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FRAMMENTI DI UN DISCORSO AMOROSO


ROMA - Si è aperta il 12 luglio, a Roma, la mostra fotografica di Gianfranco Gallucci nello spazio espositivo della B Gallery a Trastevere.  

Fotografie di Roma con l'iphone.

L'esposizione dal titolo 'Frammenti di un discorso amoroso' e' un viaggio interiore nella Capitale. 

L'Iphone è per il fotografo un “registratore” della vista, che gli consente un mimetismo quasi assoluto con l'oggetto del suo “Discorso Amoroso”, in questo caso la città, e non una città qualsiasi, una città che già in epoche remote, nei secoli della “rinascita”, era definita “teatro del mondo”.
l progetto ROMApolaroids. Frammenti di un discorso amoroso ha inizio nel 2011 ed è tutt'ora in corso, pur avendo superato il migliaio di immagini. Nasce come semplice diario visivo personale e si sviluppa attraverso la rappresentazione, nel corso del tempo, di tutto ciò che ho incontrato e continuo a trovare sul mio cammino, nei luoghi che ho attraversato dentro la città e di cui mi capita di fruire arbitrariamente ogni giorno. È la riproduzione di una memoria soggettiva, in grado di delineare i contorni di quella nuova romanità che caratterizza la capitale oggi. -Gianfranco Gallucci

La forma polaroid pareggia i conti con la virtualità del digitale, avvicinando i nostri sensi all'oggetto, per l'immediatezza, al tempo stesso chimica e magica, con cui l'oggetto foto si riferisce all'oggetto rappresentato. E' lì, è certo, senza manipolazioni possibili, ma al tempo stesso sfugge, ha una strana evanescenza, e la sua volatilità, la sua trasparenza di velo luminoso è perché la realtà stessa ha la materia del sogno, non c'è inganno.

Come nell'amore perciò, e come al cinema perciò, crediamo a tutto, e ci confondiamo e annulliamo nell'oggetto della nostra contemplazione. Roma ci sopraffà, ci annichila nella sua portentosa capacità di assorbire tutto, tutto il tempo, tutto lo spazio esteriore e interiore, abbracciando in un unico giro d'orizzonte grandezza e miseria, virtù e bassezza, bellezza e orrore, solenne e grottesco, tragico e comico.

Ma qual è la sfida di Gianfranco? Quella di approfittare della tecnologia per fare un'operazione senza precedenti: la registrazione immediata, simile a un elettroencefalogramma, di un'esperienza interiore. I suoi frammenti apparentemente esplosi si ricompongono dentro di noi lievitando i molteplici sensi dispersi e latenti della nostra personale "raccolta" di immagini interiori. 

Tutto si ricompone, realtà e linguaggi, in una visione postmoderna che rompe la gabbia di ogni retorica per accedere al vivo fuoco dell'esperienza, l'amore e il sogno della vita. Ma oltre alla tecnologia, l'altro polo magnetico di questa operazione sciamanica è proprio Roma, fin dalle origini postmoderna ed eccessiva, irriducibile, come la vita stessa, a ogni discorso che non sia amoroso.

A cura di Stefano Simoncini.
Vernissage: giovedì 12 luglio ore 19.30,
B>Gallery, piazza Santa Cecilia 16 (Trastevere).

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