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Visualizzazione dei post da Luglio, 2012

AL CAPPERO PIACE SOFFRIRE

Ruota che gira
cigola di parole
la nostra vita

AL CAPPERO PIACE SOFFRIRE

Non vedo l'ora
d'innamorarmi ancora
vivere cieco.


MI SONO GIA' RIPRESA...

CIAO SARDEGNA

Un po' di tristezza, domani si lascia la Sardegna. Lascio un pezzettino d'anima sulle dune...

AL CAPPERO PIACE SOFFRIRE

E tu hai paura
ad entrare in un sogno
di mezza estate?


DAVANTI ALLA "CASA" DELLA PENELOPE DEL MEDITERRANEO

E stamattina siamo andati a Sant'Antioco,  al Museo del Bisso, sperando di incontrare Chiara Vigo (di cui vi ho parlato); non siamo stati fortunati, però siamo felici lo stesso, perché nella piccola piazza antistante il Museo si respira la magia della leggenda del Bisso e della sua "Penelope".


“Ponente, Levante, Maestro e Grecale Prendete La mia anima e Buttatela nel fondale Che sia la Mia Vita Per Essere, Pregare e Tessere Per Ogni Gente Che da me va e da me viene Senza Tempo, Senza nome, Senza Colore, Senza Confini, Senza denaro In nome del Leone dell’Anima Mia e Dello Spirito Eterno Così Sarà.”
Chiara Vigo, Il Giuramento dell’acqua









AL CAPPERO PIACE SOFFRIRE

E troppo pochi
sono gli anni rimasti
per rileggere!


E ALL'IMPROVVISO L'AZZURRO

ANTROPOLOGIA DEL BAGNANTE

Cos'è che tutti fanno e  poi tutti fingono sapientemente di non fare in spiaggia?


Avete avuto quasi due centimetri per quindici di post bianco per pensarci.
La risposta è: osservare gli altri.
Non c'è spettacolo migliore del teatro di spiaggia, l'ombrellone accanto è una scena che cambia tutti i giorni, gli attori sono sempre diversi e il sipario, una volta aperto, rivela profondità inesplorate almeno quanto quelle dei fondali marini.
Si sa che guardando gli altri cerchiamo di capire noi stessi. Al mare poi gli "altri" sono nudi ed esposti, come libri aperti su un bel tavolo, pronti per essere letti.
E allora, amici di letture, leggiamo.
Ieri ho osservato con infinito piacere un gruppo di persone sotto l'ombrellone. Erano due famiglie o coppie di amici. Forse due sorelle (molto simili l'una all'altra) e due mariti, con figli dai 12 ai 5 anni (4 bambini in tutto).
La prima cosa che ha attratto la mia attenzione è stata vedere una delle due donne (in topless) …

IN SARDEGNA L'ULTIMA PENELOPE TESSE IL BISSO

da http://www.comune.santantioco.ca.it/cms/ I testi sono di Lidia Flore, le fotografie di Daniel Cointe, tratte dal lavoro multimediale "Seta di mare" prodotto da SardoLog nel 2004
Non è una favola, né un miracolo, ma è una semplice verità. Una verità semplice da apprendere per chi si pone di fronte alla natura con la consapevolezza di poter scoprire infinite meraviglie.
L'uomo nell' antichità, ai primordi della sua storia, aveva una tale consapevolezza di ciò a tal punto che poneva la natura al centro della sua religiosità, nutrice importantissima di sensibilità e intelligenza.
Tra gli antichissimi popoli del Mediterraneo, la cui vita era legata al mare, e che grazie ad esso riuscirono a fondare delle importantissime civiltà, sviluppando poi forti influenze verso altre popolazioni anche lontane, si produceva il bisso.
Gli industriosi Cretesi, i Fenici, provetti commercianti, i più lontani ma raffinatissimi tessitori e tintori Caldei, e gli Egizi furono i maggiori pro…

AL CAPPERO PIACE SOFFRIRE

Lucida mente
pensa intensamente poi
mi mente sempre.



