DIRE LA VERITA'

"La Promenade", 1917-18. Olio su tela, 169x163 cm. San Pietroburgo 
Ci sono cose che in realtà nessuno se la sente di dire chiaramente. Nessuno è così libero da essere completamente sincero. E allora: "Buon giorno, come sta?" e un sorriso all'assassino. "A presto, è stato un piacere!" al ladro. "Grazie e arrivederci", al mostro.
Che farne? Di questa poltiglia che cresce e prende il posto dell'anima. Ripulirsi, di tanto in tanto, questo si può fare. Oppure ridere e mettere il mondo alla rovescia: il ricco sottosopra perde dalla tasca ogni suo bene, il povero in cima al grattacielo balza su una nuvola e va a fare la sua prima crociera, il bambino si dondola sull'altalena e mangia anche i frutti proibiti, soprattutto mele della conoscenza.
Mi serve un sogno così. Tutti i giorni. Per sopravvivere. E mi serve scriverlo, leggerlo o vederlo. E poi condividerlo. E quando tutto torna come prima, la prigione non è più la mia vita, ma la villa di chi non si è nemmeno accorto di quello che sulla sua testa io andavo rincorrendo.

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