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PREGHIERA AL FIGLIO





La memoria dei cani, Simone Massi 
Figlio.
Dolce figlio di latte e di miele.
Unghia nella mia carne.
Coltello nel mio cuore.
Figlio.
Miracolo delle pietre che parlano.
Dolce figlio indifeso dalla mia follia.
Potessi morire adesso per saperti felice per sempre.
Dita nell'aria che disegnano macchine magiche.
Dita di figlio.
Risa nel mattino.
Risa di figlio.
Potessi darti l'ironia che non ho, il ballo con le braccia alzate dei greci e un mondo
che puoi chiamare casa.
Ebrei della peggior razza, la razza degli ebrei non ebraici.
Questo siamo noi, figlio mio.
E il dolore mi sta consumando proprio ora che devo ascoltare in silenzio il tuo 
dolce canto di latte e di miele.
Il dolore di sentire nei tuoi occhi il muro di questa terra nera stringersi intorno a te.
Il dolore di scoprire ogni giorno di piu' che il nostro paese, l'Italia, vomita paura e sopruso e che una dittatura vuole cominciare.
Figlio, se ho sbagliato uccidimi.
Figlio, se ti ho fatto male ribellati a me.
Figlio, se ti ho voluto troppo bene prendimi a calci.
Figlio, vattene! sei un amore troppo grande per la mia anima devastata dai sogni.
Figlio mio, non mi abbandonare neanche per un attimo, ritornerei pietra.
Ce la faremo, piccolo. 
Impareremo a vivere, insieme. 
E rideremo delle facce di mummia, dei pericoli, della notte che dura un anno intero. 
E sapremo fare caldo nel lento scorrere del grigio di Praga.
Ce la faremo, piccolo mio. E lo racconteremo ai tuoi figli che le nuvole sono vive quando le colora Marcovaldo, che Giacomino ha salvato Bingo dai coccodrilli 
del Nilo, che Pinocchio diceva sempre di no la prima volta ma poi cedeva sempre, 
proprio come me.
Dovranno smontarmi le viscere molecola a molecola e strapparmi i neuroni ad uno
ad uno prima di vedermi cadere!
Non cadro', figlio, e se cadro' mi sapro' rialzare.
Dormi tranquillo, col libro dei treni sotto al letto che ti ho costruito, con la luce del tramonto ceco negli occhi, con tutto l'amore del mondo dentro alla mano che ti accarezza.
La mano di tua madre.
La mia mano.
Andra' tutto bene, figlio.
(una lettera al figlio, Alfredo Iorio- Praga 2010)

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