sabato 30 giugno 2012

ACQUA DI MARE

Questo post è dedicato a una donna che a Nora, una piccola spiaggia in provincia di Cagliari, mi ha esortato a tuffarmi. Mi è stata accanto incoraggiandomi, dicendo che dovevo nuotare, che l'acqua non era così fredda come sembrava, che mi sarei sentita subito bene. "Tuffati e non pensarci troppo".
Mi sono tuffata e lei ha gioito come se fossi riuscita a volare da un nido. Mi ha perfino dato un bacio! Poi mi ha chiesto come mi chiamavo. Ha detto che il mio nome è molto bello. Ha aggiunto che l'acqua, il mare, sono metafore della vita, non devo dimenticarlo, la vita è un tuffo senza pensarci troppo - a volte l'acqua è fredda. Il segreto è non pensare alla temperatura. Mi ha detto che ho gli occhi intelligenti e che tutto andrà bene.
Ditemi la verità, va bene che ho scritto un libro che s'intitola "La memoria dell'acqua" ma a voi una cosa così bella è mai capitata? Spero di si. Io comunque la condivido con i miei fedelissimi amici di letture, a proposito vi è piaciuto il mio giallo alla radio stasera? Se l'avete perso (io l'ho ascoltato in riva al mare...onde radio e onde di mare...una vera goduria di altri tempi- la radiolina era preistorica e con le pile, grandiosa! Radio Days!) potete riascoltarlo andando sul sito de Il Cantiere di Radio Rai 3. A domani, la settimana senza internet (o quasi) è andata bene, ma scrivere sul mio blog è come il caffè, ne vado matta!

IL DELITTO DELLO SPAZIO MISURATO


PUNTATA DEL 30\06\2012

Stasera alle 19.00 in diretta su Radio Rai 3



Giovanna Iorio, scrittrice e traduttrice, presenta: "Il delitto dello spazio misurato": adattamento radiofonico di Giovanna Iorio, Fabio Vincenti e Alfonso Prota; regia di Alfonso Prota; montaggio Stefano Frateiacci e Alfonso Prota; musica del progetto MYLIAC (mailiac); voci di Sara Grimaldi, Fabio Vincenti, Stefano Frateiacci, Alfonso Prota, Simona Montesi e Giulia Vincenti.

Marte Costa presenta: "Il sillabario del gentiluomo"; con Marte Costa, Valeria Bugni, Elena Sannino, Manuela Sollo e Valeria Persechino.

Il video dell'opera di Pino Barillà

venerdì 29 giugno 2012

IL MIO COMPLEANNO

Figure al mare, Morandi (1966)
Mi piace il mio compleanno. Mi piace perché è il mio giorno, contiene le mie ore, ogni  mio minuto. Ci sto comoda dentro al mio giorno come un frutto sul ramo. Non si dovrebbe desiderare nulla, e oggi per fortuna non desidero nulla. C'è il sole e mi basta. Il mio tempo oggi è, per fortuna, leggero. Sono un morbido cuscino di piume. Il tempo è una piuma. E io mi riempio di tempo.

sabato 23 giugno 2012

L'INTERRUZIONE

MI SCUSO PER L'INTERRUZIONE
IL BLOG RIPRENDERA' TRA UNA SETTIMANA
NON DIMENTICATE
DI ASCOLTARE
RAI RADIO 3 "IL CANTIERE"
IL 30 GIUGNO ALLE ORE 19:00
VA IN ONDA IL MIO RACCONTO GIALLO
"IL DELITTO DELLO SPAZIO MISURATO"
MI MANCHERETE
PERO' ANNOTERO'
TUTTO TUTTO TUTTO
PER NOI!
BACIO
P.S.
VI LASCIO A RIFLETTERE SULL'INTERRUZIONE
DELLA SCRITTURA FEMMINILE

Cara Stefania [BERTOLA], dicono: letteratura femminile, al femminile, delle donne... Quando sento dire di un libro: va bene per le donne, provo una singolare tristezza. E per gli uomini no? penso. Io non vorrei scrivere per le donne. Ma neanche per gli uomini. Io vorrei scrivere per un lettore come dire? asessuato... Mi spiego meglio: tra le tante bellezze dello scrivere (come del leggere, peraltro) c'è sicuramente il fatto che, scrivendo (e leggendo), noi perdiamo i contorni, ovvero la forma di qualsiasi nostra possibile definizione: perdiamo ad esempio il nostro ruolo sociale, la nostra identità, e anche la nostra appartenenza ad un genere, maschile, femminile, neutro: diventiamo soltanto lettori, esseri non definiti da altro se non dall'azione che stiamo compiendo, sia essa leggere o scrivere. Non ti pare bello? Non ti ho mai detto che sto leggendo il tuo "Ne parliamo a cena". Lo trovo esilarante. Drammaticamente esilarante. Certo lì c'è un mondo di donne. E tu che scrivi sei una donna. Ma... Tu scrivi per le donne? E ti senti una donna mentre scrivi? 

