NON DITE CHE CALDO!

Si, fa caldo. Ma promettiamo che non lo diremo al barista. Ci avete pensato?  Da stamattina il barista, qualunque barista di Roma, se l'è sentito dire almeno un miliardo di volte. E non ne può più. Infatti il barista sbuffa, non di caldo, ma di noia. Non sa più che inventarsi, cosa rispondere all'accaldata e sudata clientela che non fa che dire: "Che caldo, si muore!". Si, si muore di frasi tutte uguali che non dicono niente di nuovo e non cambiano niente. Si, si muore e il barista vorrebbe urlare: "Basta, non ne posso più! Di voi, del vostro caldo sempre uguale, dei 40 gradi che vi hanno sciolto il cervello e la fantasia".
Allora proviamo ad entrare in un bar, ora che ci siamo resi conto di quanta sofferenza inutile le nostre frasi fatte infliggano a qualche onesto lavoratore, dicevo, ora che sappiamo che non lo possiamo più dire "Che caldo!" entriamo nel bar e diciamo fresche parole: "Posso avere una chiara, fresca e dolce acqua per favore?" oppure "Lo sa che sta per arrivare il ciclone Caronte?".
Andrà meglio, di sicuro, e il barista vi preparerà un caffè riconoscente.

Donna al bar, dipinto di Paola Marchi

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