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GESU' ERA UN OPINIONISTA? OPINIONI DEL CAPPERO.

Il termine opinionista è un neologismo, coniato dall’unione di opinione(derivante a sua volta da opinare, dal verbo latino ŏpīnāri) e-ista, suffisso derivante dal greco ed indicante colui che ha una particolare competenza in una certa dottrina. 
Un termine nuovo, dunque, che traduce in parole una esigenza di approfondimento della notizia. Quando il giornalista ci comunica la notizia per un po' essa galleggia tra il vero e il falso, in una pagina che può diventare limbo, e noi gli ignavi.
Opinionista è il traghettatore delle notizie, il Caronte infernale che batte con la penna la notizia che si adagia. Opinionista è Minosse, il giudice, orribile d'aspetto e con una voce infernale. Manda la notizia a scontare la sua pena, nel girone ad essa predestinata. 
Opinionista è Lucifero stesso, l'angelo ribelle che osò uscire dal coro e dis-sentire.
Ma Gesù allora, era opinionista pure lui? Io penso di si. Un opinionista fenomenale e convincente. Se avesse avuto i media a sua disposizione la crocefissione sarebbe stata trasmessa in mondovisione. E anche la resurrezione.
Abbiamo bisogno di opinionisti. Ma in Italia quanti ce ne sono?
Ora faccio un esempio, piccolo e stupido, ma comunque un esempio.
Apro La Repubblica di ieri e leggo a pag. 45  un piccolo articolo intitolato "Al cappero piace soffrire" di Paolo Pejrone. Mi colpisce, il titolo, tanto che la mia prossima raccolta di poesia la chiamerò proprio così. Il giornalista dice tanto bene dei piccoli capperi e dei fiori turgidi e bianco rosati del Mediterraneo, simbolo del "nulla si getta dei posti poveri". Parla di una brava coltivatrice di capperi che gli dice che "per avere fioriture abbondanti pare che sia bene di tanto in tanto, farli soffrire un po'."
Ed ecco che il Pejrone, l'opinionista del sabato, si avventura in un' espansione di significato,  si attorciglia la coda intorno al corpo e passa dal cappero all'essere umano ed è pronto a decretare: 
"Come sempre il troppo benessere non fa bene, anzi, per una specie di contrappasso può fare malissimo!"
Incredibile! Usa proprio la parola contrappasso, prova evidente  che il Pejrone se ne sta comodamente seduto sulla sua poltrona di Minosse,a giudicare noi altri. E ci dice, "Fate come i capperi!".
Io rispondo, "Che capperi vai dicendo? Se proprio credi in quello che hai scritto, comincia tu!"
Per me vale ancora e sempre l'orecchiabilissima e sacrosanta opinionista Rita Pavone:
La storia del passato
ormai ce l'ha insegnato
che un popolo affamato
fa la rivoluzion.
Ragion per cui affamati
abbiamo combattuto,
perciò buon appetito
facciamo colazion!


Commenti

  1. Per mia memoria, l'articolo de "La Repubblica"
    AL CAPPERO PIACE SOFFRIRE

    PAOLO PEJRONE

    Icapperi non hanno bisogno di essere descritti: i bellissimi fiori, bianco rosati, sono per leggerezza e consistenza tra le più belle fioriture d' estate. I boccioli turgidi e ancora chiusi sono un vero miracolo delle terre secche ed assolate del Mediterraneo. I frutti a piccola pera, pure essi deliziosi se piccini, un simbolo del "nulla si getta" dei posti poveri. Poche piante "sanno" di più d' estate e poche piante sono più belle al caldo e al secco: amano crescere con i loro lunghi e penduli rami tra le fessure dei muri, tra una pietra e l' altra cercando di insinuare le loro lunghe e fini radici nei posti più reconditi. Alcuni bravi ed accorti vivaisti giardinieri ormai hanno imparato a riprodurli: vasetti di cappero occhieggiano ogni anno numerosi tra i bancali dei più forniti "garden center" o tra i banchetti delle mostre mercato più selettive. Ultimamente ho visto anche coltivarli in vaso, sempre che i vasi (abbastanza grandi ed alti) siano ben riempiti di servizievoli drenaggi e di terra calcarea. Pare che i capperi, messi ben al sole, e irrigati (con abbondanza ma di rado), possano fare dei miracoli. Sempre a detta della brava coltivatrice di capperi in vaso, per avere fioriture abbondanti pare che sia bene, di tanto in tanto, farli soffrire un po' . Ben vengano quindi le esistenze frugali, quasi "travagliate"! Come sempre il troppo benessere non fa bene, anzi, per una specie di contrappasso, può fare malissimo. (16-06-2012)

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