giovedì 29 marzo 2012

NUVOLE PATATA


Un mio studente, dalla fantasia sfrenata, che studia l'italiano come seconda lingua ha appena completato la dettagliata descrizione di un paese fantastico che ha battezzato "Potatoland".
Il Paese, governato da un dittatore Ethan Hong è una galleria di personaggi deliranti e situazioni paradossali.
Vi offro soltanto questa immagine e la didascalia:
"Attenzione, caduta nuvole!"
Geniale!

mercoledì 28 marzo 2012

LUNGOTEVERE A PRIMAVERA


PICASSO, donna che legge
ha in testa
una nuvola di moscerini
un minuscolo sciame di pensieri.
(g.i)

AI BUONI DELLA TERRA



Ho una cosa da dire

la giro in tasca
come un sasso

la giro e la rigiro
è una cosa dura

ha voglia di ferire
di affondare nella carne
di far torcere il muso
ai buoni della terra.

(g.i.)

sabato 24 marzo 2012

ANDARE IN LIBRERIA

Ecco il resoconto dei miei studenti in missione speciale "Lettore Viaggiatore" progetto che prevede il coinvolgimento quasi fisico con i libri e frequenti escursioni in libreria.
Vi trascrivo i primi due rapporti dei miei agenti speciali. Leggeteli e capirete che si va in libreria per leggere...le persone! Grazie a Beatrice e Cristiana (aggiungerò man mano che verranno inviate le storie di tutti!).

GESU' IN LIBRERIA

Progetto LETTORE VIAGGIATORE
Libreria Alessandro Manzoni, Roma

Ore 16:30- Io, Martina, e Flaminia chiediamo alla commessa Laura di sederci in un angolo a osservare. Con il suo consenso ci sediamo in tre angoli separati.

Persona numero Uno- Giovane, ventotto anni circa, Giacca nera, pantaloncini e calze. Entra, guarda in giro per circa cinque minuti ed esce delusa senza comprare niente. Aveva un casco, quindi deduciamo che sia venuta in motorino.

Persona numero Due- Coppia anziana, entrambi vestiti in giacca e pantaloni. Entrano nel negozio tenendosi per mano. Si separano per cercare i loro libri.

Lui: Si muove incerto, chiede aiuto alla nostra complice, Laura, e compra “L’enciclopedia del Vino”

Lei: Compra libro di cucin. Dice “Per Giacomo e la Micky”, Probabilmente i suoi nipoti. Compra un libro chiamato “Pasta e Sughi”, della Feltrinelli editrice.

Persona numero Tre- Mamma e bambina. Madre che ride, bambine con grembiule scolastico addosso che danza per la sala. Si ferma e corre verso il tavolo di libri da colorare e supplica alla mamma “Dai mami ti preeeeego”.
Mamma acconsente e poi escono felici, la bambina con lo zainetto e la busta in mano.

Persona numero Quattro- Entra un uomo con I capelli lunghi, assomiglia a Gesù. Finalmente si dirige verso la sezione di Poesia. Mentre si dirige alla cassa, lo aggrediamo. Risponde cosi alle nostre tre domande:

1) Perché compra un libro di Poesia?
“Sono sempre stato un amante della poesia, amo sedermi in terrazzo o sulla spiaggia e rifugiarmi nella poesia, quindi li compro spesso.”

2) Cosa cerca nella Poesia?

Nella Poesia cerco ispirazione per le mie nuovi canzoni, sono un cantautore, cerco un punto di riferimento.

3) Qual è il suo poeta preferito?

Gli squilla il cellulare, Accenna “Manzon..” e se ne va.

Laura ci dice che “Gesù” ha comprato Le Parole della Vita di Laura Visconti e La Vita Negli Occhi. Soddisfatte, ci dirigiamo verso casa.


Storia n°2 "L'ora del tempo" di Cristiana Alagna

Ø Luogo: libreria Feltrinelli, Roma.

Acquirente 1: “Profonda”.

1. Perché compra un libro di poesie?

Risposta: “Compro un libro di poesie perché tra tutti i generi di libri, è l’unico che ti permette di sognare. La poesia non ha regole precise o limiti, quando uno è poeta è portatore della verità. È un libro che non ti tradisce mai”.

2. Cosa cerca nella poesia?

Risposta: “Beh.. nella poesia cerco conforto. Una sicurezza su cui contare, un messaggio nascosto, un’avventura da scoprire. Nella poesia cerco un’essenza, che mi ispiri, che mi faccia vivere avventure incredibili”.