Cara Paola [MASTROCOLA], sì che mi sento una donna mentre scrivo. E anche mentre leggo. Sono d'accordo con te che sia scrivendo che leggendo si cambia età, luogo, status sociale, carattere perfino, o inclinazioni personali, ma il sesso, quello ti resta spalmato addosso sempre. O almeno, per me è così. Però sento, come tua lettrice, che per te è diverso. Sia in La gallina volante che in Palline di pane che ho appena iniziato, hai l'impressione di una scrittura libera dal genere. Come mai? Non lo so. Posso azzardare un'ipotesi: la tua scrittura parte dal pensiero, dalle insofferenze, dalle convinzioni profonde, da un nocciolo dentro di noi che è veramente del tutto indipendente dal sesso e dal genere. Per me è diverso: la mia scrittura parte dal piacere di appartenere a questo club esclusivo: le donne! Però, ti lancio un altro tema: sai dove la scrittura è davvero femminile o maschile, scommetto anche per te? Nelle interruzioni. Sia gli scrittori che le scrittrici, mentre sono lì che riempiono quaderni o schermate, ogni tanto si interrompono. Perché? I maschi si interrompono perché hanno sonno, perché devono andare a tenere una lezione all'Università, perché hanno un appuntamento con una Velina, perché devono andare a ritirare la macchina nuova. E le donne? Perché devono girare il sugo, stirare la felpa rosa della figlia , andare a trovare la zia che si è schiantata il femore, chiamare la povera Anna che il fidanzato l'ha piantata, stendere il bucato... Quindi: è l'interruzione che dà femminilità alla scrittura? Cara Paola, sì che mi sento una donna mentre scrivo. E anche mentre leggo. Sono d'accordo con te che sia scrivendo che leggendo si cambia età, luogo, status sociale, carattere perfino, o inclinazioni personali, ma il sesso, quello ti resta spalmato addosso sempre. O almeno, per me è così. Però sento, come tua lettrice, che per te è diverso. Sia in La gallina volante che in Palline di pane che ho appena iniziato, hai l'impressione di una scrittura libera dal genere. Come mai? Non lo so. Posso azzardare un'ipotesi: la tua scrittura parte dal pensiero, dalle insofferenze, dalle convinzioni profonde, da un nocciolo dentro di noi che è veramente del tutto indipendente dal sesso e dal genere. Per me è diverso: la mia scrittura parte dal piacere di appartenere a questo club esclusivo: le donne! Però, ti lancio un altro tema: sai dove la scrittura è davvero femminile o maschile, scommetto anche per te? Nelle interruzioni. Sia gli scrittori che le scrittrici, mentre sono lì che riempiono quaderni o schermate, ogni tanto si interrompono. Perché? I maschi si interrompono perché hanno sonno, perché devono andare a tenere una lezione all'Università, perché hanno un appuntamento con una Velina, perché devono andare a ritirare la macchina nuova. E le donne? Perché devono girare il sugo, stirare la felpa rosa della figlia , andare a trovare la zia che si è schiantata il femore, chiamare la povera Anna che il fidanzato l'ha piantata, stendere il bucato... Quindi: è l'interruzione che dà femminilità alla scrittura? 


(Da Infinite Storie)

PER UNA SETTIMANA

forse non scriverò
forse vivrò parole 
liquide forse potrò
fermarle qui

le scioglierò al sole
con la lingua
la sabbia e le ossa

saranno i giorni 
della cera.
(g.i.)


Sardegna, Cagliari

NON DITE CHE CALDO!

Si, fa caldo. Ma promettiamo che non lo diremo al barista. Ci avete pensato?  Da stamattina il barista, qualunque barista di Roma, se l'è sentito dire almeno un miliardo di volte. E non ne può più. Infatti il barista sbuffa, non di caldo, ma di noia. Non sa più che inventarsi, cosa rispondere all'accaldata e sudata clientela che non fa che dire: "Che caldo, si muore!". Si, si muore di frasi tutte uguali che non dicono niente di nuovo e non cambiano niente. Si, si muore e il barista vorrebbe urlare: "Basta, non ne posso più! Di voi, del vostro caldo sempre uguale, dei 40 gradi che vi hanno sciolto il cervello e la fantasia".
Allora proviamo ad entrare in un bar, ora che ci siamo resi conto di quanta sofferenza inutile le nostre frasi fatte infliggano a qualche onesto lavoratore, dicevo, ora che sappiamo che non lo possiamo più dire "Che caldo!" entriamo nel bar e diciamo fresche parole: "Posso avere una chiara, fresca e dolce acqua per favore?" oppure "Lo sa che sta per arrivare il ciclone Caronte?".
Andrà meglio, di sicuro, e il barista vi preparerà un caffè riconoscente.

Donna al bar, dipinto di Paola Marchi

martedì 19 giugno 2012

BRAVI, AVETE VINTO IL PREMIO MARIO LUZI!

Ai miei studenti di Letteratura Italiana del primo anno di liceo  il mio entusiastico "Bravi!" per aver vinto con le loro sincere ed appassionate poesie il Premio Mario Luzi per la "Sezione Scuola".
Cari ragazzi sono orgogliosa di voi.  Ci vediamo domani alle ore 21:00 per la premiazione, al Teatro Quirinetta di Roma.


PREMIO MARIO LUZI 2012 SEZIONE SCUOLEVincitori: 
Istituto Superiore Polispecialistico"I.P.I.A." (Pozzuoli, Napoli)
Liceo Classico "Michelangelo" 
(Firenze)
Marymount International School 
(Roma)







UN RACCONTO GIALLO PER VOI ALLA RADIO

Una sfida è una sfida. Si accetta. Soprattutto se ti sfida un amico. "Giovanna, ti va di scrivere un giallo? Però la vittima deve essere ritrovata all'interno di una scultura di Pino Barillà."
E allora ho guardato le opere dello scultore viterbese sul web e ho scelto Lo spazio misurato, una gabbia che aveva i numeri giusti per "catturare" la mia immaginazione!
L'ispirazione è arrivata.  Ho pensato a pochi personaggi tradizionali del giallo: il commissario, la vittima ci dovevano essere. Poi è arrivata Marta, la fotografa che vede l'invisibile. E sullo sfondo Viterbo, stanze buie di artisti e studi polverosi di professori. Insomma. Un cocktail che è diventato esplosivo con le musiche originali di Alfonso Prota &  MyLiac . Inoltre le voci di giovani attori e attrici.
Il tutto è un piccolo mistero che durerà venti minuti, e verrà trasmesso SABATO 30 GIUGNO alle ore 19:00 su Radio Rai 3, nel programma Il Cantiere Rai.
Amici di Letture, conto sulle vostre orecchie attente. Scoprirete chi è l'assassino...?Buon divertimento!