PROFESSORE E POETA

Forse sbaglio, e occorre una verifica alla mia ipotesi che in questo caldo pomeriggio (aspettando Ulisse) non ho proprio voglia di fare (come una pazza mi sono anche messa a fare il pane!)- però vi dirò lo stesso quello che mi passa per la testa. Si sa che la poesia è relegata nell'angolo più remoto di ogni libreria, come la chiamano? Ah, si la Cenerentola della Libreria. Sono pochi i lettori di-versi. Tra un libro di poesie e un best seller vince il peso specifico della fiction, soprattutto se lo scrittore ha un bel nome impegnativo (e magari non italiano).
Per comprare un nuovo libro di poesie a volte ci si affida a case editrici fidate o al bravo libraio; tra un poeta esordiente pubblicato da una minuscola casa editrice e un poeta esordiente pubblicato da Einaudi (per  fare solo un esempio), il lettore-investitore si butta con fermezza (o a pesce)  sull'esordiente "griffato e garantito".
E i tanti poeti esordienti d'Italia che varrebbe la pena leggere se ne re…

ARRIVA PENELOPE

Che estate calda e colta. Caronte e Minosse i più potenti, Circe la gelida maga e infine Ulisse...
Ma io aspetto Penelope. E infatti sta per arrivare. Questo inverno uscirà in versione integrale la mia raccolta Mare Nostrum per CFR edizioni.  Sono 30 poesie e tra le voci c'è quella di  Penelope, stanca di aspettare, che si mette in viaggio e trasforma il sudario in una bellissima vela. 
La raccolta racconta le vite abbandonate sui barconi, il viaggio nel Mare Nostrum, il  Mediterraneo, mare amico dei Romani. Parla delle persone silenziose che solcano il mare per raggiungere l'Inferno. Sullo sfondo c'è l'ombra del Vulcano che guarda e giudica lo scempio.
Una selezione da Mare Nostrum è già uscita in Retrobottega 2.
Aspettando la raccolta integrale, ecco la voce della mia Penelope,  giovane immigrata in viaggio.




Penelope
Su questo mare ho incontrato una donna
mi ha detto – sono Penelope stanca di aspettare
mi ha detto - ho una tela così immensa da non poterla piegare
mi ha detto …

AL CAPPERO PIACE SOFFRIRE

Ebbra zanzara
una goccia di rosso?
Facciamo cin cin!


LA DONNA SEDUTA

ha sempre un sapore dolciastro
la fine

come se la lingua
non la smettesse 
di leccare il passato
e ad occhi chiusi 
la donna seduta
continuasse a masticare
gli anni più dolci

fa rumore morire
quando sa 
di more.
(g.i.)

L'UOMO CHE NUOTA

Da giorni ormai vedo una coppia di anziani sulla spiaggia. Siamo sempre gli ultimi ad andare via la sera. Lei cammina lentamente, vestita quasi sempre di azzurro o di bianco. In riva al mare si siede a leggere un libro e indossa un grande cappello. Il marito invece, dopo averla aiutata a sistemare la sedia, si sveste, si mette la maschera e si tuffa in mare. Tutte le sere al tramonto.
Di solito anche io leggo e guardo la scena da lontano, ma stasera ero in  mare e non avevo voglia di uscire, l'acqua era calda e c'ero rimasta soltanto io.  Ero assorta nel rumore delle onde, nei riflessi della luce, avevo decine di pesci tra le dita dei piedi e sulla testa invece l'ombra dei gabbiani affamati.
Poi un tonfo che mi fa sussultare. Anche stasera il vecchio nuotatore si è tuffato. La moglie ha alzato lo sguardo e ha chiuso il libro. Lui  ha cominciato a nuotare verso l'orizzonte con delle bracciate lente e regolari, mi è passato accanto e dopo un po' era già lontano dalla…

AL CAPPERO PIACE SOFFRIRE

Andare a zonzo
portare i figli allo zoo
zebre e zanzare


DISINCARNATA

fruga i fonemi del corpo
la mente
come una forsennata


e a volte si perde 
poco a poco 


inerte 
come una bambola 
disincarnata.

(g.i.)

* questa poesia è ispirata al caso di Christina, affetta da un raro disturbo dell'immagine corporea con una perdita della propriocezione (dal libro di Oliver Sacks, L'uomo che scambiò sua moglie per un cappello- Adelphi p.81)

PIOGGIA SUL MARE

dammi la mano
camminiamo
sulla sabbia bagnata
di mare e  pioggia
dove tutto è scomparso 
la schiuma l'onda l'orma 
persino l'ombra.
(g.i.)





A TE- FRA CENTO ANNI

La mia strada non passa vicino alla tua casa.
La mia strada non passa vicino alla casa di nessuno.
E tuttavia io smarrisco il cammino
(specialmente di primavera!)
e tuttavia mi struggo per la gente
come il cane fa sotto la luna.
Ospite dappertutto gradita,
non lascio dormire nessuno!
E con il nonno gioco agli ossi,
e con il nipote – canto.
Di me non s’ingelosiscono le mogli:
io sono una voce e uno sguardo.
E a me nessun innamorato
ha mai costruito un palazzo.
Le vostre generosità non richieste
mi fanno ridere, mercanti!
Da me stessa mi erigo per la notte
e ponti e palazzi.
(Ma ciò che dico – non ascoltarlo!
È tutto un inganno di donna!)
Da sola al mattino demolisco
la mia creazione.
Le magioni – come covoni di paglia – niente!
La mia strada non passa vicino alla tua casa.
(Marina Cvetàeva)
27 aprile 1920





AL CAPPERO PIACE SOFFRIRE

“Su! Dimmi perché
ci fai girar e girar
mondo  spiedo?”

