me sono servite a commentare la nostra estate caldissima e silenziosa.
Cosa avete imparato da questi mesi estivi? Io che il caldo non aiuta a scrivere. E che chi scrive ha bisogno di temperature miti (diciamo tra i 15 e i 25 C°). Altrimenti anche le parole "si sciolgono".
Buona fine di agosto!


mercoledì 22 agosto 2012

UN MIO RACCONTO SU "STORIE BREVI"

Cari Amici di Letture, se vi va di leggere su vostro smartphone il mio racconto "L'avambraccio"  andate sul sito, provate subito!  :)))


Digita storiebrevi sul tuo telefonino e avrai tanti racconti sempre nuovi selezionati per te. Narrativa italiana contemporanea da leggere dove e quando vuoi.



La narrativa a misura di smartphone.
Leggere sarà un piacere
ABBONATI E LEGGI GRATIS
FINO AL 10 SETTEMBRE
Digita Storiebrevi.it con qualsiasi telefono connesso a internet.




ROMA ORE 11- SERATA DI PRE-APERTURA 69° BIENNALE DI VENEZIA

Il Logo della 

69. Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica

29 agosto > 8 settembre 2012
di Simone Massi







Roma ore 11 (1952) di Giuseppe De Santis

La Biennale di Venezia organizza per martedì 28 agosto alle 20.30 all’Arena di Campo San Polo - in collaborazione con il Comune di Venezia, Circuito Cinema Comunale - la serata di pre-apertura della69. Mostra del Cinema, alla quale è invitato il pubblico di Venezia attraverso la collaborazione con i quotidiani locali “Il Gazzettino”“La Nuova di Venezia e Mestre” e il “Corriere del Veneto”.
Sarà proiettato Roma ore 11 (1952), capolavoro di Giuseppe De Santis, uno dei padri del Neorealismo, interpretato da Lucia BoséCarla Del PoggioRaf Vallone e Massimo Girotti, in occasione delsessantesimo anniversario della prima proiezione, in una nuova copia messa a disposizione dal Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale di Roma.
Sarà presente l’attrice e vedova del regista Gordana Miletic De Santis.
Per assistere gratuitamente alla proiezione di Roma ore 11, il pubblico interessato potrà ritirare l’invito alle biglietterie di Campo San Polo nei giorni di venerdì 24, sabato 25, lunedì 27 martedì 28 agosto (16.00-19.00) semplicemente presentando i coupon pubblicati da venerdì 24 a lunedì 27 agosto su “Il Gazzettino” oppure “La Nuova di Venezia e Mestre”.
· Per informazioni sugli inviti ancora disponibili tel. 041 2726505
· Ogni coupon dà diritto a un invito valido per una persona per assistere gratuitamente alla proiezione
· Gli inviti saranno erogati fino a esaurimento dei posti riservati a ciascuna testata
Oppure il pubblico potrà telefonare nei giorni di venerdì 24 e sabato 25 agosto al “Corriere del Veneto” al numero verde 800.030.233 nella fascia oraria dalle ore 12.00 alle ore 14.00, dimostrando il possesso della copia del giornaleCiascun lettore si aggiudicherà 2 inviti. Il ritiro dei biglietti da parte dei lettori avverrà in questo caso martedì 28 agosto alle biglietterie di Campo San Polo prima della proiezione.
La 69. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia avrà luogo al Lido dal 29 agosto all’8 settembre 2012, diretta da Alberto Barberae organizzata dalla Biennale presieduta da Paolo Baratta.
Roma ore 11 di Giuseppe De Santis, prodotto dalla Titanus e distribuito nel febbraio 1952, si basa sull'inchiesta condotta da Elio Petri, che fu aiuto regista nel film, in seguito a un tragico fatto di cronaca avvenuto a Roma nel 1951. La sceneggiatura, oltre che dallo stesso De Santis, è firmata daCesare ZavattiniBasilio FranchinaRodolfo Sonego e Gianni Puccini.