Pino Barillà, Opera dello spazio misurato

LITTLE FREE LIBRARY: AL PARCO CON I LIBRI

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Inviolatella: leggetelo, godetevelo e riportatelo

18-Giugno-2012 | 14:20 o
A vederla da lontano quella piccola cassetta di legno appollaiata su di un piedistallo sembra uno di quegli alveari che è possibile trovare nelle campagne ai margini dei poderi; nella realtà è la prima “little free library” d’Italia. L’inaugurazione è avvenuta il primo di giugno all’interno del Parco dell’Inviolatella di Via di Villa Lauchli alla presenza degli alunni che hanno decorato la casetta arrivata dagli USA; una idea di Giovanna Iorio che nel suo progetto ha coinvolto gli studenti che seguono il suo blog “Amici di letture e di leggerezza”.
La casetta è stata dipinta in maniera davvero originale ispirandosi ai grandi mammiferi che vivono in Africa: una parete con il mantello della zebra, le altre che ricordano le pellicce dei carnivori e il piedistallo come fosse la zampa di un elefante.
Dietro lo sportello con il vetro si intravedono due file di libri; qualche volume per ragazzi, alcuni libri in lingua inglese e poi romanzi o libri di poesie. Tra le pagine i variopinti segnalibri realizzati pazientemente dagli alunni di una terza elementare. All’interno anche le “istruzioni per l’uso”: 1. porta un libro, 2. prendi un altro libro, 3. scrivi sul libro che lasci una piccola dedica al prossimo lettore.
La Little Free Library è una iniziativa americana promossa da Giovanna Iorio con la collaborazione del Comune di Roma e del XX Municipio. Chiunque desideri può prendere un libro senza impegno e se lo vuole può lasciarne un altro. Il progetto è quello di diffondere la cultura e la lettura a tutti i cittadini. Liberamente. L’accesso alla Little Free Library è aperto a tutti. Leggetelo, godetevelo e riportatelo.
Un’ iniziativa che sembra piacere molto ai numerosi frequentatori del parco e che presto avrà un seguito perché la seconda piccola libreria è già in viaggio dagli Stati Uniti: acquistata dagli studenti che seguono il blog di Giovanna è destinata ai Giardini di Tomba di Nerone.
Andando sul sito www.littlefreelibrary.org alla voce “find a library” è possibile vedere su una mappa satellitare la posizione di tutte le librerie del mondo compresa quella dell’Inviolatella Borghese e di Tomba di Nerone.
Anche noi abbiamo approfittato dell’iniziativa: abbiamo lasciato nella bella e colorata casetta un volume di Maurizio Maggiani “il viaggiatore notturno” e abbiamo preso “il Giardino del Profeta” di Kahlil Gibran. Sulla prima pagina bianca, a matita, qualcuno ha scritto: “Libro di crescita interiore!”. Evviva le little free library.

NON CERCO UNA GUIDA

E io che credevo
di parlare chiaramente. Sono

pochi quelli
che sanno sentire il mio suono.

Devo rompere parole
di cristallo.
(g.i.)

Statuetta babilonese

VIAGGIARE

al buio nelle viscere 
del mondo

umani nel ventre 
della balena.
(g.i.)

domenica 17 giugno 2012

ADDIO AL FRATELLO DI BERNARDO BERTOLUCCI

E' morto il fratello di Bernardo Bertolucci, Giuseppe. Il film "Io e te" è tratto dall'omonimo romanzo di Ammaniti e parla di un fratello e una sorella che si ritrovano dopo anni in una cantina.



Ho pensato di aggiungere al post una poesia del padre di Bernardo e Giuseppe, Attilio Bertolucci.
Poeta amato  per la sua semplice bellezza, in questi versi trovate padre e figlio, insieme immortalati dalla poesia.

Ritratto di uomo malato
Questo che vedete qui dipinto in sanguigna e nero
e che occupa intero il quadro spazioso
sono io all'età di quarantanove anni, ravvolto
in un'ampia vestaglia che mozza a metà le mani

come fossero fiori, non lascia vedere se il corpo
sia coricato o seduto: così è degli infermi
posti davanti a finestre che incorniciano il giorno,
un altro giorno concesso agli occhi stancatisi presto.

Ma se chiedo al pittore, mio figlio quattordicenne,
chi ha voluto ritrarre, egli subito dice
"uno di quei poeti cinesi che mi hai fatto
leggere, mentre guarda fuori, una delle sue ultime ore."

E' sincero, ora ricordo d'avergli donato quel libro
che rallegra il cuore di riviere celesti
e brune foglie autunnali; in esso saggi, o finti saggi, poeti
graziosamente lasciano la vita alzando il bicchiere.

Sono io appartenente a un secolo che crede
di non mentire, a ravvisarmi in quell'uomo malato
mentendo a me stesso: e ne scrivo
per esorcizzare un male in cui credo e non credo.



