lunedì 30 aprile 2012

ABBRACCIATI DA UN ALBERO

Per riuscire a star bene bisogna, almeno una volta all'anno, farsi abbracciare dal "nostro" albero di Bucine. Detto fatto! Alan mi ha fatto una sorpresa e ci siamo tornati dopo quasi un anno (vedi post 22 maggio 2011).
L'albero è stato "riparato" (lo vedete nelle foto) e sembra un po' più vecchio e stanco ma è bellissimo ritrovarsi! Eccoci, Rebecca (foto 1) legge il suo libro preferito di Geronimo Stilton-  (foto 2 e 3) Alan, Riccardo e Rebecca ... la famiglia "rampante" al completo!- (foto 4) io e Alan, ai piedi del nostro albero secolare a rinnovare promesse sempreverdi! (foto di Riccardo!) - (foto 5) l'albero mi abbraccia, ne sento l'energia e torna il sorriso!
A presto albero incantevole e saggio!





domenica 29 aprile 2012

AL MATTINO IN CUCINA


un raggio di sole
tutto per me
sulla mia sedia
sulla mia mano
sulla tastiera

un raggio di sole
sullo schermo
mi fermo
mi avvolge
non scrivo

un raggio di sole
sulla pagina bianca
scrive per me
parla di noi.
(g,i)

giovedì 26 aprile 2012

150° POST




150
volte quest'anno
sono venuta a questa finestra
a guardare insieme a  voi
le stelle
i buchi neri
le chimere
a farmene una ragione
con parole
saltellanti
zoppicanti
febbricitanti
e ora festeggio anch'io
i miei
150





SUCCEDE CHE MI STANCO...



Dovrei proprio cambiare di nuovo lo sfondo...il temporale sembra passato e il sole riscalda le spalle. Ma lo lascio dietro e sopra di me, il lampo, il cielo nero. Qualche giorno ancora...
Vorrei ficcarmi in un lampo, entrare in una goccia di pioggia, mentre ritornano i versi di Pablo Neruda: "succede che mi stanco
 di essere uomo". Li conoscete? Eccoli, che emozione pensare che qualcuno di voi non li abbia ancora letti... dovete assolutamente fermarvi, lasciarvi andare e gustarli come fosse un bicchiere di vino. Lasciate che vi scaldino il cuore:


Succede che mi stanco di essere uomo
Succede che entro nelle sartorie e nei cinema smorto,
impenetrabile, come un cigno di feltro
che naviga in un’acqua di origine e di cenere.
L’odore dei parrucchieri mi fa piangere e stridere
Voglio solo un riposo di ciottoli o di lana
Non voglio più vedere stabilimenti e giardini
Mercanzie, occhiali e ascensori.
Succede che mi stanco dei miei piedi e delle mie unghie
E dei miei capelli e della mia ombra
Succede che mi stanco di essere uomo.
Dopo tutto sarebbe delizioso
Spaventare un notaio con un giglio mozzo
O dar morte a una monaca con un colpo d’orecchio.
Sarebbe bello andare per le vie con un coltello verde
E gettar grida fino a morir di freddo.
Non voglio essere più radice nelle tenebre,
barcollante, con brividi di sonno, proteso all’ingiù,
nelle fradicie argille della terra
assorbendo e pensando, mangiando tutti i giorni.
Non voglio per me tante disgrazie
Non voglio essere più radice e tomba
Sotterraneo deserto, stiva di morti,
intirizzito, morente di pena.
E per ciò il lunedì brucia come il petrolio
Quando mi vede giungere con viso da recluso
E urla nel suo scorrere come ruota ferita
E fa passi di sangue caldo verso la morte.
E mi spinge in certi angoli, in certe case umide,
in ospedali dove le ossa escono dalla finestra,
in certe calzolerie che puzzano d’aceto
in strade spaventose come crepe.
Vi sono uccelli color zolfo e orribili intestini
Appesi alle porte delle case che odio,
vi sono dentiere dimenticate in una caffetteria
vi sono specchi
che avrebbero dovuto piangere di vergogna e spavento,
vi sono ombrelli dappertutto e veleni e ombelichi.
Io passeggio con calma, con occhi, con scarpe,
con furia, con oblio
passo attraverso uffici e negozi ortopedici
e cortili con panni tesi a un filo metallico:
mutande, camicie e asciugamani che piangono
lente lacrime sporche.