3. Qual è il suo poeta ognitempo preferito?

Risposta: “Mmm… a dire il vero non ho mai comprato un libro di poesie in base al poeta, ma sempre in base al titolo o alla copertina, o alla prima frase che leggo quando lo apro. Sinceramente, non ho un poeta preferito. A dire la verità penso che quasi tutti i miei libri di poesia siano di autori diversi. La poesia in fondo, è come un gioco, tutto da scoprire e da condividere con chi vuoi tu”.

Acquirente 2: “Disinteressata”.

1. Perché compra un libro di poesie?

Risposta: “compro un libro di poesie perché lo voglio regalare a mio marito”.

2. Cosa cerca nella poesia (suo marito)?

Risposta: “Sinceramente non lo so, però è un vero appassionato, dice che lo tranquillizza leggere poesie, lo ispira, poi non so”.

3. Qual è il poeta preferito ognitempo di suo marito?

Risposta: “Non saprei, sa non m’interesso di poesia, ma credo che gli piacciano molto i classici, qualcosa come Quasimodo, Dante o D’annunzio”.

Acquirente 3: “Pensiero carino”.

1. Perché compra un libro di poesie?

Risposta: “No, non è per me, è per i miei genitori”.

2. Per caso, sa che cosa cercano nella poesia i suoi genitori?

Risposta: “ A me non interessa molto la poesia, quindi non so cosa ci trovino, ma i miei genitori dicono che la poesia è ciò che li tiene giovani, è il loro legame. Dicono che attraverso la poesia vivranno, per sempre”.

3. Sa per caso qual è il poeta preferito ognitempo dei suoi genitori?

Risposta: “Sinceramente non he ho idea, però so che adorano Dante, il solito classico, però che amano molto la poesia moderna, a dire la verità leggono un po’ di tutto, è come se viaggiassero dal passato al presente in continuazione”.

Acquirente 4: “Sognatrice”.

1. Perché compra un libro di poesie?

Risposta: “Compro un libro di poesie perché spero che mi guidi in un nuovo fantastico viaggio. Spero che mi regali mille nuovi pensieri”.

2. Cosa cerca nella poesia?

Risposta: “Nella poesia cerco tutto. Una vita. Un brivido. Un’emozione. Cerco l’amore, l’avventura, il mistero, tutto. Quando compro un nuovo libro di poesia, spero sempre che quello che si cela al suo interno sia speciale, mi piace leggere libri di poesie perché mi regalano infiniti e splendidi messaggi. Parole che rimangono con me, per tutta la vita. Mi piace collezionare parole, pensieri”.

3. Qual è il suo poeta ognitempo preferito?

Risposta: “Il mio poeta ognitempo preferito è.. mmm.. a dire la verità non so dirtelo, ci sono periodi in cui non leggo affatto e altri in cui mi immergo completamente nella poesia. È impossibile scegliere un poeta preferito”. J


Leonardo's Codex | American Museum of Natural History

Leonardo's Codex | American Museum of Natural History

Già 500 anni fa Leonardo da Vinci esplorava e svelava i segreti della luna.  L'immagine invece è presa da Astronomy Picture of the Day (segnalata su The Physics Portal by Alan Bates)

venerdì 23 marzo 2012

ANIMA


A tutti quelli che nelle cose che fanno ci mettono l'anima. E poi restano senza.
A tutti quelli che tutto il giorno buttano l'anima. E se la riprendono la sera.
A tutti quelli nati senza anima. E che prima di morire se ne comprano una.
A tutti quelli che cercano l'anima gemella. E aspetta e spera.
A tutti quelli che lavorano in sala rianimazione. Come fate a rimetterla dentro?
A tutti quelli che si dannano l'anima per un sogno. Fate bene.
A tutti quelli che si chiedono se l'anima esista. Fate male.
A tutti quelli che hanno separato anima e corpo. Male.
A tutti quelli che stasera hanno l'anima sporca e sotto la doccia si sentono meglio. Meno male.

ORA




Lo dirò a voi, silenziosi amici di letture. Così un giorno potrò ritrovare questo pensiero e penserò di non averlo mai pensato. E avrò nostalgia di questa sera che ora non mi commuove. E infatti sono ferma nella mia cucina. Io e il mio tavolo. Il respiro dei miei bambini. Il silenzio del divano stanco di televisione. Lo dirò a voi. Bisognerebbe tutte le sere, e quindi anche stasera, avere il coraggio di dire ora e dimenticare di pensare. Ora- se ne avessi il coraggio cercherei la musica ch-e tu hai pensato per me e la seguirei fino al mare. Ballando. ORA.

