DONNA DI SABBIA

Al tramonto se ne vanno tutti dalla spiaggia, restano soltanto le orme dei piedi di sconosciuti, le impronte dei corpi sulla sabbia, qualche castello di sabbia e le ombre delle montagne che si allungano fino al mare.
Quando il sole se ne va, arrivano gli uccelli.  Il volo per molti è un silenzioso frullare di ali, ma a quest'ora il battito delle ali dei gabbiani, dei cormorani, dei fenicotteri, fa un rumore sordo e reale, come uno schiaffo di vento sulla sabbia.
Invece le onde s'infrangono più silenziose, come se dopo un giorno intero di tormento, di braccia e piedi che le agitano, di surf e canoe che le tagliano, fossero finalmente capaci di distendersi.
In una delle mie passeggiate serali, mentre con lo sguardo raccolgo tutto quello di cui ho bisogno per continuare a sognare e scrivere, mi accorgo che sulla riva dorme una donna di sabbia. Le onde l'accarezzano, sembra Biancaneve dopo il morso della mela avvelenata. Dorme e non si sveglia. E' una scultura di sabbia, e al tramonto  come per miracolo ruba il respiro all'onda e sembra reale.
Eccola, non sapremo mai chi l'ha realizzata, soltanto che è stata lasciata sulla riva come una sirena che ha scambiato la coda per due gambe, forse innamorata, ingannata da una maga, ora non sa più tornare in mare.






Foto by g.i.

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