La bellezza di questi versi mi fa pensare che alla poesia non serve nient'altro. Non servono le mie parole e non serve un bel niente. Serve solo un lettore che si immerga fino al collo in questa marea di parole dove l'umano scompare. E mi fa sentire bene, sbarazzarmi del peso di essere, di esistere, di significare qualcosa.  E stasera anch'io voglio "solo un riposo di ciottoli o di lana", e la mia perpetua battaglia si scioglie come la cera di una candela. Alle parole chiedo di sedermi accanto, come cani obbedienti, gatti addormentati o pesci muti. Zitte, zitte per un intero minuto. Dentro di me e con me. Come sorelle. Io e le parole. Dentro alla vita, dentro alle ore.
Un tempo, non molto tempo fa, pensavo di percorrere una strada. A volte me la immaginavo tortuosa e in salita. E dietro di me c'erano tutte le cose già dette, tutte le parole già scritte. E io a proseguire il viaggio. Che strana visione. Ora vedo un mare e onde e cielo e nuvole e nero. E io sono nel liquido nero della vita, insieme passato e futuro. Posso scegliere tra un miliardo di parole. Battaglia infinita-  inseguo le poche parole che sanno. Le poche parole che sanno far esistere anche me.  

SIMONE MASSI VINCE IL DAVID DI DONATELLO




Che felicità! Finalmente un premio ad un vero artista. Complimenti a Simone Massi.

L'articolo riportato è preso da: http://www.marchemovie.com/
 Dopo quasi venti avventurosi anni di carriera e una straordinaria quantità di riconoscimenti (in gran parte internazionali) che hanno decorato la quasi totalità dei suoi diciassette cortometraggi, al suo secondo tentativo dopo la nomination di “Nuvole, mani” nel 2010, il 42enne filmmaker di Pergola si è meritatamente aggiudicato il David di Donatello per il Miglior Cortometraggio grazie alla violenta bellezza della sua ultima fatica, “Dell’Ammazzare il Maiale”.
L’annuncio del riconoscimento è stato dato ieri, 12 aprile, in occasione della rituale conferenza stampa di presentazione delle “cinquine” del prestigioso trofeo, vero e proprio Oscar del cinema italiano. Già menzione speciale al Torino Film Festival 2011 nella sezione Italiana.Corti, “Dell’Ammazzare il Maiale” assicura finalmente allo stile unico e personalissimo di Simone Massi quell’attenzione speciale che solo nel suo paese – a differenza che all’estero – non gli era stata finora riconosciuta, se non nell’ambito dei festival di cortometraggi e dei pochi specialisti dell’animazione, secondo i quali lo schivo animatore marchigiano è senza dubbio tra i migliori talenti italiani del settore, se non il migliore.
LA CONSEGNA DEL PRESTIGIOSISSIMO RICONOSCIMENTO AVVERRÀ IL 4 MAGGIO 2012
Al bravissimo filmmaker pergolese Simone Massi, è stato assegnato dall’Accademia del Cinema Italiano, il David di Donatello 2012 per il miglior cortometraggio di nazionalità italiana. La consegna del prestigiosissimo riconoscimento avverrà il 4 maggio 2012 presso l’auditorium della Conciliazione di Roma, in diretta su Rai Movie alle 17.30 e in differita su Rai 1 alle 21.
Massi, 42 anni, il giorno precedente verrà ricevuto al Quirinale dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. L’artista pergolese ha vinto l’importante premio con il cortometraggio dal titolo “Dell’ammazzare il maiale”.
Massi è considerato uno dei principali autori di cortometraggi di animazione italiani e uno degli ultimi pionieri dell’animazione. Con all’attivo oltre 200 premi vinti nei principali festival nazionali e stranieri è ritenuto uno dei più grandi animatori a livello internazionale.
Nel 2010 “Nuvole, mani” viene premiato come miglior film italiano al 21º Fano Film Festival. L’opera è inoltre selezionata e presentata nella sezione “Corto, cortissimo” alla 66esima Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia e rientra fra le cinque finaliste come miglior cortometraggio ai David di Donatello 2010. Nel 2011, ha illustrato il libro di Nino De Vita La casa sull’altura edito da Orecchio Acerbo, con la postfazione di Goffredo Fofi. Il libro ha riscosso un grande successo di critica ed è stato inserito nella terna dei finalisti della XXXesima edizione del premio Andersen per la sezione “Miglior albo illustrato”.
Nel novembre 2011 è uscito il cortometraggio “Dell’ammazzare il maiale”, ottenendo la menzione speciale della giuria alla 29esima edizione del Torino Film Festival che lo ha definito “Una freccia dolorosa e bellissima che squarcia la nostra memoria” e, fra le altre, la selezione alla 41esima edizione dell’International film festival di Rotterdam. Il 10 dicembre 2011, in occasione della “Giornata delle Marche” è stato selezionato fra quei talenti che “tengono alto il nome della regione”.
In un’intervista di inizio 2012 il celebre critico di cinema di animazioneGiannalberto Bendazzi ha definito Simone Massi “Il miglior ambasciatore dell’animazione italiana all’estero, sia per apprezzamento sia per premi” e “Dell’ammazzare il maiale” “in assoluto il suo miglior lavoro”.
Evidentemente emozionato, Simone a caldo ha commentato su fb:  ’Allora, da qui al 4 maggio ci sarà tempo per festeggiare e ringraziare ma intanto comincio: grazie a chi mi ha dato una mano a fare questo piccolo film, in particolare al mio “musicista”, collaboratore storico, amico e quasi omonimo Stefano Sasso; grazie a chi mi è stato vicino e penso a Julia e alla mia famiglia; grazie a chi ha commentato e/o mi ha fatto i complimenti; grazie a quelli che hanno condiviso la notizia; grazie infine alle persone che mi hanno dato “mi piace”
A Massi, irriducibile nel suo resistere caparbiamente alle “lusinghe” dell’evoluzione tecnologica (i suoi brevi corti sono sempre rigorosamente disegnati a mano, fotogramma per fotogramma), la 2.0ma edizione di Arcipelago – Festival Internazionale di Cortometraggi e Nuove Immagini dedicherà una personale completa dal 15 al 22 Giugno 2012 a Roma, alla Casa del Cinema e alla Multisala Intrastevere.