MORTI DAL RIDERE

noi a versar lacrime 
per la fine del mondo

eppure già una volta
le cose andarono
diversamente

l'aria si riempì
di ossido 
di diazoto

e tutti morirono
serenamente


dal ridere
(g.i.)







LA VIA LATTEA

ho tra i capelli
un po' di polvere

quel che resta
di una vita

e sa di lampone.
(g.i.)




ACQUA

si muove nel corpo
il desiderio

è acqua che corre 
nei tubi


è rumore che rosicchia 
l'ossido al rame


è una goccia  
intrappolata nel mondo.
(g.i.)


.












BALISARDA

Gradassi della terra

temete la lama
di Balisarda

dopo secoli
in mansarda

è tornata
l'ho trovata
l'ho affilata


per ora ci taglio 
l'insalata
(g.i.)




LA POLPA DEL MONDO

ti ringrazio
per questa lama

ora  insegnami
a tagliare la polpa 


del mondo.





IL DADO CHE AVEVA VENTI FACCE

Tanto tempo fa una scrittrice mi regalò un dado, realizzato dai suoi studenti "speciali" (così disse, si trattava di bambini down). Era un dado di terracotta con YES e NO sulle sei facce. Da usare nei momenti speciali - mi raccomandò. Infatti è un po' magico. Io lo porto sempre con me in borsa. Grazie al dado a volte ho deciso su due piedi e devo dire che fino ad oggi non mi ha mai deluso (lo confesso, a volte rifaccio la domanda e rigiro con decisione se per caso mi dice NO e io volevo disperatamente un SI ;) però aiuta!). Sul web ho trovato un dado a 20 facce del secondo secolo a.C. e mi chiedo chi l'abbia realizzato e quale fosse il suo compito. Non un SI e un NO ma venti segni,  credo lettere dell'alfabeto. Mi affascina questo dado, sembra nascondere un segreto, una parola o una storia che aspetta di venir fuori grazie al caso.

AL CAPPERO PIACE SOFFRIRE

la cotoletta
impanata e fritta
non sarò mai.

AL CAPPERO PIACE SOFFRIRE

la rosa rossa
affacciata al balcone
mi chiede l'acqua


LO STRAPPO NEL CIELO

lo devo strappare
il tuo sorriso
abbarbicato alle labbra 
come un'erbaccia 

lo devo stanare
tutti i giorni
nella piega della bocca
come una spina 
che duole e non vuole 
uscire

ci provo sempre
ma tu mi fermi,
fa male e stasera  

è colpa del cielo
ha un buco- proviamo
a ricucirlo?


Con ago e filo 
guarda tu che combino

all'improvviso
lo strappo 


è chiuso-hai riso 
(g.i.)



SULL'ORLO

sono andati a dormire
i venti e io sola
col mare 

che scompare
e strepita  


sull'orlo della riva
inclinato in un bicchiere 
di sabbia lo bevo


m'ubriaca 
onda dopo onda

(g.i.)



AL CAPPERO PIACE SOFFRIRE

ehi rubacuori
gli arresti domiciliari
se non la smetti!


IL BLOG DI JESSICA REDFIELD

71 persone colpite, 12 uccise e 59 ferite ad Aurora, in un cinema alla periferia di Denver nel Colorado. E' la notizia orribile che leggiamo stupefatti da qualche ora. Ancora un incubo per l'America.

Il killer è James Holmes, 24 anni, indossava una maschera antigas come il "cattivo" del film  Batman, e ha usato armi comprate legalmente. Tra le vittime anche dei bambini.

Ma chi erano le vittime? Domani i giornali racconteranno tutto del killer, sarà lui su tutte le pagine dei quotidiani, in TV, su Youtube.

Io vorrei parlavi di Jessica Redfield. Anzi, vorrei che fossero le sue parole a parlarvi di lei. Ecco l' ultimo post di Jessica sul  suo blog. 


Incredibilmente Jessica racconta di essere scampata  alla sparatoria del 2 giugno all'Eaton Center di Toronto.

Ecco cosa scrive: parla di una strana sensazione che le aveva suggerito di spostarsi da un ristorante all'altro prima di una sparatoria. 3 minuti prima della sparatoria si era allontanata, oppressa da …

SENZA PAROLE