FAR SCENDERE DALLE STELLE



ETIMOLOGIA DI DESIDERIO
Il termine desiderio deriva da "sidera", far scendere dalle stelle qualcosa.

ANDARE IN LIBRERIA


Proprio in questi giorni i miei studenti sono in missione speciale nelle librerie. Hanno con sé carta e penna e annotano quello che vedono. Ne sono venuti fuori ritratti interessantissimi. In particolare noi però siamo a caccia dell'eroico lettore\compratore del libro di poesia.
Prossimamente metterò sul blog le storie che hanno raccolto. Annuncio che sono strepitose! Come quella intitolata "Gesù in libreria" nella quale l'unico a comprare un libro di poesie ha la faccia di Gesù di Nazareth e scrive canzoni.
E mentre noi siamo immersi in queste strane avventure ecco che arriva il concorso "Andare in libreria..." indetto dalla casa editrice Marcos y Marcos.
Perfetta sintonia tra chi i libri li fa, chi li scrive, chi li legge, chi li studia e chi li vende.

Dal sito di Marcos y Marcos:

ANDARE IN LIBRERIA
è il mio piccolo segreto per scoprire
come va veramente il mondo

E per te… cosa significa andare in libreria?

Inventa uno slogan che inizia con "Andare in libreria…"
e consegnalo ai tuoi librai, oppure invialo via e-mail a:
andareinlibreria@marcosymarcos.com
entro il 23 aprile 2012.
Indicateci quale libreria vi ha segnalato il concorso!
Se preferisci puoi compilare il modulo interattivo.

Una giuria formata da Massimo Cirri, Lella Costa e AnnamariaTesta sceglierà le quattro frasi slogan migliori. I quattro autori finalisti si sfideranno con un Elogio della libreria il più creativo possibile al Salone del Libro di Torino 2012.
Il supervincitore si aggiudica una bicicletta.
Ti aspettiamo!

Scopri le frasi d'autore


Scarica i materiali del concorso:

la locandina il segnalibro la cartolina

Le librerie sono un luogo insostituibile
Un'isola solida nell'immaginario e nella vita di tutti i lettori, terreno di esplorazione e di scoperta. Nonostante la crisi economica, resistono e svolgono eroicamente, con energia e competenza, il proprio compito di presidio culturale. Nel mese di marzo 2012, in collaborazione con Letteratura Rinnovabile, lanciamo una campagna a favore delle librerie che si chiama Andare in libreria.

La campagna si articola in:


- Una festa itinerante che coinvolge autori e lettori di tutt'Italia. "Andare in libreria è una festa" girerà per le librerie di tutto il paese.
Scopri gli appuntamenti più vicini alla tua città!

- Un concorso nazionale dove si invitano i lettori a coniare uno slogan sulla base di "Andare in libreria è", e una giuria composta da Massimo Cirri, Lella Costa e Annamaria Testa selezionerà i quattro migliori slogan. Il nostro è "Andare in libreria è il mio piccolo segreto per scoprire come va veramente il mondo" e abbiamo chiesto a diversi autori e personaggi pubblici di proporne uno loro come esempio e stimolo. Gli slogan d'autore saranno pubblicati sul questa pagina, sui socialnetwork della casa editrice e raccolti in un'agenda per il 2013.

- Una grande finale al Salone Internazionale del Libro di Torino dove i quattro lettori finalisti si sfideranno con "elogi della libreria" in varia foggia: discorsi, poesie, racconti, letture.
Il vincitore proclamato dal pubblico vincerà una bicicletta.


I FONEMI DELL'UNIVERSO


L'abbiamo creata noi, l'abbiamo fatta a nostra immagine e somiglianza, l' abbiamo messa accanto a noi a fare qualcosa per noi. E' la cosa.
Ci ha creato lui, ci ha fatto a sua immagine e somiglianza, non vuole niente da noi e non ci chiede di fare qualcosa per lui. E' il caso.
Ci distruggerà lui, ci dà la caccia come un gatto al topo, si allargherà intorno a noi come una nuvola ingoiandoci. E' il caos.
C O S
A S
O O
S
?

Cosa so?
So una cosa: quando la C verrà spostata dal caso torneremo nel caos che la inghiottirà; non resteranno che ossa e un sasso.


giovedì 22 marzo 2012

IL MARE SUONA L'ORGANO


Le onde del mare producono un suono ipnotico. Siamo in Croazia, su di un molo. Mi piacerebbe sentire dal vivo quel suono. A voi piace?
Buona notte!

LITTLE FREE LIBRARY

Little Free Library: crea la tua microbiblioteca sotto casa - Finzioni
Leggete e seguite il buon esempio! Io già alle prese con una Little Free Library da mettere nel Parco davanti alla scuola dove lavoro!