mercoledì 25 aprile 2012

FALENA

stasera mi avvicino
alla candela
mi brucio le ali

non ho rimpianti
è il mio destino
la fiamma

lunedì 23 aprile 2012

FULMINE SULLO SFONDO

me ne starò sotto il fulmine
per un po'
a pregare "santa barbara benedetta"
a ricucire il cielo strappato
a raccogliere in un secchio vuoto
le gocce che non hai voluto
(g.i)



CINQUE PAROLE


stasera
ho
soltanto
cinque
parole

(g.i.)


domenica 22 aprile 2012

PAPAVERI



Stasera sono leggera, così leggera che faccio fatica a scrivere.
Vorrei guardarvi negli occhi e regalarvi qualcosa di buono, biscotti di frolla
spolverati di zucchero a velo. Meringhe. Parole spolverate di zucchero.
Provo con una immagine, mentre correvo stasera, che mi ha scaldato il cuore.
Buona notte. Buona settimana.

L'ombra nera correva
attraversava papaveri rossi
rideva.
(g.i)

giovedì 19 aprile 2012

IL GRA-NDE AMORE

A1 diramazione Roma Sud, traffico sbloccato per incidente tra Torrenova e bivio G.R.A.



Lui (da solo in una macchina bianca) e lei (da sola in una macchina bianca) vicinI per caso sul Grande Raccordo Anulare. Sono fermi nel traffico. I finestrini chiusi. Gli occhi fissi che guardano avanti...

