L'UOMO CHE NUOTA

Da giorni ormai vedo una coppia di anziani sulla spiaggia. Siamo sempre gli ultimi ad andare via la sera. Lei cammina lentamente, vestita quasi sempre di azzurro o di bianco. In riva al mare si siede a leggere un libro e indossa un grande cappello. Il marito invece, dopo averla aiutata a sistemare la sedia, si sveste, si mette la maschera e si tuffa in mare. Tutte le sere al tramonto.
Di solito anche io leggo e guardo la scena da lontano, ma stasera ero in  mare e non avevo voglia di uscire, l'acqua era calda e c'ero rimasta soltanto io.  Ero assorta nel rumore delle onde, nei riflessi della luce, avevo decine di pesci tra le dita dei piedi e sulla testa invece l'ombra dei gabbiani affamati.
Poi un tonfo che mi fa sussultare. Anche stasera il vecchio nuotatore si è tuffato. La moglie ha alzato lo sguardo e ha chiuso il libro. Lui  ha cominciato a nuotare verso l'orizzonte con delle bracciate lente e regolari, mi è passato accanto e dopo un po' era già lontano dalla riva,  dentro una scia luminosa. 
Mi sono commossa, e ora che ne scrivo non riesco nemmeno più a dirvi perché. Mi è sembrato che quell'uomo  stesse  lasciando per sempre il mondo accompagnato dallo sguardo sereno della sua vecchia sposa. Mentre lui  si allontanava, io ho avuto un brivido, l'acqua all'improvviso era fredda e il sole non c'era più.
Sono uscita dall'acqua, mi sono subito rivestita e sono andata a casa. Sulla pelle però stasera ho ancora il sale e il sapore di un malinconico addio.

Sardegna 25 luglio 2012

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