STEFANO BENNI E LA STORIA D'ITALIA


Scritti che raccontano e anticipano i fatti accaduti negli ultimi cinque anni del nostro Paese. Legge Stefano Benni. Presenta Anna Bandettini




GESU' ERA UN OPINIONISTA? OPINIONI DEL CAPPERO.

Il termine opinionista è un neologismo, coniato dall’unione di opinione(derivante a sua volta da opinare, dal verbo latino ŏpīnāri) e-ista, suffisso derivante dal greco ed indicante colui che ha una particolare competenza in una certa dottrina. 
Un termine nuovo, dunque, che traduce in parole una esigenza di approfondimento della notizia. Quando il giornalista ci comunica la notizia per un po' essa galleggia tra il vero e il falso, in una pagina che può diventare limbo, e noi gli ignavi.
Opinionista è il traghettatore delle notizie, il Caronte infernale che batte con la penna la notizia che si adagia. Opinionista è Minosse, il giudice, orribile d'aspetto e con una voce infernale. Manda la notizia a scontare la sua pena, nel girone ad essa predestinata. 
Opinionista è Lucifero stesso, l'angelo ribelle che osò uscire dal coro e dis-sentire.
Ma Gesù allora, era opinionista pure lui? Io penso di si. Un opinionista fenomenale e convincente. Se avesse avuto i media a sua disposizione la crocefissione sarebbe stata trasmessa in mondovisione. E anche la resurrezione.
Abbiamo bisogno di opinionisti. Ma in Italia quanti ce ne sono?
Ora faccio un esempio, piccolo e stupido, ma comunque un esempio.
Apro La Repubblica di ieri e leggo a pag. 45  un piccolo articolo intitolato "Al cappero piace soffrire" di Paolo Pejrone. Mi colpisce, il titolo, tanto che la mia prossima raccolta di poesia la chiamerò proprio così. Il giornalista dice tanto bene dei piccoli capperi e dei fiori turgidi e bianco rosati del Mediterraneo, simbolo del "nulla si getta dei posti poveri". Parla di una brava coltivatrice di capperi che gli dice che "per avere fioriture abbondanti pare che sia bene di tanto in tanto, farli soffrire un po'."
Ed ecco che il Pejrone, l'opinionista del sabato, si avventura in un' espansione di significato,  si attorciglia la coda intorno al corpo e passa dal cappero all'essere umano ed è pronto a decretare: 
"Come sempre il troppo benessere non fa bene, anzi, per una specie di contrappasso può fare malissimo!"
Incredibile! Usa proprio la parola contrappasso, prova evidente  che il Pejrone se ne sta comodamente seduto sulla sua poltrona di Minosse,a giudicare noi altri. E ci dice, "Fate come i capperi!".
Io rispondo, "Che capperi vai dicendo? Se proprio credi in quello che hai scritto, comincia tu!"
Per me vale ancora e sempre l'orecchiabilissima e sacrosanta opinionista Rita Pavone:
La storia del passato
ormai ce l'ha insegnato
che un popolo affamato
fa la rivoluzion.
Ragion per cui affamati
abbiamo combattuto,
perciò buon appetito
facciamo colazion!


sabato 16 giugno 2012

L'ANTENATO GENITALE

Mia figlia, dopo aver indossato dei jeans orrendamente stretti che le hanno strangolato le viscere come un boa constructor (constrictor per gli altri!), ora mi viene accanto per dirmi "Mi fa male l'antenato genitale!" (apparato per gli altri). Infatti, io le avevo detto di toglierseli,  che non le facevano bene  all' apparato genitale. Ad ogni modo ...gli antenati c'entrano!
;) Che ridere! Mia figlia è una continua ispirazione!
Ecco il mio genietto!

DUE LIBRI PER LA MIA VACANZA

Christopher Hitchens, Balliol College, Oxford, 1970.

Ammessso che:
1) la prossima settimana inizi e poi finisca
2) mio figlio non abbia lo streptococco
3) si  riesca a trovare una  valigia
4) si  riesca a mettere qualcosa nella valigia
5) si trovi un amico che si offra di dar da mangiare ai miei gatti
6) si trovi un altro amico che ricordi al primo amico di dar da mangiare ai miei gatti
7) arrivino i libri ordinati entro sabato


sono pronta per le vacanze! E per le vacanze vorrei leggere due libri di Christopher Hitchens. Forse voi lo conoscete, io invece l'ho appena visto in una foto di 30 anni fa (eccola!) 








e ho detto "Cavolo! Che ci fa Alan con un altro nome sul web?" (n.d.b. -nota del blogger!!- Alan è mio marito). Hitch, così lo chiamavano gli amici,  era il più grande  polemista del secolo.
Nella sua lunga carriera di giornalista e scrittore, Christopher Hitchens ha detto e scritto centinaia di frasi di grande efficacia, da anni spesso citate nelle circostanze più svariate. Centinaia di frasi sono state raccolte in un libro, The Quotable Hitchens, edito da Capo Press e disponibile solo in inglese. Christopher Hitchens è morto il 16 dicembre 2011 negli Stati Uniti, a 62 anni. Mi ha molto colpito una delle sue famose frasi,  "una verità se mal espressa è una bugia".  Quindi ho ordinato i suoi libri editi da Einuadi:
Dio non è grande e Consigli ad un giovane ribelle. So che mi daranno l'ispirazione. Se li comprate\leggete\conoscete fatemelo sapere! 
Insomma sarà come partire con la dinamite nella valigia. Speriamo che mi lascino salire a bordo... e anche al sosia dell'autore (scomparso) accanto!

venerdì 15 giugno 2012

DONNE VESTITE DI BIANCO


E la donna blu di Matisse? Lo strano caso della donna blu che diventò bianca

Ho visto due donne vestite di bianco, che si abbracciavano contro il cielo azzurro. Gonne lunghe e magliette leggere. Ombre di merletti e sandali ai piedi. Le ho viste un po' prima del tramonto quando il sole incendiava i capelli.  Mi parevano due spose leggere, donne antiche venute da un altro tempo.E' durata un istante, la visione. All'improvviso una nuvola, l'ombra di una macchina, e i capelli non erano più luce.  Le gonne sono diventate nere. Un uomo le ha fatte salire in auto.  Mi chiedo dove saranno ora? Di che colore avranno i capelli. E i vestiti? E gli occhi? Se qualcuno avrà provato a sporcarle, di che colore saranno domani. 
(g.i.)