La vicenda di Roma ore 11: rispondendo all’annuncio su un giornale, duecento ragazze si presentano in via Savoia a Roma per ottenere un posto di dattilografa presso lo studio di un ragioniere. In un’Italia esasperata dalla disoccupazione, ma ancor più dall’impossibilità per le donne di trovare lavoro, arrivano per il colloquio giovani di ogni tipo ed estrazione sociale: nobili decadute, prostitute che cercano di cambiar vita, mogli con il marito disoccupato, figlie di ex benestanti cui la pensione non basta per sopravvivere. Accalcatesi sulle rampe delle scale del piccolo palazzo, si scambiano impressioni e accennano alle loro esistenze fatte di miseria ed espedienti per vivere. Un litigio per la priorità in fila trasforma l'attesa in tragedia: la ringhiera della scala cede, distruggendo a uno a uno i gradini, facendo precipitare le donne, molte delle quali rimangono ferite, mentre una di esse, Anna Maria Baraldi, muore. Portate in ospedale, l'amara scoperta: per essere curate, gli uffici pretendono il pagamento della retta giornaliera di 2.300 lire. Molte di loro sono costrette ad andare a casa perché impossibilitate a pagare.
Giuseppe De Santis (Fondi, 1917 – Roma, 1997) è considerato uno dei padri e dei principali protagonisti del Neorealismo cinematografico italiano. Già critico e animatore nell’anteguerra della rivista “Cinema”, che si proponeva di far uscire il cinema nazionale dai cliché dei “telefoni bianchi”, collabora inizialmente con Luchino Visconti (per Ossessione, 1943, di cui firma anche la sceneggiatura) e Roberto Rossellini (per Desiderio, 1946). Nel 1948 realizza il suo primo lungometraggio, Caccia tragica, che per i temi trattati (la lotta fra i contadini di una cooperativa e un gruppo di agrari), il ritmo di dramma popolare e alcune caratteristiche narrative "americane" (scene movimentate e drammatiche, erotismo), segna e rinnova la stagione del Neorealismo. Questi caratteri contribuiscono fortemente al trionfo anche al botteghino della prova successiva, Riso amaro (1949), che tratta della dura esistenza delle mondine di una risaia, in una storia che intreccia l’analisi politica della lotta di classe alla sfera del privato dei personaggi. De Santis sceglie come protagonista un’esordiente d’eccezione, Silvana Mangano. Per questo film De Santis e Carlo Lizzani ottengono la nomination al Premio Oscar per il miglior soggetto. La sua regia si impone in particolare per l’uso sapiente e originale della gru, del dolly e della tecnica del pan focus, con cui rappresenta il movimento in particolare delle folle. Le stesse tematiche, sullo sfondo di una società contadina conflittuale, quella della natìa Fondi, vengono trattate nel successivo Non c’è pace tra gli ulivi (1950). Con Roma ore 11, e Un marito per Anna Zaccheo (1953), che descrive le inquietudini di una ragazza napoletana (Silvana Pampanini) tormentata dalla sua bellezza, De Santis lascia momentaneamente la campagna per trattare temi cittadini e borghesi. Con Giorni d’amore (1954) e Uomini e lupi (1956) torna ai temi originari della vita dei piccoli paesi. In particolare Giorni d'amore è il suo primo film a colori e conquista il Nastro d’argento per il migliore attore protagonista (Marcello Mastroianni). Il successivo La strada lunga un anno, racconta la vicenda curiosa di un paesino di montagna isolato, dove un disoccupato ha un'idea: costruire una strada che colleghi il luogo con la costa. Girato nel 1957 in Istria, sceneggiato anche da Tonino Guerra, il film viene candidato al premio Oscar come miglior film straniero. Una nuova stagione della produzione di De Santis inizia con La garçonnière (1960), che narra l’avventura extraconiugale di un uomo (Raf Vallone) che infine, deluso, ritorna in famiglia; continua con Italiani brava gente (1964), una coproduzione italo-sovietica sulla ritirata di Russia delle truppe italiane, in cui torna l’ideologia nelle forme della ribellione dei proletari (di ogni parte belligerante) contro la guerra; e si conclude con Un apprezzato professionista di sicuro avvenire (1972), con Lino Capolicchio, dove De Santis si cimenta con le tematiche sociali e di costume della commedia all’italiana di quel periodo. 

LE SCIMMIE

Oggi ho nella testa
una specie di minuscola festa
di scimmie

saltano di qua e di là
chiuse in gabbia
le mini-idee.

Non servono a niente e nessuno
le vuole però loro se ne infischiano
e non stanno mai ferme.

Brave! Volete uscire, volete andare!
Volete che mi spacchi la fronte
e vi lasci scappare.

Mi soffio il naso
però restate
abbracciate ai neuroni
non  mi lasciate pensare.



Le scimmie più piccole del mondo

I GIORNI BELLI

a volte me la prendo
con i capelli
con gli ombrelli
con gli imbecilli
con i bacilli
con i grilli

e pensare che quelli
sono i giorni belli.
(g.i.)