Lei- Avanti così non si può...
Lui- Avanti...è una parola! E' tutto fermo qua!
Lei- ...con le cose che si rompono, i sogni che si rompono...
Lui - Una rottura...
Lei- ...io voglio tornare indietro, a noi due, a quel treno, al cielo sul finestrino, al caffè bollente sul braccio, al dolore e sorriso insieme.
Lui- Le ferrovie, come no! Peggio delle autostrade...
Lei- Correvamo noi, i nostri pensieri correvano, veloci, e il mondo fermo fuori...
Lui- Fermi! Cristo, da un'ora! Non c'è scampo. L'uscita, un miraggio, e quando ci arrivo...
Lei- E poi questa strada, questa gente, questa corsa inutile, questo ponte che non unisce niente...
Lui- Posso solo provare l'inversione di marcia, torniamo indietro, ma poi che abbiamo concluso? Un bel niente, torniamo al punto di partenza.
Lei- No, uscire. L'unica via d'uscita è uscire. Non tornare mai più. Scendiamo, lasciamo tutto, subito, ora, per sempre.
Lui- E come torniamo a casa?
Lei- E' in affitto... non sarà mai nostra. Tutto rotto, un mucchio di cose senza valore. Solo libri. Ma i libri sono sempre gli stessi, le stesse parole.
Lui- Da che parte allora?
Lei- Da quella parte, c'è il ponte, sotto c'è una scala, un salto. E saremo fuori.
Lui- E la macchina?
Lei- Lascia le chiavi. Qualcuno la ruberà, la sposterà, la porterà altrove.
Lui- Non hai paura?
Lei- Si. Ho di nuovo paura. Perché di nuovo sogno, spero, m'innamoro.
Lui- Non ce ne pentiremo?
Lei- Si, ce ne pentiremo, e se restiamo ce ne pentiremo, e se restiamo io rimpiangerò te- l'uomo che eri- tu rimpiangerai me - la donna che ero.
Lui- E' questo che la gente chiama fuga?
Lei- Di più. Più giusto chiamarla diserzione. Via... dal campo di battaglia. Dalla strada che gira e gira e gira e porta solo ad altra quotidiana guerra. Tutti i giorni sempre in guerra.
Lui- E allora che sia! Scendiamo! Insieme. ORA!
Lei- ORA!

Contemporaneamente aprono la portiera e scendono. Sono fuori. Sul raccordo stradale tra le macchine ferme sul ponte. Si allontanano a piedi, scendono dalla scaletta e si ritrovano all'improvviso sotto il ponte, in mezzo a un campo. Si baciano, si stringono forte. Poi si mettono a camminare, insieme, vanno ad ovest, verso il sole.

(g.i.)







UN GIORNO NORMALE


un gabbiano
un albino
un tipo strano
un delfino
un topo di fogna
un fatto
un gatto con la rogna
un matto
un bullone svitato
una lancia
un piatto svuotato
una pancia
un cappello
un prete
un ombrello
una rete
un abbraccio
un sorriso
uno straccio
un viso
una scarpa
un canale

una sciarpa
un ospedale
un suono
un giardino
un tuono
un bambino
un fucile
un momento
un fienile
un tradimento
un colore di tetto
un giorno lontano
dolore nel petto
(g.i)


e così all'infinito

mercoledì 18 aprile 2012

RUMORI DI SERA



fuori si sentono
nuovi rumori

si chiudono
come usci bianchi
i fiori al tramonto

(g.i.)

CATTEDRA





osservo la cattedra
a primavera
trafitta da un raggio di sole

la stanza si fa verde
di foglie che abbagliano
riempiono l'aria
di verdi rumori

il legno
scrostato sotto la luce
urla un desiderio di pelle
ha addosso
la polvere del mondo

apre da solo
i cassetti pieni
di terra e radici.
(g.i.)


domenica 15 aprile 2012

LE 400 COLPE

Vi va di scrivere del vostro senso di colpa? Chi non ce l'ha...alzi la mano e getti la penna. Non so se ci proverò ma voi mettetevi alla prova. E se vincete data la colpa...a me!

Antologia

Siamo felici di annunciarvi la prima antologia firmata Aliantide. Infatti, in occasione della nascita dell'Associazione Aliantide, che vede unita ufficialmente la redazione di Scripta Volant a partire dall'anno 2011, lavoreremo tutti insieme alla costruzione di quella che sarà l'antologia più grande fino a ora realizzata.

Saranno 400 i racconti che costituiranno l'antologia dal titolo "Le 400 colpe", una raccolta di racconti brevi incentrati sul senso di colpa.
Ma non fatevi prendere dall'entusiasmo: sarà un lungo lavoro di scelta e di editing su ciascun racconto vincitore, un vero e proprio concorso/laboratorio, il nuovo sogno del nostro giovane gruppo (che a maggio festeggerà i due anni di attività).

“Le 400 colpe” è un concorso per racconti brevi che premierà i migliori 400 racconti, con la pubblicazione all’interno della prima antologia volante!
Il bando completo lo trovate QUI.

IL FASCISMO GLOBALE CHE CI GIRA INTORNO.