UNA STORIA SENZA UN TITOLO



Io mi fido di chi legge le storie della collana Harmony Mondadori ed è reo confesso. E ho pensato subito che Federico avesse una bella storia da raccontare. Sono stata molto fortunata perché non solo ce l'ha, questa storia, ma  la possiamo  anche "vedere". Ecco i racconti di viaggio di un bravo fotografo e lettore sincero

;)

"Credevo di raccontare di persone e luoghi lontani, in realtà dopo cinque anni di viaggi in quelli che io chiamo "paesi freddi", ho capito che quello che stavo raccontando era un pezzo della mia vita. In definitiva un racconto sulla solitudine" Video di Federico Tamburini I paesi: Norvegia, Patagonia, Terra del Fuoco, Siberia, Mongolia, Islanda

mercoledì 13 giugno 2012

NON ANDRO'

Tempere su carta - 2003 di Carla Corvaro


non andrò a letto
prima di aver ascoltato

fino all'ultima
goccia

di sangue.
(g.i.)

L'UNIVERSO CHE NON CONOSCIAMO- MARGHERITA HACK

Sempre più conosciuto, sempre più misterioso. L'universo raccontato da Margherita Hack. E' l'universo in cui abitiamo, di cui astronomi, astrofisici e cosmologi tentano di decifrare gli enigmi con risultati spesso sorprendenti e immancabilmente affascinanti. Di questo nostro universo sappiamo parecchio; ne conosciamo, per esempio, l'età: 13,7 miliardi di anni, milione più milione meno. Sappiamo che è ancora dinamico e ricco di energia, e che in futuro le strutture che ospita cambieranno: stelle doppie e sistemi planetari spariranno mentre oggetti oggi rari diverranno comuni. E abbiamo anche un'ipotesi ragionevole su quale potrebbe essere il suo destino finale: continuerà a espandersi, diventando sempre più freddo e rarefatto. Ma, come spesso accade nella scienza, le scoperte hanno rivelato anche nuovi misteri, a cominciare dal fatto che la materia ordinaria, quella di cui sono composte le stelle, i pianeti e noi stessi, rappresenta solo una sparuta percentuale dell'universo, dominato invece da entità enigmatiche: la materia oscura e l'ancor più enigmatica energia oscura. Di questi argomenti, e dei problemi di chi fa ricerca in questo campo, particolarmente in Italia, parlerà Margherita Hack a Bologna nell'ambito de "La Repubblica delle Idee 2012": appuntamento alle 15 di sabato 16 giugno alla Sala dello Stabat Mater 

Repubblica.it © Riproduzione riservata (08 giugno 2012)