“I giorni belli”, opera di Balthus.
I giorni belli, opera di Balthus

SOLO DOMANDE

bisogna continuare
a fare domande

bisogna estrarle
da cumuli di certezze

non seguire le risposte
in fondo allo stagno
i sassi disegnano
cerchi concentrici  sulla superficie

durano il tempo
di un tonfo.
(g.i.)


AL CAPPERO PIACE SOFFRIRE


Grano maturo
lento tramonta il sole
lutto di spighe.


www.flickr.com/photos/innerland/3912501955/

lunedì 20 agosto 2012

NEBBIE IN COLLINA

E' stato presentato giovedì, alle ore 21,00 presso il Castello d'Aquino di Grottaminarda, l'ultima raccolta di Raffaele Barbieri, dal titolo “Nebbie in collina”, edito da Delta 3. Presenti il sindaco di Grottaminarda, Giovanni Ianniciello e il presidente del consiglio comunale Rosaria Bruno. Insieme all'autore, Raffaele Barbieri, gli interventi del critico Cosimo Caputo e dell'editore Silvio Sallicandro, moderati da Giovanna Iorio. La raccolta, che giunge dopo anni dal volume "L'abito nuovo", riprende tematiche di estrema attualità, con chiaroscuri e bozzetti di vita, con sottofondo contrade e borghi irpini, nonché sentite testimonianze di impegno civile, che da sempre vedono l'autore protagonista e portavoce di una fascia della nostra popolazione che non rinuncia a far sentire la propria voce difronte al qualunquismo imperante. Fautore di incontri di poesia da oltre un ventennio, Barbieri non rinuncia ad affrontare con originalità anche tematiche da sempre fondamentali nella poetica italiana, come l'amore ed i sentimenti più profondi.




AL CAPPERO PIACE SOFFRIRE


ruga di ferro
il muro arrugginito
urla di rosso.

New York Lastra di ferro 100x100 cm_smalto acrilico, catramina e ruggine naturalehttp://www.theoriginaldaveguccione.com/page4/page10/page10.html

giovedì 16 agosto 2012

mercoledì 15 agosto 2012

UN TATUAGGIO SULL'ARIA

Se potessi prendere la mano
a chi mano non ha-
vestire l'universo di pelle-
cinque dita da afferrare
laddove si muovono leggere
le molecole d'aria;

se potessi toccare
questo odore di bosco
se potessi accarezzare
il brulichio di luce che a malapena
la mia pupilla comprende;

se potessi raccogliere
con le papille i sapori
del bosco che nessuno interroga
con lingua e narici

questa poesia sarebbe
un tatuaggio sull'aria.
(g.i.)


Tatuaggi e piercing dalla tribù  alla metropoli




IL MIO TESORO

sono ombra  tra i rami
scappo via lontano
dopo aver lasciato

il mio tesoro in un buco 
in un tronco avvolto 
da una ragnatela gigante  

la fessura sigillata da una goccia di resina 
come un uscio d'ambra.
(g.i.)




La mia foto: il meglio di giugno


Between the branches
Fotografia di Laura Boi.

DELLA LENTEZZA DEL RAGNO

Si è messo ad accelerare
il  pianeta e noi sopra 
a girare e girare

a cavalcioni  della  vita
come se fosse  un rodeo 
questo scomodo mondo
un toro e due lunghe corna soltanto.

Si paga un prezzo di polvere 
a farsi trascinare dal pianeta
come vaccari in sella
a un mammifero gigante

meglio sarebbe un mondo
più lento e noi in equilibrio 
sulla tela del cielo 
come ragni  intelligenti.

Ecco la Phidippus clarus
che a malapena si muove

solo cervello 
tutta materia grigia
ne ha piene persino 
le minuscole zampe.
(g.i.)


aracnidi
Una femmina adulta del ragno Phidippus clarusFotografia di Don Johnston, All Canada/Getty Images

Non sono grassi, sono solo dei cervelloni: secondo un nuovo studio, i ragni piccoli hanno cervelli così grandi rispetto alle loro dimensioni che l'organo può insinuarsi nelle loro cavità corporee. 

Il fatto di avere dei cervelli così grandi potrebbe spiegare perché ragni piccoli - alcuni grandi meno di un millimetro - sono altrettanto abili nel tessere le loro tele degli aracnidi più grandi. 
Per saperne di più ecco l'articolo QUI.






