IN SARDEGNA L'ULTIMA PENELOPE TESSE IL BISSO


I testi sono di Lidia Flore, le fotografie di Daniel Cointe, tratte dal lavoro multimediale "Seta di mare" prodotto da SardoLog nel 2004

Non è una favola, né un miracolo, ma è una semplice verità. Una verità semplice da apprendere per chi si pone di fronte alla natura con la consapevolezza di poter scoprire infinite meraviglie.
L'uomo nell' antichità, ai primordi della sua storia, aveva una tale consapevolezza di ciò a tal punto che poneva la natura al centro della sua religiosità, nutrice importantissima di sensibilità e intelligenza.
Tra gli antichissimi popoli del Mediterraneo, la cui vita era legata al mare, e che grazie ad esso riuscirono a fondare delle importantissime civiltà, sviluppando poi forti influenze verso altre popolazioni anche lontane, si produceva il bisso.
Gli industriosi Cretesi, i Fenici, provetti commercianti, i più lontani ma raffinatissimi tessitori e tintori Caldei, e gli Egizi furono i maggiori protagonisti della millenaria storia del bisso.
Chiara al lavoroIl percorso del bisso ci porta da lei :
Chiara Vigo nasce a Calasetta, sulla costa nord dell'isola di S.Antioco, il 1° Febbraio del 1955. E' nipote di Leonilde Mereu, l'ultimo maestro che in quegli anni fa scuola di bisso.
Da bambina Chiara ama trascorrere lunghi periodi a contatto con la nonna percependo già la forza della sua grande spiritualità e della preziosità dei suoi saperi. E così Leonilde Mereu comincia con lei un lavoro di iniziazione.
La bambina, via, via fino alla giovinezza di 18-20 anni, farà proprio quell'enorme e profondo mondo di saperi e quella particolare sensibilità che sono condizioni indispensabili a che la nonna gli trasmetta il prezioso mistero del bisso. Nel frattempo Chiara ha conseguito alcuni diplomi di scuola statale che potrebbe utilizzare per intraprendere un qualsiasi impiego moderno, ma non è questo che le interessa. Anzi incomincia a soffrire per quella aberrazione del nuovo vivere socio-istituzionale che mentre cancella i maestri come vivo serbatoio di valori, vede sempre più le antiche arti relegate a semplici vetrine museali, a contenitori vuoti.
Quindi il legame affettivo con la nonna diventa inscindibile e irrinunciabile legame culturale. Così Chiara si affaccia al bisso scoprendo presto che la passione, la pazienza, la fatica, la cura minuziosa del particolare, sono gli strumenti del suo svelamento.
TessituraIl fascino
delle realizzazioni artistiche della nonna Leonilde, la profonda spiritualità che la governa inducono Chiara ad intraprendere questo difficile percorso. Difficile perché ormai i tempi sono cambiati e la morfologia dell'ambiente sia naturale che umano è irriconoscibile. La marea consumistica ha piegato le radici degli antichi mestieri, ha slegato le comunità dalla natura dei propri luoghi, ha prodotto l'alterazione totale dei propri bisogni.



Oro del mareLa Pinna Nobilis,
la misteriosa nutrice di questa meravigliosa storia è dichiarata nel 1992 , da una direttiva del Consiglio Europeo (in Italia nel 1997 trasformata in Decreto dal Presidente della Repubblica) animale in via di estinzione e quindi protetta.
Chiara Vigo è sola, l'unica nel Mediterraneo e quindi l'unica al mondo, a tessere il bisso, a tenere in vita una tradizione millenaria.
E' sola con la consapevolezza che la perdita del filo del bisso equivarrebbe alla perdita del senso di preziosità della natura, alla perdita conseguente di tutto quel sapere che le comunità nell'isola e nel Mediterraneo centro-orientale hanno espresso nella loro storia. Ha dalla sua solo una grande passione : il giuramento fatto alla nonna, capisce, è e sarà la sua vita, tesserà il bisso finché sarà possibile.
Così intraprende con tenacia
l'abbattimento dei grandi ostacoli e scopre e reinventa un nuovo modo di utilizzare la Pinna senza danneggiarla.
Per sette anni studia il suo habitat, si immerge con venti forti o leggeri, al chiarore della luna o al buio. Riesce a capire che ai primi di Maggio i fanghi dello stagno sono più molli e si può togliere il mollusco, tagliare una parte della seta, e ripiantarlo nel fondo senza farlo morire. Capisce che in quel modo ricrescono i filamenti e l'animale non è danneggiato.
Ma questa sua faticosa scoperta serve a poco se non si ripristinano le condizioni favorevoli nell'acqua dei bassi fondali. Sono molteplici i suoi appelli a che si faccia qualcosa per impedire gli allevamenti in vasca di specie ittiche sia nello Stann 'e Cirdu e sia nel golfo di Palmas, per prevenire gli scarichi in acqua di sostanze nocive e per vietare la pesca con le reti a strascico.
Contemporaneamente
Chiara Vigo dimostra di riprendere in mano il lavoro che gli è stato tramandato facendo conoscere le sue realizzazioni tessute in bisso. Gli "uccelli", i "leoni", i "pavoni" che prendono vita dalle sue mani, risultano delle vere e proprie perle rare non soltanto nella loro raffinata tecnica ma anche nella loro evidente valenza artistica.
Ed è con questi piccoli pezzi molto preziosi che Chiara si fa conoscere al mondo. E' invitata in numerosi congressi e vetrine internazionali. Riceve riconoscimenti. Prestigiose riviste nazionali ed internazionali pubblicano servizi su di lei. Trasmissioni televisive pubblicano documenti su di lei.
(...)
Entrando nella stanza di Chiara, (come ha fatto chi scrive -Lidia Flore-) parlando con lei che ci si rende conto di quanto di importante, insieme alla salvaguardia del tessuto marino, si debba recuperare di noi stessi. Si perché noi tutti siamo tessuti di bisso, di mare, di globalità, siamo piccole cose ma molte preziose e invendibili. Questo ed altro ancora insegna il maestro di bisso Chiara Vigo, facendoci scoprire ragioni e sensi che vanno oltre il tempo e oltre lo spazio a noi circoscritto. Incontrarla segna l'inizio di un emozionante percorso, come il filo di seta marina, che grazie a lei è giunto oggi fino a noi. Noi possiamo andare da lei e farle sentire il valore della sua impresa e dirle : "grazie per averci dato -pur da sola, pur tra mille difficoltà- il tessuto del mare. Chi scrive lo ha fatto, e chi vuole può cogliere l'invito ad entrare insieme a lei e riaprire il ricordo del suo emozionante incontro con Chiara.

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