SAVIANO PER L'EMILIA

Saviano a Bologna racconta "Il romanzo della crisi" Lo scrittore partecipa alla "Repubblica delle idee" l'iniziativa che inizia domani fino al 17 giugno, con incontri, spettacoli e solidarietà per le vittime del terremoto. Sarà protagonista della serata di sabato 16 in teatro, insieme all'attore Favino. Dalle 21 metterà in scena le storie dei guasti della finanza e quelle di chi prova a resistere: "Dobbiamo puntare sulle regole e sulle opportunità per i giovani" Roberto Saviano HA RACCONTATO l'Italia criminale delle mafie, quella tragica delle morti sul lavoro, quella oscura degli intrecci, anche al Nord, tra politica e malaffare. Ora Roberto Saviano vuole raccontare la crisi economica. Lo farà da un palco, a Bologna, sabato 16 giugno alle 21 all'Arena del Sole. E sarà uno degli eventi della "Repubblica delle idee", la manifestazione organizzata dal nostro giornale per incontrare la community che ruota intorno al quotidiano ma anche per dare un segno di solidarietà alle vittime del terremoto. L'intervento dello scrittore sarà trasmesso su tutti i maxischermi della città e proposto in diretta televisiva da Sky. "So che è difficile divulgare l'economia", ammette Saviano. "Si rischia di banalizzare o al contrario di addentrarsi in meccanismi tecnici complessi. Ma proverò a raccontare il "Romanzo della crisi". Sul palco, insieme all'autore di Gomorra, l'attore Pierfrancesco Favino, per una formula narrativa a due voci che Saviano ha già sperimentato in tv. Ma da dove si comincia per capire la crisi economica che stiamo attraversando? "È la stessa domanda che Warren Buffett, uno degli uomini più ricchi del mondo, si è visto rivolgere da un amico olandese" dice Saviano. "Per tutta risposta, Buffett ha consigliato all'amico di leggere un vecchio libro sulla Grande depressione del '29: lì avrebbe trovato ciò che cercava. Quando si è diffuso questo aneddoto, quel volume ormai fuori catalogo è diventato introvabile, con persone disposte a pagare centinaia di dollari per averne una copia. Ecco io comincerei a raccontare la crisi partendo da qui". Come ogni romanzo che si rispetti, anche quello narrato da Saviano a Bologna ha protagonisti e comprimari. "Per esempio truffatori del calibro di Madoff e Follieri, l'italiano che aveva scalato Manhattan spacciandosi per l'immobiliarista del Vaticano. Tramite le loro vicende voglio dimostrare quanto sia facile la prassi illegale in quegli ambiti della finanza privi di regole". Ma le truffe, i mutui subprime, i falchi di Wall Street sono solo il punto di partenza. L'approdo del racconto è naturalmente l'Italia. "Il nostro Paese vive una fase di grande difficoltà ma, paradossalmente, può trarre forza dall'abitudine, che altri Paesi non hanno, a vivere in situazioni di sofferenza" spiega lo scrittore. "In questo momento, per esempio, l'Italia ha la migliore struttura di analisi e contrasto per aggredire i capitali mafiosi. La Spagna non è attrezzata come noi, e lo dimostra la bolla speculativa edilizia finanziata dal narcotraffico che sta mettendo in ginocchio Madrid". Ecco, rileggere la crisi, il suo romanzo, per scoprire gli errori che ci hanno portati a questa emergenza. Ma soprattutto per guardare al futuro. Lo slogan del Festival di Bologna è: idee per il cambiamento. Cosa cambiare? Cosa ci insegna questo "Romanzo della crisi"? "Che le regole servono, per esempio per evitare che personaggi come Madoff e Follieri facciano danni" risponde Saviano. "E che il capitalismo che preferisce l'austerità al credito regolamentato è un capitalismo perdente. Ma io vedo la crisi anche come una opportunità. Scopriamo che non esistono più scorciatoie. Anni fa una laurea in medicina o economia era garanzia di affermazione sociale. Oggi non è più così, e per certi versi potrebbe essere una liberazione: che ognuno segua le sue inclinazioni. Certo, le istituzioni dovrebbero aiutare i giovani a prendere il volo. E invece quelli della mia generazione sentono le istituzioni lontane. Con l'unica eccezione di magistratura e forze dell'ordine, che in molte zone d'Italia restano l'unico presidio dello Stato sul territorio, che dicono ai giovani: non siete soli contro le mafie". Per Saviano, l'incontro con il pubblico di Bologna sarà una rara eccezione, nella sua vita fatta di scorte e auto blindate. "Conoscere i miei lettori, stringere le loro mani - spiega - sono la vita stessa. Ma a Bologna sarà diverso: sarà un'occasione in cui si ritroveranno tutte quelle persone che da giornalisti o da lettori hanno contribuito a costruire un certo modo di raccontare il mondo, quello di Repubblica". © Riproduzione riservata (13 giugno 2012

MAPPA VS. LABIRINTO- LA MAPPA PER I LIBRI DELLE VACANZE

Non so voi, ma io in libreria amo perdermi, come in un bosco senza uscita, come in un labirinto di pagine. Quando ne esco porto sempre con me un pezzo del minotauro! Ma se, invece, voi altri sentite che la valigia è microscopica e c'è solo lo spazio per i libri giusti, i libri giusti per voi, allora ecco una mappa, scorretela tutta e avrete alcune buone proposte. Io mi sono imbattuta in molti libri già letti, segno che nel mio labirinto è solo un'impressione quella di perdersi. Trovo sempre me stessa in un libro. Non è questo il bello della lettura? A chi (studenti & professori) comincia le vacanze, buone letture! Non dimenticatevi di questo blog, per condividere, io ci sarò per tutta l'estate. Ho soltanto promesso alla mia famiglia di starmene "buona" per una settimana senza internet...non so se ce la farò ma in genere mantengo TUTTE le promesse, anche quelle strappate al mio cuore lettore\scrittore! Summer Reading Flowchart

Via Teach.com and USC Rossier Online

lunedì 11 giugno 2012

LIEVE, DILAGA

LA FANTASIA CONCRETA

Sarcofago di Plotino


"I miei sogni sono irrinunciabili, sono ostinati, testardi, resistenti."
"Sicuramente esistono individui che temono i sogni, i sognatori e la capacità di sognare, ma i sogni e i sognatori sono una presenza inestirpabile."
(Luis Sepulveda, Crediamo ancora ai sogni)

La vita può essere magnifica, ma noi l'abbiamo dimenticato [...] Pensiamo troppo e sentiamo poco.
(Discorso del "Grande Dittatore" di Charlie Chaplin

"La stupidità è una cicatrice. [...] Ogni stupidità parziale di un uomo segna un punto dove il gioco dei muscoli al risveglio è stato impedito anziché favorito. [...] Queste cicatrici danno luogo a deformazioni. Possono creare "caratteri", duri e capaci, possono renderli stupidi - nel senso della deficienza patologica, della cecità e dell'impotenza, quando si limitano a stagnare; nel senso della malvagità, dell'ostinazione e del fanatismo, quando sviluppano il cancro verso l'interno.
( "Sulla genesi della stupidità di M. Horkheimer e T.W. Adorno)

"Non vi sono due felicità uguali, come non vi sono due uomini uguali, né due granelli di sabbia eguali. Ognuno deve essere felice alla propria maniera, nè si deve mai copiare la felicità di un altro. (Codice della felicità, Paolo Mantegazza)

"Io sono una forza del passato. Solo nella tradizione è il mio amore. Vengo dai ruderi, dalle chiese, dalle pale d'altare, dai borghi dimenticati sugli Appennini e sulle Prealpi dove sono vissuti i fratelli. (Pier Paolo Pasolini, da La ricotta)