UN GIORNO

Un giorno ce ne andremo
io e te
mano nella mano
lontano a farci accarezzare
la pelle e i capelli
da colori che nessuno vede
e venti sconosciuti che sanno
di  muschio e abeti

e sarà un giorno vuoto di ore
incontreremo nel bosco
un tempo bambino
che nessuno ha mai preso per mano

farfalle innamorate di ogni colore
e mosche ubriache del sapore
di tutti i piccoli frutti.

Come vorrei che quel giorno
fosse già nostro
che mi venisse incontro lasciando
questo tempo stanco

della valle colma
di silenzio e riposo.
(g.i.)



Bondi Beach, Australia
FOTO DEL GIORNO
Fotografia di Dylan Maras, My Shot

Mentre camminavo lungo la spiaggia Bondi, in Australia, mi sono imbattuto in questa donna in rosso. La guardavo mentre dava da mangiare ai gabbiani e ne ho apprezzato la tranquillità. Quando finalmente ho parlato con lei mi ha detto che era inglese e viveva in Australia da due anni. Mi ha detto che ogni giorno andava al mercato e cercava cibo avanzato per i gabbiani. Quando le ho chiesto perché lo faceva, mi ha detto che i gabbiani non possono farlo.

AL CAPPERO PIACE SOFFRIRE


Sono qui nuda
porgimi una parola 
foglia di fico.


domenica 12 agosto 2012

DISERTARE

li ho visti ieri
i girasoli di spalle.

il capo chino
davanti al sole

pronti a morire
a poco a poco

fino all'ultimo tramonto
d'estate

uno soltanto
ha avuto il coraggio
di disertare
di voltarsi e mostrare

un improvviso
giallo disobbediente.


Girasoli, Toscana

STELLE CADENTI

è un vero disastro

nel cielo meno stelle
nel mondo meno desideri
(g.i.)



* la vera etimologia di dis-astro è pioggia di stelle sull'umanità.


NIENTE DI NUOVO




Bisogna fare
come se gli anni
non fossero ragni
nei ventricoli
nelle cose
nei vicoli
nelle spose
nei testicoli
nelle pose
di tutti
i giorni.

Quanti minuti bisogna contare
e quanti sprecati a imprecare
per una lancetta che ha deciso da sola
di inciampare o tornare
indietro - ora è ferma  a trafiggere
con la punta arrugginita
il mondo.

So che non c'è ancora
niente di nuovo
so che le parole sono sempre
troppo piene o troppo vuote
so che si dovrebbe macchiare di sangue
un altro lungo muro per far tornare vivi
i nostri ricordi

ci provo
ma non è niente di nuovo e niente di nuovo
è necessario al mondo

ho capito
che non faremo mai niente
altro e gli anni continueranno
ad entrarci nel cuore
allagandoci di parole
e un giorno un'onda
spazzerà via
tutto quello che ci siamo detti
e ci vorrà un secondo.

E allora che fare?
Continuare?
Non mi aiutano
i vostri -si e no-
i vostri -forse e mi pare-
nemmeno le regole
che qualcuno deve pensare
e qualcun altro accettare
per essere venuti
al mondo
uno coi guanti e un altro con un calcio
in culo.

Spiegatemi
cosa vogliono da me
frasi aggettivi parole
e perché non si fermano
e perché non vogliono
accettare che
tutto quello che
è in questa stanza
è fatto di una sostanza che
deve restare muta.

E tu che sei venuto a capire
con altre parole?
Non fermarti qui
neppure un minuto
sporcheresti la bella pagina bianca

dove sei pronto a scrivere
solo di te
non di quello che è perduto
del mondo
dei  sogni finiti
in un nero profondo.

Non ho niente da dire
a chi non vuole scendere
nel pozzo.
(g.i.)

ALTROVE

Oggi sono stata tutto il giorno
altrove

perfino gli occhi sono stati azzurri
un secondo

solo un cane ha intuito qualcosa
e mi è venuto dietro
per strada

io distante perfino
dalla mia ombra
lui l'ha fiutata invano
sul muro era soltanto
un cespuglio

è strano
che nessuno mi venga a cercare

nel luogo dove
non sono.
(g.i.)






ESPLORATORI URBANI


in una stanza
nuova speranza

nella distruzione
nuvola di vegetazione
(g.i.)