“Il fascismo globale che ci gira intorno”. Incontro con Tabucchi
di Andrea Bajani, tratto da “l’Unità”, 29 novembre 2005
“Dopo le tredici aggressioni ricevute dalla stampa di destra al mio ultimo libro, un’accoglienza così non può che farmi piacere”. Torino sostiene (con juicio) Antonio Tabucchi e Antonio Tabucchi (con juicio) ringrazia. Di calore, infatti, ne ha trovato parecchio, sotto la Mole. Ha preso il via ieri sera in un incontro pubblico al Teatro Carignano, e prima ancora alla libreria Feltrinelli di piazza Cln, una maratona sabauda dedicata all’autore di Sostiene Pereira che si concluderà domenica 4 dicembre.
Proprio Pereira è il protagonista assoluto di questi giorni, e a vestire i suoi panni a teatro sarà Paolo Ferrari in uno spettacolo, diretto da Teresa Pedroni, che debutta questa sera al Teatro Carignano. “Ce ne sarebbero voluti due, di Paolo Ferrari, per fare Pereira, tanto era grasso. Per sua fortuna non abbiamo dovuto ingrassarlo”. Pereira si fa carne per la scena, e assieme a lui torna a farsi vivo quel 1938 in cui in Portogallo imperversava il fascismo di Salazar. E le due epoche sembrano quanto mai vicine: “All’università, mi ricordo, detestavo Vico e i suoi corsi e ricorsi della storia. Lo trovavo insopportabile e terribilmente pessimista. A rileggerlo oggi mi sembra un ottimista, dal momento che quei corsi e ricorsi si realizzano nel giro di una settimana”. Il fascismo, per Tabucchi, continua ad essere vivo e vegeto: “È un fascismo globale, quello che vedo, che poi nei singoli stati prende connotazioni e nomi diversi. Ma è uguale dovunque, e dovunque diventa realtà ogni volta che si esercita violenza su un individuo”. È per questo che uno come Pereira continua ad essere attuale: “È uno buono per tutte le stagioni, perché è la figura emblematica di una persona che dice la verità. Va bene oggi come sarebbe andato bene nella Cecoslovacchia degli anni Cinquanta”.
Il tempo non cambia le cose, evidentemente, e il tempo per Tabucchi è in questo momento un fattore particolarmente importante. Da giovedì sarà in libreria Racconti, un volume di oltre quattrocento pagine che raccoglie tre volumi di racconti del decennio 1981-1991 (Il gioco del rovescio, Piccoli equivoci senza importanza, L’angelo nero). “Il tempo è passato e quello che mi sono trovato davanti, riunendo insieme tutti questi racconti, è un mosaico”. E nel mosaico c’era un’immagine che non aveva mai visto prima, “un puzzle che non immaginavo”. È la somma di tanti frammenti che fa un tutto che non ci si poteva aspettare prima di metterli insieme. “Quel tutto, d’altra parte non posso che essere io, e il risultato ultimo di questo Racconti, non è che un autoritratto. Come diceva Octavio Paz, gli autori non hanno biografie ma solo libri: “Ho unito tre libri diversi come si uniscono i puntini della settimana enigmistica”. Poi ci si allontana dal foglio e si vede qual è il mondo che è nato. Senza farsi troppo pungolare dalle domande, Tabucchi confessa quale sarà, o quale vorrebbe che fosse, il tema del suo prossimo libro: il Tempo. Proprio al tempo sono dedicati infatti due racconti inediti della raccolta: “Il tempo mi affascina perché fa parte di noi, della vita che viviamo quotidianamente. Il tempo è come ciascuno di noi lo vive e soprattutto che cosa significa per ciascuno”. Il tempo, in fin dei conti, è quello che consente ai mosaici di arrivare all’ultima tessera e di diventare qualcosa, di acquistare un significato diverso.
Antonio Tabucchi il suo puzzle per quattro giorni lo vive a Torino. Dopo il calore con cui è stato accolto ieri al Teatro Carignano, oggi tocca al teatro, mentre il cinema Massimo rende omaggio a quel Pereira straordinario che fu Marcello Mastroianni nella regia di Roberto Faenza. Il Pereira di Roberta Pedroni è un piccolo “omettino” che si muove in un’atmosfera kafkiana. “È un personaggio in cerca d’autore – dice la regista - ed elegge il teatro a luogo per rivivere il suo percorso, un percorso fatto malgrado se stesso, di cui ancora ignora le motivazione”, un percorso che lo porta “ad una svolta morale che gli permette di diventare diverso. Migliore. In qualche modo un uomo”.
Tabucchi ha raccontato Pereira, e Pereira non era che un personaggio d’inchiostro. Si muoveva tra pagine di carta e per esistere aveva bisogno di un lettore che gli prestasse il proprio corpo. Da oggi Pereira, a teatro, ha anche un corpo, e quando uno che dice la verità esce dalla carta e diventa persona le cose che dice parlano di nuovo e parlano più forte. O almeno così si sostiene.