IL ROSSO E IL BLU

Volto frammento , olio su tela di Carlo Vincenti (1946-1978)

Tutte le volte che mi allontano
mi riprendi

con il tuo azzurro che mi afferra
la mano

e il rosso che mi scorre
dentro.
(g.i.)

LA PENNA CHE UCCIDE


Centra
Da qualche tempo sono più interessanti le domande che le risposte. Ed è questa certezza che incoraggia Natalie Wolchover a dare un titolo affascianante al suo articolo su Scientific American.
Mi piacerebbe tradurlo per voi, ma il tempo non me lo permette. Quindi ve ne farò un riassunto (anche se potrete comunque leggerlo qui).
La domanda iniziale è "Può una monetina in caduta da un grattacielo uccidere qualcuno?".
Interessante! Mio marito mi ha passato l'articolo e dopo un bel cappuccino, nella mia ora libera a scuola ho letto con interesse le teorie illustrate. Ecco le conclusioni. A quanto pare no. Non ucciderebbe nessuno in quanto le molecole d'aria in collisione con la monetina ne rallentano la caduta. Inoltre la forma piatta contribuisce alla resistenza dell'aria. Quindi, potrebbe danneggiarci il cranio ma di certo non riuscirebbe a bucarlo.
Vi sono false convinzioni che l'articolo aiuta a sfatare, come l'idea che una monetina in caduta libera acceleri la sua corsa a causa della forza di gravità. In realtà più veloce è la caduta della monetina più fa esperienza della resistenza dell'aria.
Siete più tranquilli. Un momento...andate a rileggere il titolo del post: "La penna che uccide!".
Tutto cambia, e qui mi è sembrato il caso di informare tutti gli scrittori o aspiranti tali, quando in cima ad un grattacielo finisce un pazzo con una bella penna appuntita che la lancia nel vuoto!
L'articolo ci informa che se una penna cadesse dall'Empire State Building, potrebbe uccidere. "A seconda della forma, le penne possono cadere in modi diversi. In alcuni casi potrebbero scendere come frecce dal cielo e scalfire il marciapiede, infilzare un pezzo di legno o entrarti nel cervello come uno spiedo.
Come sapete molti scrittori usano le penne come armi mortali, e per questo vengono perseguitati. Spero di avervi dimostrato con questo articolo che la penna che uccide non è solo una metafora ma anche una forza "naturale" tutta da esplorare e verificare!

martedì 20 marzo 2012

INCONTRO


stanotte nel nostro sogno
non serviranno verbi
solo nomi di cose
semplici e lisce

e quello che ci diremo
sarà leggero

frasi smosse
da un aratro

il capo basso
a piantare semi
(g.i)

RIFLESSIONI SULLA POESIA


Harold Bloom (1930)

Stasera, alla vigilia della Giornata Mondiale della Poesia, vi invito a riflettere sulle parole di Harold Bloom . Lo conoscete? E' il critico letterario più temuto dai premi Nobel della letteratura (Doris Lessing, Le Cleziò e Dario Fo le sue vittime più recenti).
Il suo libro "L'arte di leggere la poesia" ha un titolo suggestivo. Promette risposte a domande impossibili che di solito lasciano buchi nel cervello, come morsi di topo in una mela.
A dire il vero io non l'ho trovato così illuminante. Mi colpisce in particolare la domanda che apre il sesto capitolo: "Cosa rende una poesia migliore di un'altra?" Me lo chiedo tutte le volte che "i giurati" di un premio decretano i vincitori. Anche quando sono io ad essere tra i premiati mi chiedo sempre come abbiano fatto a scegliere. Io non ne sarei capace. Allora mi metto a studiare, per capire quali siano i consigli di uno dei critici più temuti.
Il concetto chiave sembra essere quello dell' "inevitabilità". Tenterò di spiegarlo in pochissime parole, sintetizzando un concetto interessante ma sfuggente.
Secondo Bloom , che cita anche Pseudo Longino, la grande poesia possiede un'inevitabilità di enunciazione: inevitabilità è dunque espressione che non si può evitare, che deve essere.
:(
In altre parole, intendo, se leggiamo una poesia e ogni parola ci sembrerà inevitabile (e quindi necessari) siamo di fronte ad un capolavoro.
Facile...