Foto che amiamo: un mese in 10 scatti
La rivincita della natura
Fotografia di Michael Mehrhoff, Your Shot

Un albergo distrutto dal fuoco tre anni fa in Germania viene lentamente riconquistato dalla vegetazione.
Le rovine di alberghi famosi come lo Scheirke, l'Hotel Heinrich Heine e il Beelitz Heilstatten stanno attirando l'attenzione di una nuova stirpe di "esploratori urbani", tra cui il fotografo Michael Mehrhoff, che ha inviato questa immagine alla sezione "Your Shot" di National Geographic il 25 luglio. 

AL CAPPERO PIACE SOFFRIRE


Sono qui nuda
porgimi una parola 
foglia di fico.






Durer, Adamo ed Eva

MUFFA


ho una fiamma
che annerisce le pareti
del cuore

il mio continuo
incenerire dentro

nuvole nerofumo fuori
che infilano crune

d'aghi e punte
d'abeti e pini

si scambiano
saluti e inchini

sono piene di cenere
viaggiano e scrivono
muffe sui muri.

(g.i.)


sabato 11 agosto 2012

LA VIA DELLA PACE

S. Pancrazio - Civitella  - Oliveto 

(Toscana, 10 agosto 2012)

E' una escursione per coloro che vogliono fare una tranquilla camminata di 14 km circa.
Tutto il percorso si sviluppa fra zone boscose di cerri, lecci, pini e qualche vigneto e offre interessanti scorci panoramici su Cortona, castello di Montecchio e se la giornata è limpida sul lago Trasimeno. Non vi sono difficoltà, l’unico inconveniente è un tratto di circa 30 metri sassoso e circa 500 metri di asfalto per raggiungere Civitella.
A S. Pancrazio si prende il sentiero n° 111 per Civitella denominato “La via della Pace” percorso alla memoria dell’eccidio dei martiri di S.Pancrazio, Civitella, Bucine causato dalla rappresaglia tedesca. Dopo circa 2 km e mezzo oltrepassato l’innesto con il sentiero 113 per “Cornia” arrivati all’altezza di una croce in legno si lascia il sentiero 111 e si prende a destra un sentiero non segnato (qui info) fino a ricongiungerci nuovamente con il sentiero 111 in prossimità del monte Acuto e arriviamo a Civitella.




Ho soltanto parole
per te

le ho raccolte lungo un sentiero
una stradina sbrecciata
tutta bianca
che sa ancora 
di passi
di marce 
di stivali

un brivido sale
dal bosco
dai buchi di rami
dai volti disfatti 
da un antico terrore

le foglie tremule
come trecce legate 
oramai soltanto
da un filo d’aria
si sollevano in aria
come un giovane capriolo

sono loro le voci 
nei tronchi
e scricchiolano singhiozzi
mentre  la campana emana
dal fondo della gola 
sospiri e rintocchi
antichi spari 

e qui  tra i rovi
abbassa il capo silenzioso
il sole
con la vergogna di un tramonto
passato che vide  macchiato 
di rosso le pietre
di un lungo muro

sotto la polvere
le ossa dure 
della memoria.

Ho soltanto un po' di bianco
per te
l'ho raccolto lungo un sentiero
una stradina sbrecciata
tutta bianca
che sa ancora 
di passi
di marce 
di stivali

sono bianche 
le mie scarpe e i vestiti
la storia entra nei pori
sono vivi i ricordi.
(g.i.)
.

MI CHIEDEVO...

Cari Amici di Letture, mi piacerebbe avere più commenti se vi capita di leggere quello che scrivo. E' importante avere un feedback. Proprio oggi leggevo che finiamo tutti per avere una percezione falsata del giudizio che gli altri hanno di noi, e l'assenza di feedback (anche negativo!) contribuisce  alla crescita di presunzione. Una pubblicazione di uno studioso della Florida dice proprio questo (ecco l'articolo se vi va di leggerlo in inglese). Il blog è per me un luogo di scambio, non solo una vetrina di quello che sono e penso. Sarebbe meraviglioso sapere quello che pensate anche voi. Buon Ferragosto!




