L'INTERRUZIONE

MI SCUSO PER L'INTERRUZIONE
IL BLOG RIPRENDERA' TRA UNA SETTIMANA
NON DIMENTICATE
DI ASCOLTARE
RAI RADIO 3 "IL CANTIERE"
IL 30 GIUGNO ALLE ORE 19:00
VA IN ONDA IL MIO RACCONTO GIALLO
"IL DELITTO DELLO SPAZIO MISURATO"
MI MANCHERETE
PERO' ANNOTERO'
TUTTO TUTTO TUTTO
PER NOI!
BACIO
P.S.
VI LASCIO A RIFLETTERE SULL'INTERRUZIONE
DELLA SCRITTURA FEMMINILE

Cara Stefania [BERTOLA], dicono: letteratura femminile, al femminile, delle donne... Quando sento dire di un libro: va bene per le donne, provo una singolare tristezza. E per gli uomini no? penso. Io non vorrei scrivere per le donne. Ma neanche per gli uomini. Io vorrei scrivere per un lettore come dire? asessuato... Mi spiego meglio: tra le tante bellezze dello scrivere (come del leggere, peraltro) c'è sicuramente il fatto che, scrivendo (e leggendo), noi perdiamo i contorni, ovvero la forma di qualsiasi nostra possibile definizione: perdiamo ad esempio il nostro ruolo sociale, la nostra identità, e anche la nostra appartenenza ad un genere, maschile, femminile, neutro: diventiamo soltanto lettori, esseri non definiti da altro se non dall'azione che stiamo compiendo, sia essa leggere o scrivere. Non ti pare bello? Non ti ho mai detto che sto leggendo il tuo "Ne parliamo a cena". Lo trovo esilarante. Drammaticamente esilarante. Certo lì c'è un mondo di donne. E tu che scrivi sei una donna. Ma... Tu scrivi per le donne? E ti senti una donna mentre scrivi? 

Cara Paola [MASTROCOLA], sì che mi sento una donna mentre scrivo. E anche mentre leggo. Sono d'accordo con te che sia scrivendo che leggendo si cambia età, luogo, status sociale, carattere perfino, o inclinazioni personali, ma il sesso, quello ti resta spalmato addosso sempre. O almeno, per me è così. Però sento, come tua lettrice, che per te è diverso. Sia in La gallina volante che in Palline di pane che ho appena iniziato, hai l'impressione di una scrittura libera dal genere. Come mai? Non lo so. Posso azzardare un'ipotesi: la tua scrittura parte dal pensiero, dalle insofferenze, dalle convinzioni profonde, da un nocciolo dentro di noi che è veramente del tutto indipendente dal sesso e dal genere. Per me è diverso: la mia scrittura parte dal piacere di appartenere a questo club esclusivo: le donne! Però, ti lancio un altro tema: sai dove la scrittura è davvero femminile o maschile, scommetto anche per te? Nelle interruzioni. Sia gli scrittori che le scrittrici, mentre sono lì che riempiono quaderni o schermate, ogni tanto si interrompono. Perché? I maschi si interrompono perché hanno sonno, perché devono andare a tenere una lezione all'Università, perché hanno un appuntamento con una Velina, perché devono andare a ritirare la macchina nuova. E le donne? Perché devono girare il sugo, stirare la felpa rosa della figlia , andare a trovare la zia che si è schiantata il femore, chiamare la povera Anna che il fidanzato l'ha piantata, stendere il bucato... Quindi: è l'interruzione che dà femminilità alla scrittura? Cara Paola, sì che mi sento una donna mentre scrivo. E anche mentre leggo. Sono d'accordo con te che sia scrivendo che leggendo si cambia età, luogo, status sociale, carattere perfino, o inclinazioni personali, ma il sesso, quello ti resta spalmato addosso sempre. O almeno, per me è così. Però sento, come tua lettrice, che per te è diverso. Sia in La gallina volante che in Palline di pane che ho appena iniziato, hai l'impressione di una scrittura libera dal genere. Come mai? Non lo so. Posso azzardare un'ipotesi: la tua scrittura parte dal pensiero, dalle insofferenze, dalle convinzioni profonde, da un nocciolo dentro di noi che è veramente del tutto indipendente dal sesso e dal genere. Per me è diverso: la mia scrittura parte dal piacere di appartenere a questo club esclusivo: le donne! Però, ti lancio un altro tema: sai dove la scrittura è davvero femminile o maschile, scommetto anche per te? Nelle interruzioni. Sia gli scrittori che le scrittrici, mentre sono lì che riempiono quaderni o schermate, ogni tanto si interrompono. Perché? I maschi si interrompono perché hanno sonno, perché devono andare a tenere una lezione all'Università, perché hanno un appuntamento con una Velina, perché devono andare a ritirare la macchina nuova. E le donne? Perché devono girare il sugo, stirare la felpa rosa della figlia , andare a trovare la zia che si è schiantata il femore, chiamare la povera Anna che il fidanzato l'ha piantata, stendere il bucato... Quindi: è l'interruzione che dà femminilità alla scrittura? 


(Da Infinite Storie)

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