ANTONIO TABUCCHI

Dal sito Feltrinelli.it

Antonio Tabucchi (Pisa, 1943 - Lisbona, 2012)
Ci ha lasciato un amico, un compagno di strada, un uomo che è stato dentro il suo tempo con passione e rabbia, un intellettuale europeo, un grande scrittore. Si e' spento stamattina nella sua Lisbona, la sua seconda patria, la casa dei suoi cari, la casa dei suoi poeti più' amati.
Milano, il 25 marzo 2012.

Chi era Antonio Tabucchi
Antonio Tabucchi (Pisa, 1943 - Lisbona, 2012) è considerato una delle voci più rappresentative della letteratura europea. Autore di romanzi, racconti, saggi, testi teatrali, curatore dell’edizione italiana dell’opera di Fernando Pessoa, i suoi libri sono tradotti in quaranta lingue (in tutti i paesi europei, Stati Uniti e America Latina e nelle lingue più lontane, come il Giapponese, Cinese (Taiwan e Repubblica Popolare Cinese), Ebraico, Arabo (Libano e Siria), Kurdo, Indi, Urdu e Farsi.
Alcuni dei suoi romanzi sono stati portati sullo schermo da registi italiani e stranieri (Roberto Faenza, Alain Corneau, Alain Tanner, Fernando Lopes) o sulla scena da rinomati registi teatrali (Giorgio Strehler e Didier Bezace fra gli altri).
Ha ricevuto numerosi premi in Italia, fra cui il Pen Club Italiano, il Premio Campiello e il Premio Viareggio-Rèpaci; e prestigiosi riconoscimenti all’estero, fra cui il Prix Médicis Etranger, il Prix Européen de la Littérature e il Prix Méditerranée in Francia; l’Aristeion in Grecia; il Nossack dell’Accademia Leibniz in Germania; l’Europäischer Staatspreis in Austria; il Premio Hidalgo e il premio per la libertà di opinione “Francisco Cerecedo” attribuito ogni anno dal Principe delle Asturie, in Spagna. È stato nominato “Chevalier des Arts et des Lettres” dalla Repubblica francese e ha ricevuto la decorazione dell’Ordine dell’Infante D. Henrique dal presidente della Repubblica portoghese.
È stato professore cattedratico (attualmente in pensione) dell’ Università di Siena ed ha insegnato in prestigiose Università straniere (Bard College di New York, Ecole de Hautes Etudes e Collège de France di Parigi). Ha collaborato con quotidiani italiani e stranieri (“Corriere della Sera”. “Unità”, “Il manifesto”, “Le Monde”, “El País”, “Diário de Notícias”, “La Jornada”, “Allegemein Zeitung”) e riviste quali “La Nouvelle Revue Française” e Lettre International”. Membro fondatore dell’”International Parliament of Writers”. Dal 2000 è stato proposto dal Pen Club italiano all’Accademia di Svezia quale candidato italiano per il Nobel di letteratura.

Qui di seguito i link ai materiali di e su Antonio Tabucchi pubblicati su www.feltrinellieditore.it e le ultime due interviste video realizzate dalla redazione.
Scheda autore e bibliografia
Il podcast di Antonio Tabucchi
Interviste, articoli, interventi

IL LIBRO DEGLI OGGETTI SMARRITI

Ecco l'antologia con i vincitori del premio Pubblica con noi di Fara Editore. La mia raccolta "Il libro degli oggetti smarriti" (già comparsa in parte sul blog di poesia della Rai di Luigia Sorrentino nella sezione Opere inedite ) si è classificata seconda (ex-equo). Sono molto felice anche perché viene accompagnata dalla splendida nota di Dante Maffia, che generosamente fa risplendere i miei versi con la sua sensibile lettura. Per voi "Divano", "Il vicolo dei gatti" e "Semaforo". Ma soprattutto la splendida pagina del poeta Dante Maffia e i suoi inediti che potrete leggere qui.