AL CAPPERO PIACE SOFFRIRE


Questa è la Storia:
Quando sarai Regina
Sarai più sola.



venerdì 10 agosto 2012

IN-CHIOSTRO AL CONCORSO NAZIONALE "L'INEDITO"

Cari Amici di Letture e Leggerezza, sono felice di condividere con voi  una bella notizia: la mia raccolta "In-chiostro" ha vinto il Primo Premio al Concorso Nazionale "L'Inedito", un concorso che nasce per promuovere la rinascita della poesia soprattutto nel Sud (la mia Terra!). Questo vuol dire che presto verrà pubblicata dalla Casa Editrice Delta 3 Edizioni.  Ecco un articolo da http://www.tgnews.tv

Giovedì 09 Agosto 2012 00:00
condividi
altLA NOTA
LACEDONIA: PREMIAZIONE XI EDIZIONE DEL PREMIO L’INEDITO
a cura del direttore di canale Nicola Prebenna.


Domenica, 5 agosto, nei locali del Teatro Comunale di Lacedonia ha avuto luogo la premiazione dell’XI.ma edizione del Premio Letterario L’Inedito. L’iniziativa si inserisce in una tradizione ormai consolidata che vede impegnata in prima linea la casa editrice Delta3,
con sede in Grottaminarda, e il suo dinamico ed instancabile promotore Silvio Sallicandro. Il concorso, adeguatamente pubblicizzato, ha fatto registrare unaaltsignificativa e folta partecipazione di autori che hanno presentato opere inedite relative alle diverse tipologie di opere ammesse a concorso: narrativa, poesia, saggistica, opera teatrale. Hanno assicurato il loro patrocinio, oltre naturalmente la casa editrice Delta3, la regione Campania, la Comunità Montana dell’Alta Irpinia, il Comune di Lacedonia; ed hanno dato il loro sostegno molte associazioni: l’U.N.L.A., il   Rotary International Club Avellino Est Centenario, l’Associazione P.S.Mancini, il Centro di Documentazione della Poesia del Sud, l’Associazione Strade della Poesia, l’Associazione CAI, il centro CIL SI, il Centro di Studi Storici Interregionale, la rivista Pagus, a riprova della valenza culturale dell’iniziativa e dell’interesse che essa è stata in grado di promuovere; oltre alle tante energie attivate. Di notevole spessore sia il comitato d’onore che la giuria incaricata di visionare le opere fatte pervenire e chiamata al difficile compito di stilare la graduatoria di merito finale, specie in relazione al valore dei lavori presentati, di particolare qualità. I primi premi attribuiti sono andati: per la sezione poesia a Giovanna Iorio, per la narrativa-romanzo a Giuseppe Liuccio, per la sezione narrativa-racconto a Ugo Piscopo, per la sezione teatro a Santosuosso Stefano, per la sezione testo-canzone a Francesco Di Sibio, e premio speciale alla critica letteraria a Piuseppe Panella. I premiati sono autori ampiamente conclamati e figure di intellettuali di primo piano non solo del panorama campano e meridionale ma di quello nazionale tout-court; ma il livello altamente rappresentativo non è dato solo dai destinatari del primo premio, ma anche da tutti gli altri premiati, tra cui piace ricordare Giuseppe Vetromile, Agostina Spagnuolo, Rodolfo Vettorello, Gaetana Aufiero.  Quel che merita di essere segnalato è il fatto che attivare energie culturali che scuotano un poco le acque stagnanti della rassegnazione è possibile; la provincia e la sua parte orientale, quella che ci coinvolge più direttamente, hanno sempre sfornato intelligenze di valore, e a guardarsi intorno non sfugge che esse sono tante, ma disperse. L’isolazionismo, la tendenza a rinchiudersi ciascuno nella sua turris eburnea, la difficoltà ancestrale a far confluire in un NOI plurale, vario ma convergente, i tanti IO che costellano l’universo culturale della nostra terra, possono subire un netto ridimensionamento e piegarsi ad un’inversione di tendenza, purché ci sia consapevolezza e qualcuno che prenda in mano la situazione e sproni nella giusta direzione, nella realizzazione di una compagine che voglia agire in sinergia con altri e uscire dal ghetto della propria autodecantazione. Questo è il tentativo che Silvio Sallicandro e gli intellettuali che gli fanno corona stanno provando a mettere insieme. E’ vera gloria? Ai posteri l’ardua sentenza. Per ora non resta che favorire in tutti i modi il processo messo in atto e auspicare che non si arresti e che continui: se il processo va avanti, di sicuro anche la qualità della vita della nostra terra ne trarrà vantaggio e migliorerà.

LA MAPPA DELLE STORIE INVISIBILI: Roma, Fontana delle tartarughe

Stasera una storia invisibile è apparsa alla Fontana delle tartarughe... buon ascolto, se passate di là. E, a proposito, salutatemi Serafina...