"Venendo a contatto colla bella persona, e conversando con essa, procrea e genera quel che da tempo aveva concepito, rammentandosene in presenza e in assenza, e insieme con quella alleva la creatura; in modo che tali persone vengono ad avere l'una con l'altra una comunanza molto più forte di quella dei figli, e un'affezione più salda, avendo insieme dei figli più belli e immortali.
(Platone e Plotino, Sulla Bellezza)

Tutte le citazioni dai libricini editi da La scuola di Pitagora editrice.


domenica 10 giugno 2012

TERRACROCE

Abbazia del Goleto, Sant'Angelo dei Lombardi (AV)
ho scavato e scavato
con la penna

ho toccato e staccato
una radice

scura quasi molle
cervello in fondo alla mia
Terra


l'ho portata con me
alla luce per adorarla
un pezzo intatto della mia
Croce.
(g.i)

Video realizzato da Fabio Lauria per il catalogo fotopoetico Pietre Vive - vol.1 (a cura di D. Cipriano, M. Ciotta, F. Di Sibio)


p.s.
Ieri sera la poesia era al centro dell'Abbazia del Goleto, mentre leggevo non guardavo le persone sedute davanti a me, ma soltanto quello splendido arco di cielo.
"Pietre Vive, immagini e poesia risvegliano il Goleto", 9 giugno 2012
GALLERIA FOTOGRAFICA
ARTICOLO

giovedì 7 giugno 2012

POEMA DEL MIO CID


         Giorgio Morandi, Natura morta (1959), acquerello su carta

distratta
a un tratto
mi scontro

con la tua vita
blu metallizzata

nessuna ferita
ma tu mi vieni
incontro
ammaccato

mi chiedi di firmare
il mio CID
(g.i.)


LA MEMORIA DELL'ACQUA

Presentazione del mio
 La memoria dell'acqua,
e disegno di un giovane artista  presente.
(ho  perso il suo biglietto da visita!)

LA MEMORIA DELL'ACQUA il mio libro di poesie ispirate ai quadri di Carlo Vincenti ONLINE ANCHE PER I-PAD Qui LE FOTO DELLA PRESENTAZIONE (Viterbo, Palazzo de'Papi, 2 giugno 2012)

mercoledì 6 giugno 2012

IL GRANDE AMORE SOSPESO


IL BACIO di Chagall


Lo troveremo, sì.
Il nostro bacio.
Sarà su di un letto di nubi,
di cristalli o di braci?
Sarà
fra un minuto,
o domani,
o nel secolofuturo,
o proprio all'estrema soglia dei mai?
Vivi, morti? Lo sai?
Con la tua carne e la mia,
con il mio nome ed il tuo?
O forse dovrà essere con altre labbra,
con altri nomi
e dopo secoli,
ciò che oggi vuole essere,
qui, sin da ora?
Non lo sappiamo.
Sappiamo che sarà.
Che in qualche cosa, sì, e in qualcuno
si dovrà realizzare
questo amore inventato
senza terra nè data
dove posarsi ora:
il grande amore sospeso.
E che forse, dietro
cortine di anni,
un bacio sotto cieli
che mai abbiamo visto,
sarà, senza che lo sappia
chi crederà di darlo,
trasceso alla sua gloria,
il compimento, infine,
di quel bacio impaziente
che ti vedo aspettare,
palpitante sulle labbra.
Oggi
il nostro bacio, il suo letto,
stanno nella fede soltanto.


















Pedro Salinas, La voce a te dovuta

ADDIO RAY BRADBURY



"Colleges are not places to learn how to write!"

Addio Ray Bradbury.

PIETRE VIVE

"Pietre vive", immagini e versi per il territorio

Sabato 9 giugno la presentazione del volume


06/06/2012
E’ la storia del territorio a rivivere in “Pietre Vive”, racconto dedicato ai luoghi di interesse storico-artistico dell’Irpinia, curato da Massimo Ciotta, Domenico Cipriano e Francesco Di Sibio. Un racconto che parte dalle suggestioni dell’Abbazia del Goleto. Il volume sarà presentato sabato 9 giugno, alle 19.30, nello splendido scenario della chiesa del Vaccaro, il cuore dell’Abbazia. La presentazione sarà anche l’occasione per inaugurare una mostra di foto e poesie ispirata al catalogo.
I testi poetici accolti nel volume sono tutti originali e si ispirano ai luoghi e ai dettagli fotografici, per una rilettura artistica di questo patrimonio culturale, attraverso lo sguardo dei poeti che vivono ed operano sul territorio. Il volume si avvale di una introduzione di Don Franco Alfano, che ha lasciato da poco l’Arcidiocesi di Sant’Angelo dei Lombardi-Conza-Nusco-Bisaccia e di una rilettura storica curata da Don Tarcisio Luigi Gambalonga. A corredare le pubblicazioni della collana, edita da Delta 3 di Grottaminarda, prefazioni ed altri scritti per sollecitare il lettore e introdurlo nei temi sviluppati dai poeti coinvolti. Il prossimo volume, già in preparazione, sarà dedicato al Parco Storico-archeologico di COMPSA. L’iniziativa è promossa da “Delta 3 edizioni” di Grottaminarda in collaborazione con: Fondazione Officina Solidale, Cooperativa Sociale “Il Germoglio” a.r.l., Pro Loco Alta Irpinia di Sant’Angelo dei Lombardi, Palazzo Tenta 39 di Bagnoli Irpino. Ad introdurre la serata un videomessaggio di Don Franco Alfano che ha scritto l’introduzione al volume e la partecipazione di chi ha collaborato alla realizzazione di questo primo volume: Franco Arminio, Raffaele Barbieri, Cosimo Caputo, Giuseppe Caputo, Domenico Cipriano, Massimo Ciotta, Vincenzo D’Alessio, Alessandro Di Napoli, Francesco Di Sibio, Monia Gaita, Don Tarcisio Luigi Gambalonga,  Antonietta Gnerre, Claudia Iandolo,
Giovanna Iorio, Giuseppe Iuliano, Vera Mocella, Alfonso Nannariello, Fabio Pelosi, Paolo Saggese, Salvatore Salvatore, Armando Saveriano. E ancora, Silvio Sallicandro, Rosanna Repole, Marco Luongo, Tony Lucido, Michele Gatta, Fabio Lauria, Lucio Lazzaruolo e Raffaele Villanova. Il tutto si svolgerà sotto la cura e la guida di una presentatrice d’eccezione, l’attrice Chiara Mazza. 