GIORNATA MONDIALE DELLA POESIA

Giornata mondiale della poesia 2011

La Giornata Mondiale della Poesia è stata istituita dalla XXX Sessione della Conferenza Generale UNESCO nel 1999 e celebrata per la prima volta il 21 marzo seguente. La data, che segna anche il primo giorno di primavera, riconosce all’espressione poetica un ruolo privilegiato nella promozione del dialogo e della comprensione interculturali, della diversità linguistica e culturale, della comunicazione e della pace.
L’UNESCO negli anni ha voluto dedicare la giornata all’incontro tra le diverse forme della creatività, affrontando le sfide che la comunicazione e la cultura attraversano in questi anni. Tra le diverse forme di espressione, infatti, ogni società umana guarda all’antichissimo statuto dell’arte poetica come ad un luogo fondante della memoria, base di tutte le altre forme della creatività letteraria ed artistica.
La Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO celebra l’edizione 2011 della Giornata della Poesia, in collaborazione con il Premio Letterario Internazionale Mondello sostenuto dalla Fondazione Banco di Sicilia, con un evento inaugurale dal tema Destini della poesia:cultura letteraria della memoria e incontro di diversità culturali in sintonia con le indicazioni dell’UNESCO.

Prof. Giovanni Puglisi
Presidente della Commissione Nazionale
Italiana per l’UNESCO

In questa sezione sono raccolte le manifestazioni organizzate nel quadro della giornata mondiale della poesia promosse dalla Commissione Nazionale Italiana per l'UNESCO.

Carovana dei versi (Roma - Varese)
Recital di poesie (Cornedo Vicentino)
Reading di poesia e musica (Santa Teresa Gallura)
Programma radiofonico (Corigliano Calabro )
Maratona Po.Etica (Bari Aula Magna -Palazzo Ateneo)

lunedì 19 marzo 2012

L'ORA DEL PANE

Lo sapete che preparo il pane ogni due giorni? E' diventato un rito, mi riconcilia con il mondo. Il forno è ancora caldo. Stasera il pane è stato sfornato alle 20:30. Di solito faccio molto più tardi, ma oggi c'era l'energia buona di un fine settimana trascorso con persone vere. E la gioia si consuma piano, soprattutto quando è autentica.

L'odore del pane è, ne sono convinta, terapeutico. Consola e piano piano riscalda. A volte sazia pure. Il pane sprigiona la sua forza e dà un'anima alla stanza (forse addirittura al condominio). Stasera mentre scrivo ne sento il calore accanto a me, sono più forte e oso sperare.

Cosa sperano stasera i miei amici di letture? Tu per esempio, che sei finito a leggermi per caso, cosa pensi di me, tu che mi hai appena incontrato? Lo avverti il profumo del pane? Ne senti l'aroma e l'amore? A casa mia -nella cucina dove queste parole lievitano- questa è l'ora del pane, dei primi sogni dei bambini, dei gatti che si mettono a giocare sotto i tavoli, della lavastoviglia che toglie i peccati del mondo, di mio marito che sogna la baia di Dublino, la bicicletta rossa Mimì e il suo mare.
E' l'ora che mi viene a cercare con tutti i suoi racconti silenziosi, m'implora di non cedere al sonno, di non accendere il televisore. Mi chiede di adottare una sua storia, me ne lascia una in fasce accanto alla porta della cucina, un' orfanella addormentata che all'improvviso si sveglia e ride.

E' l'ora che io indosso come un pigiama comodo, me la metto addosso e cerco di conoscerla. Perché ogni sera è diversa. A volte ha una voce sottile e ride. A volte singhiozza.

Vorrei potervi ridire tutto quello che sono riuscita a vedere oggi. E' una ragnatela quasi trasparente quella che ho visto e tiene insieme ogni piccolo particolare della scena.

Mentre facevo la mia corsa al tramonto, ho visto il cielo appoggiarsi alla spalla di un vecchio, il viso contro al finestrino di un autobus: sono diventati una cosa sola, ma per un istante soltanto e soltanto per me.

Solo a quest'ora tutto riesce a tornare unito. Perfino il vetro dei bicchieri è di nuovo duttile e malleabile. Non sa contenere che il sogno dell'acqua.

Penso, a quest'ora, a tutti gli incipit dei libri che ho letto. Li metto in fila come tante porte di mondi dove sono entrata, dove mi sono stupita, innamorata, emozionata. Qualcuno ha scritto che si è vecchi quando davanti a noi resta una sola, terribile porta.

Questa è l'ora che s'infila sotto l'ultima porta e alla cieca l'esplora. Rinuncio alla consolazione di un libro per scriverne uno. E' il profumo del pane che mi aiuta a tornare.



Se io facessi il fornaio

vorrei cuocere il pane

così grande da sfamare

tutta, tutta la gente

che non ha da mangiare.

Un pane più grande del sole,

dorato, profumato

come le viole.