DIVANO
Me lo sono trovato davanti
come il palmo di una mano
aperto e sporco
in un prato
ricoperto di lana.

Un divano senza memoria
un vecchio malato d’Alzheimer
che non sa
tornare a casa.

***

IL VICOLO DEI GATTI
Sono arrivata
in un vicolo cieco che ignora
quello che ha davanti
macerie ortiche gatti

forse sono quattro
ma non fanno che saltare
tra le ciotole piene
e i resti di un cortile

un gatto bianco e nero
si viene a strofinare
sulla mia gamba

un occhio verde
un occhio giallo

uno per ferire
uno per amare.

***

SEMAFORO

Il solo
ad arrossire
ancora.

IL LIBRO DEGLI OGGETTI SMARRITI (nota critica di Dante Maffia)


La poesia è un veicolo miracoloso, lo ripeto spesso, perché fa colloquiare tanta gente che non si conosce, tanta gente che altrimenti transiterebbe con passo deciso dentro la vita senza rendersi conto che invece ogni passo, ogni oggetto, ogni sfumatura di colore contribuisce ad avvicinarci alla Verità, a quel momento sublime in cui tutto parla e tutto sorride e tutto offre un senso nuovo dell’esistere.

Leggendo questo versi di Giovanna Iorio ho sentito dei brividi. Si dirà che sentire dei brividi può essere segno che stia arrivando la febbre. Certo, una febbre che è frutto di emozione, perché la poetessa ha saputo percepire, da impercettibili sussulti, ciò che invece normalmente si perde e si dissolve nel nulla.

I temi trattati sono incontri minimi con un cancello, con una nuvola, con una foglia eppure sembra che siano incontri fondamentali che squarciano il divino e lo portano a dimensione umana. La Iorio fa pensare a quelle farfalle che suggono l’azzurro del cielo e lo offrono poi sull’onda di vibrazioni musicali irripetibili. Con lei si riesce a fare una passeggiata semplice durante la quale si “scoprono” eventi straordinari: la quotidianità assume la valenza di un universo che sa coniugare il sublime al gesto più ordinario.

Viene spontaneo pensare alla lezione di Wistawa Szimborska, soltanto che la Iorio non si fa carico di istanze minimaliste, ma ruba dolcemente i simboli nascosti dietro le apparenze e dunque si tratta forse di una lezione che viene da Charles Baudelaire. Non diceva il grande francese che dietro la realtà vive una foresta intricata e negata a chi non sa spogliarsi dai pregiudizi e dalle consuetudini?

Comunque per godere fino in fondo la bellezza di questi versi bisogna che si leggano senza sovrastrutture mentali, senza lambiccarsi a inseguire misteriosi cammini. La Iorio sa cogliere l’essenza perfino delle statue, la presenza di un lievito che ravviva gesti, segni, parole e sfumature con scatti di luce autentica che aprono il cuore e la mente verso gli orizzonti di un canto che sa di antico. Forse in tutto ciò c’entrano i lirici greci o c’entra l’Antologia Palatina, quella maniera di sapersi appropriare della realtà senza distorcerla e senza colorarla di essenze estranee al fluire della vita. Ecco, la Iorio ha saputo mettere in parole essenziali la vita nella sua più casta dolcezza e il risultato sono questi gioielli che scolpiscono sentimenti alti con cadenze e ritmi indimenticabili. (Dante Maffìa)





La forza delle parole

a cura di Alessandro Ramberti

€ 17,50 pp. 212 (Neumi)
ISBN 978 88 97441 10 6

Fara Editore e i giurati del concorso Pubblica con noi 2012(Francesco Jonus, Frank Spada, Giovanni Fighera, Niva Ragazzi e Stefano Martello per la sezione racconto; Alessandro Salvi, Federica Volpe, Luca Ariano e Riccardo Burgazzi per la sezione poesia) hanno selezionato le seguenti opere per la pubblicazione in questo volume (v.certificato dei vincitori):

per la sezione A. Racconto o raccolta di racconti

1. Ophelia di Raffaele Serafini

2. La favola mia di Anna Anzellotti

3. ex aequo Riflessi di luce la sera di Attilio Melone

3. ex aequo Sette racconti brevi di Roberto Morpurgo


per la sez. B – Silloge poetica

1. per/le rime di Claudio Roncarati

2. ex aequo Il libro degli oggetti smarriti di Giovanna Iorio

2. ex aequo Il polso dei miti di Andrea Parato

3. L’avvicendarsi del sole di Martina Campi

Il volume contiene anche i giudizi dei giurati e alcune loro postfazioni.