martedì 5 giugno 2012

NON STA PIU'

Amy Winehouse e Pete Doherty: il loro sangue in un dipinto? Mitch smentisce, ma il quadro di Doherty comunque è stato venduto all’asta. E il ricavato andrà in parte proprio alla fondazione Winehouse.

non sta più
nelle vene
il mio sangue

se n'è andato via
e ora sono

bianca
nemmeno una goccia di rosso
per farti innamorare
(g.i.)


FUGA IN PARADISO

I  fuggitivi.

Mano e fiore.

Non tornare...

La valle.

Un'amica 


Il fiore dell'Eden

lunedì 4 giugno 2012

MONOLOGHI DA CAMERA E DA VOLO


INCONTRI POETICI
PRESENTAZIONE DEL VOLUME
MONOLOGHI DA CAMERA E DA VOLO
a cura di SERENA MAFFIA



Lunedì, 4. Giugno 2012 - 18:00
Ore 18.00 presso il Teatro dell'Orologio - Via dei Filippini 17/a, Roma

Giulio Perrone Editore in collaborazione con
il Teatro dell’Orologio è lieto di presentare:
Monologhi da camera e da volo
Giuseppe Conte, Claudio Damiani, Dante Maffia e Davide Rondoni
AA.VV.
A cura di Serena Maffia
Intervengono: Massimiliano Coccia, Letizia Leone, Giorgio Taffon, Giulio Perrone e la curatrice dell’opera
Letture di Davide Strava, Marina Benedetto, Lina Bernardi, Mimosa Campironi
Presenta la serata Silvia Bilotti




In questa antologia troverete il mio "Il gra-nde amore", il primo dei miei monologhi tutti ambientati sul GRA (il grande raccordo di roma). Lo potete leggere sul blog QUI.
g.i.

LA MEMORIA DELL'ACQUA


Quando entriamo in contatto con una realtà che ci riempie di  meraviglia, sentiamo immediatamente il sangue pulsare nelle tempie e,  per lo stupore  di ciò che abbiamo visto entriamo in un profondo silenzio;  poi parole che diventano poesia sfidano domande e risposte che a quella vista avevano affollato la mente. 
Questa  raccolta di poesie di Giovanna Iorio  nasce  dell’emozione e dalla osservazione accurata delle opere di Carlo Vincenti. Il titolo è “Memoria dell’acqua”. 
Un titolo estremamente evocativo e forte, l’acqua è uno dei quattro elementi naturali, essenziali  per la vita,  a partire dall’antico Egitto fino ad alcune tribù del nord America veniva pratica la danza della pioggia per ottenere insieme alla caduta dell’acqua la purificazione della Terra.
Giovanna Iorio ha compreso il messaggio e la delicatezza che si trovano nelle opere di Carlo Vincenti e come un buon traduttore è andata oltre l’immagine smontando tutti gli elementi che la compongono  per donarli alla scrittura poetica.
 “Donna Fontana” è la poesia che  apre questa raccolta e diventa la  prima testimonianza  di una fitta rete di emozioni dell’incontro, ben riuscito, tra due forme di arte la pittura e la poesia;  ne “Le spose vergini” alla forza inevitabile del destino si accompagnano versi che fanno pensare a gesti antichi, antichi riti “entrano in letti profumati/d’acqua santa e fiori d’arancio/”.
Questo libro è un invito ad imparare dalle immagini come da un colloquio, per continuare dipingere il senso della nostra esistenza: “disegnami lingua e sorriso/completami il viso/ voglio inondare di parole/questo giaciglio.
Il mare, la pioggia e i colori tornano nelle poesia di Giovanna Iorio a testimoniare una intensa ricerca di verità, di realtà della quale la poetessa si appropria  in modo spontaneo quasi che il mondo si materializzasse  nell’istante in cui i suoi versi toccano il foglio.
Della poesia di Giovanna Iorio non si può dire altro, tranne  che riconoscerla.

Carla De Angelis, Palazzo dei Papi, Viterbo
Roma 2 giugno 2012



2012 GIOVANNA IORIO: "La memoria dell'acqua", poesie ispirate ad opere di Carlo Vincenti, Ghaleb Editore -scheda del libro
LUCA BENASSI: "Credere nelle parole", sul libro di Giovanna Iorio, pubblicato su  'noidonne', 7 giugno
VINCENZO D'ALESSIO: "Su La memoria dell'acqua di Giovanna Iorio", pubblicato su  'farapoesia', 8 giugno
IVANO MUGNAINI:  dalla Prefazione. 

LA MAPPA DELLE STORIE INVISIBILI: Roma, Fontana delle tartarughe

Stasera una storia invisibile è apparsa alla Fontana delle tartarughe... buon ascolto, se passate di là. E, a proposito, salutatemi Serafina.