Un pane così

verrebbero a mangiarlo

dall’India e dal Chilì

i poveri, i bambini,

i vecchietti e gli uccellini.

Sarà una data da studiare a memoria:

Un giorno senza fame!

Il più bel giorno di tutta la storia.

( G. Rodari )

domenica 18 marzo 2012

ROMA & CORTOONS

Garbatella. Un nome che evoca quartieri popolari, odori di fritti e voci di bambini per strada. Ed è proprio quello che vi ho trovato.
E poi ho trovato il sorriso di Julia e i pensieri di Simone Massi in un incontro che aveva il tepore della primavera che sta per arrivare dopo un lungo inverno.
Stasera infatti ho incontrato Simone Massi e Julia Gromskaya a Roma per il festival dei film d'animazione Cortoons (vedi sotto il video da La Repubblica.it).
Speravamo di incontrarci e allora ci abbiamo provato. In un bar di fronte al Palladium, per quasi un'ora che è invece sembrata un minuto. Mentre parlavamo nelle mani di Simone, per noi (me, Alan e i bambini) un libro: Roma di Edmondo De Amicis. Simone parlava e disegnava, con la naturalezza dell'acqua che va giù da una nuvola.
Io avevo con me il bellissimo libro Poesia Bianca in cui Simone ha raccontato la sue storia. Anche su quello ci sono ora gli occhi del bimbo de La memoria dei cani, appena nati sulla pagina bianca.
Il libro di De Amicis invece, dedicato a Roma, ha le illustrazioni di Simone, e tante storie. Eccolo questo prezioso libro è ora sul tavolo della mia cucina, bello come un piccolo sole, con una dedica e l'inconfondibile disegno- il bambino che insegue i sogni di Simone.
Momento raro quello che ci fa finalmente incontrare, dopo che a farlo sono state le nostre parole.
Grazie Simone e Julia. :)


Roma

Lo scritto che De Amicis dedicò a Roma fu pubblicato per la prima volta nel libro "Ricordi" del 1870-71 per la casa editrice fiorentina Barbèra (1872). Nel 1898, l'editore Niccolò Giannotta di Catania propose a De Amicis di ripubblicare le pagine sulla città insieme a quelle da lui scritte su Torino e Firenze, in un piccolo volume con il quale fu inaugurata la collana "Biblioteca popolare contemporanea": il libro uscì con il titolo "Le tre capitali". Fu poi ancora riedito nel 1911 dai Fratelli Treves con una nota introduttiva di Dino Mantovani, critico letterario del quotidiano torinese La Stampa. Illustrazioni di Simone Massi, tra i più importanti autori italiani di cinema d'animazione.


lunedì 12 marzo 2012

I "LIKE" FACEBOOK: FACCIA A FACCIA CON FACEBOOK


Lo uso poco lo uso male lo uso ma non ne abuso. Lo uso senza fuso orario e infatti scrivo all'amico che vive in culo al mondo buonanotte e si sente il gallo in cima alla torre dove entra e scompare la mia frase banale.
Facebook c'è chi lo odia e chi lo ama c'è chi crede sia la mela del peccato e chi il serpente che ha ingannato Adamo c'è chi crede che su facebook ci siano veri amici e chi cerca amici veri sui divani circondati da fumo di sigari cubani.
Di facebook mi fa paura il silenzio. Paura di fiumi senza suono che corrono e si rompono in rivoli in pensieri vene tagliate desideri. Una banca rapinata. Sono i riquadri piccole cassette di sicurezza aperte senza chiavi. Tutto si prende e tutto si perde. Tutto brilla e poi scompare.
Di facebook mi turbano le malattie che alimenta e induce. Schizofrenia agorafobia timore di tornare intero e di incontrare faccia a faccia il Like di ieri sera salito in ascensore voltato però di spalle neanche un cenno a quanto aveva letto e cliccato Like neanche un segno del prelievo fatto dalla cassetta di sicurezza della banca dell'amicizia. Nessuna parola. Faccia a faccia in ascensore con chi guarda il mio profilo tutte le sere e ora non ha voglia e coraggio di guardarmi negli occhi proprio ora che siamo solo faccia a faccia e non di profilo.
Facebook un gigantesco bucato universale migliaia di chilometri di facce panni stesi sulle corde della rete ad asciugare. Si resta ogni giorno più nudi più soli tutti noi faccelibro dalle pagine strappate. Il mio solo rifugio è nella casa bianca del blog. Qui mi soccorre nuovo post e qui non resto mai solo un secondo. Qui mi dimentico la faccia e sogno di scrivere solo il libro. Qui come tra le pareti solide di una casa i miei pensieri sanno che altri più sfortunati sono rimasti impigliati a fili sottilissimi di amici mai incontrati a tante minuscole mani e a tanti minuscoli pollici in su. Like.