ROSSO DA CAMERA

rosso da camera (piccola).jpgordina il libro

ROSSO DA CAMERA

pp. 160 - Poesie

formato 13X20

978-88-6004-240-8

15,00 euro (a cura di Letizia Leone)














LA QUINTA ANTOLOGIA DELLA SERIE INCONTRI POETICI

La relazione fra erotismo e poesia è così profonda da poter dire, senza retorica, che l'erotismo è una poetica corporale e la poesia un'erotica verbale. Octavio Paz

Mettersi sulle tracce di una scrittura erotica significa individuare il cammino della coscienza verso la consapevolezza della propria presenza corporale nel mondo. Letizia Leone.

L'antologia raccoglie contributi di Tomaso Binga, Iolanda Insana, Dacia Maraini, Serena Maffia, Cetta Petrollo, Gabriella Sica, Patrizia Valduga.
E, amici di letture, ci sono anch'io con una brevissima poesia che fa arrossire..."L'avvoltoio" di Giovanna Iorio. Per voi...in esclusiva!




L’avvoltoio

(di Giovanna Iorio)


Ti aspetterò

in questo letto aperta

come un fiore

di carne


mio rapace amante

avvoltoio

che fa a brandelli


il cuore.




UNA CERTA IDEA DI MONDO: BARICCO CONSIGLIA BANGKOK


Ogni settimana lo scrittore racconta su Repubblica i migliori cinquanta libri che ha letto negli ultimi dieci anni. La ventunesima puntata, domenica 15 aprile, è dedicata a Bangkok di Lawrence Osborne

"Strano libro. Un romanzo non lo è, un reportage neppure. A me ha ricordato lo spirito dei flâneurs ottocenteschi e la letteratura che talvolta ne è nata: cronache da uno smarrimento, senza scopo apparente. Qui l'anomalia è che il flâneur si perde (o si ritrova, che è la stessa cosa) non in un boulevard parigino o in un parco viennese, ma in una specie di meravigliosa spazzatura post moderna, cioè a Bangkok. Non so se ci siete mai capitati. Io per un paio di giorni, anni fa. Ne ero tornato con la vaga impressione che se Dio, invece di procedere a un'ordinata creazione, si fosse limitato a starnutire a casaccio sul pianeta terra, avrebbe creato Bangkok. Ma naturalmente non ci avevo capito niente". (Alessandro Baricco)


I DATI
Bangkok
di Lawrence Osborne
trad. di Matteo Codignola
Adelphi edizioni
Pag. 260, euro 20

TAXI DRIVER A ROMA


Iris: God, you're square.
Travis Bickle: Hey, I'm not square, you're the one that's square.

Oggi ero in macchina, da sola. Ero andata a fare la spesa e tornavo a casa con cose buone per tutti. Davanti a me un taxi. All'improvviso si apre il portabagagli e salta fuori...una bombola del gas, grigia, grande e minacciosa. Mi veniva incontro, ha cominciato a rotolare verso di me, grazie alla discesa. Ho fermato la macchina e ho cominciato a suonare il clacson. Il tassista si è fermato e io ho messo le quattro frecce. Sono saltata fuori dalla macchina per provare a fermare la bombola del gas prima che urtasse la mia macchina. Per fortuna mentre io andavo coraggiosamente verso di lei, la bombola ha cambiato rotta e si è diretta verso il marciapiede, fermandosi da sola.
Il tassista, il mio De Niro romano, è arrivato, mi ha guardato (apprezzando il coraggio e il sangue freddo con uno scguardo complice); poi ha ripreso la bombola e prima di allontanarsi mi ha detto: "Pure il bombolaro me tocca fa'...però c'hai avuto coraggio!". Are you talking to me?...La bombola del gas è tornata nel portabagagli del tassì, io nella mia Smart.


LA MAPPA DELLE STORIE INVISIBILI: Roma, Fontana delle tartarughe

Stasera una storia invisibile è apparsa alla Fontana delle tartarughe... buon ascolto, se passate di là. E, a proposito, salutatemi Serafina.