I "LIKE" FACEBOOK: FACCIA A FACCIA CON FACEBOOK


Lo uso poco lo uso male lo uso ma non ne abuso. Lo uso senza fuso orario e infatti scrivo all'amico che vive in culo al mondo buonanotte e si sente il gallo in cima alla torre dove entra e scompare la mia frase banale.
Facebook c'è chi lo odia e chi lo ama c'è chi crede sia la mela del peccato e chi il serpente che ha ingannato Adamo c'è chi crede che su facebook ci siano veri amici e chi cerca amici veri sui divani circondati da fumo di sigari cubani.
Di facebook mi fa paura il silenzio. Paura di fiumi senza suono che corrono e si rompono in rivoli in pensieri vene tagliate desideri. Una banca rapinata. Sono i riquadri piccole cassette di sicurezza aperte senza chiavi. Tutto si prende e tutto si perde. Tutto brilla e poi scompare.
Di facebook mi turbano le malattie che alimenta e induce. Schizofrenia agorafobia timore di tornare intero e di incontrare faccia a faccia il Like di ieri sera salito in ascensore voltato però di spalle neanche un cenno a quanto aveva letto e cliccato Like neanche un segno del prelievo fatto dalla cassetta di sicurezza della banca dell'amicizia. Nessuna parola. Faccia a faccia in ascensore con chi guarda il mio profilo tutte le sere e ora non ha voglia e coraggio di guardarmi negli occhi proprio ora che siamo solo faccia a faccia e non di profilo.
Facebook un gigantesco bucato universale migliaia di chilometri di facce panni stesi sulle corde della rete ad asciugare. Si resta ogni giorno più nudi più soli tutti noi faccelibro dalle pagine strappate. Il mio solo rifugio è nella casa bianca del blog. Qui mi soccorre nuovo post e qui non resto mai solo un secondo. Qui mi dimentico la faccia e sogno di scrivere solo il libro. Qui come tra le pareti solide di una casa i miei pensieri sanno che altri più sfortunati sono rimasti impigliati a fili sottilissimi di amici mai incontrati a tante minuscole mani e a tanti minuscoli pollici in su. Like.

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