IL COLOMBIANO, UN RACCONTO AUTOBIOGRAFICO

Alfonso Prota


Antonello Ricci
Oggi 12 marzo esce
IL COLOMBIANO
in versione audio scaricabile da:

www.bandadelracconto.bandcamp.com

www.subterralabel.com

IL COLOMBIANO
Il Colombiano. Di adozioni & altre biologie
, di Antonello Ricci (Davide Ghaleb Editore, Vetralla 2011 -www.ghaleb.it/colombiano/01.htm) è una fiaba d’amore. Una storia di padri e figli. Un racconto autobiografico: l’adozione da parte dell’autore, nel maggio 2004, del suo secondo figlio, Juanco (Juan José).
Il Colombiano
è un elogio del seme bastardo. Un nudo inno alla bellezza della vita.
Il Colombiano
è pure fantasia horror, dichiarazione d’amore a Medellìn, città «funesta e aerea» che i Colombiani stessi considerano la Napoli di Colombia.
Il Colombiano
è un racconto in versi illustrato da Lorenzo Ricci.
A differenza dei precedenti lavori portati in scena dalla Banda del Racconto,
Il Colombiano è anche e soprattutto un concerto-reading. Con Alfonso Prota in cabina di regia. E la musica dei MYLIAC che asseconda e innerva tutta la performance, dal dolce avvio serale al suo compimento notturno e visionario, quasi spiritico.
Anche per Prota, andrà detto,
Il Colombiano si configura come faccenda di padri e figli: nel quadro quarto infatti, il regista si ritrova al leggio fianco a fianco con suo padre Vincenzo, a leggere un impasto di ispano-napoletano che lo riporta alle più intime e remote radici partenopee della sua famiglia (www.retididedalus.it/Archivi/2011/ottobre/TEATRICA/2_concerto.pdf).
Il Colombiano è scritto, suonato e raccontato da la
Banda del Racconto & MYLIAC: Alfonso Prota Matteo Ronchetti Stefano Frateiacci Antonello Ricci Domenico Coletta Edoardo Mantelli Michela Benedetti Pietro Benedetti Olindo Cicchetti Sara Grimaldi Vincenzo Prota. Testi di Antonello Ricci. Musiche di MYLIAC. Registrato e mixato da Matteo Ronchetti e Stefano Frateiacci tra dicembre 2011 e febbraio 2012. Prodotto da Davide Ghaleb Editore & SubTerra.

Banda del Racconto
La
Banda del Racconto è associazione culturale dal 2011 (con sede a Viterbo) ma lavora da anni sul territorio: spettacoli teatrali, libri e graphic novel, passeggiate-racconto, reading-concerti. La Banda agisce di preferenza nei territori di Viterbo e della Tuscia, della Maremma tosco-laziale, della Campagna Romana. Incursioni anche nella Capitale. Il progetto Banca del Racconto (una delle attività più importanti della Banda) insiste sul territorio e i suoi paesaggi a partire dai patrimoni narrativi locali. L’obiettivo è restituire alle comunità coinvolti i patrimoni orali raccolti con l’interesse di un buon tasso di fruibilità collettiva e sociale dei saperi comuni e popolari. Il profilo artistico-scientifico del progetto è curato da Alfonso Prota (pianificatore territoriale, performer, illustratore), Antonello Ricci (regista, scrittore e studioso) e Marco D’Aureli(antropologo) (www.bandadelracconto.it). Dal 2009 la Banda collabora con l'editore Davide Ghaleb di Vetralla (www.ghaleb.it).

MYLIAC
MYLIAC
è attivo dal 2009. È un progetto musicale che si muove tra ambient, guitar drone e sonorizzazioni. Nasce come “laboratorio” di suoni, field-recording, elettronica, loop e si sviluppa seguendo “canovacci” generati da suggestioni condivise, lasciando ampio spazio all'improvvisazione. Matteo Ronchetti e Stefano Frateiacci partono miscelando l'immaginario post-rock ed elettronico con colori ambient, drone e noise. Alfonso Prota aggiunge in un secondo momento una robusta base percussiva e una pletora di stimoli di natura letteraria e performativa. Iniziano le collaborazioni con Antonello Ricci e la Banda del Racconto, nascono reading-concerti (da Per odio e per amore di Maria Jatosti, da Lutto in famiglia di Carlo Vincenti) e lo spettacolo teatrale Il Colombiano, dove si innestano inediti sapori sudamericani. La più recente esperienza è la produzione di colonne sonore per due documentari di Francesco Galli: Santino e La misura fa il soldo. Il taglio del bosco nel viterbese (myliac.bandcamp.com ).

SubTerra
SubTerra Label
è un'etichetta di musica indipendente con base a Vetralla. Nota per essere una delle prime realtà italiane a rilasciare gratuitamente sul web i propri dischi, secondo le modalità del copyleft, è stata fondata dal collettivo mutante post-rock La Guerra delle Formiche e dal terrigno punkautore, nonché calzolaio di Vetralla, conosciuto come il Tedesko. (www.subterralabel.com; www.repubblica.it/tecnologia/2011/04/06/news/pirateria_musicale_stime_false-14489149/)


domenica 11 marzo 2012

UNA FORMICA DI NOME GRETA



Sotto il tavolo
lo sapeva anche la sedia

per tutto l'inverno
lo vedeva anche il forno

viveva notte e giorno
una formica di nome

Greta

anche stasera a cena
la solita mollichina

mi ha detto parto
vado in giardino

è nato il prato
perfino un fiore

è andata via
senza rumore

a me ha spezzato
un poco il cuore.
(g.i.)

sabato 10 marzo 2012

100 STORIE PER QUANDO E' TROPPO TARDI

ECCOLO! Lo sapete Amici di Letture che parlo solo dei libri che leggo e che mi interessano. Ve lo consiglio perché è una bomba, le storie sono davvero bellissime (e poi chi mi conosce può cercare di scoprire quale sia la mia! )

100 storie per quando è troppo tardi



AutoreA cura della Scuola Holden
PrezzoE 10,00
Paginep. 128
Data di pubblicazione7 marzo 2012
EditoreFeltrinelli
CollanaSave the Parents


Con racconti di Andrea Camilleri, Stefano Benni, Cristiano Cavina, Lella Costa, Sandro Veronesi, Davide Longo e altri.

Prefazione di Alessandro Baricco


Consultate questo libro e scoprite la collaudata efficacia di quelle che chiameremo Storie per quando è troppo tardi. L’idea di fondo è semplice: il vostro bambino vuole la storia? Dategliela. Ma corta. Lui vince e voi non perdete. Tutti contenti.

Storie e altri mezzi di soccorso per mettere in salvo genitori sprovveduti che pensavano che crescere un figlio fosse tutto sommato una passeggiata.
Save the Parents è una collana di libri che potrebbero sembrare manuali e invece sono storie, e viceversa.
Save the Parents è un progetto della Scuola Holden.

Storie brevi e brevissime d'autore. Gli scrittori sono citati ma a nessuno è attribuita direttamente la paternità della storia raccontata. Indovinate. Quando il bambino è finalmente a letto e l'ora è "indecente" (per lui e per voi), non è il momento di discutere. Avete poco tempo. Ma avete anche queste cento storie di servizio. Raccontatele. Decisi. Veloci. Una certa sensazione di fretta nella voce non guasta. Alla fine è bene chiudere subito la luce, dar la buonanotte e andarsene. Funziona? Il consiglio è "Provateci".


Storie per papà e mamme confusi
Salvate i genitori (con un libro)
Storie tascabili per genitori in cerca della giusta contromossa. Storie per tutti i genitori, ma soprattutto per «quelli confusi e privi di carattere» consiglia ironico Alessandro Baricco «gente che da anni, ogni sera, sostiene una durissima partita». Quella dell’è ora di andare a letto. Un’operazione che sulla carta si risolve in 10 minuti, nella schematica sequenza composta da infilare il pigiama, lavare mani-faccia-denti e dormire. Ma che nella pratica conosce infiniti intoppi, dal Gormita che di colpo non si trova più al bisogno di bere (ancora). Per vincere questa “guerra” serve una strategia. Letteraria, visto che nasce dalla fantasia di un gruppo di genitori-scrittori.
La strategia si chiama “Save the Parents” ed è una nuova collana, firmata da Scuola Holden e Feltrinelli, pensata per mamme e papà in difficoltà. Domani saranno in libreria i primi due volumetti, “100 storie per quando è troppo tardi” (128 pagine, 10 euro), con racconti d’autore brevi e brevissimi per far addormentare i propri figli, e “66 mostri, fate, eroi, miti, mode e altre complicazioni (inevitabili se avete figli under 12)” (96 pagine, 10 euro), un dizionario adulto-bambino alla scoperta dei personaggi preferiti dei più piccoli, da Goku a Ben 10. Per ogni eroe un mini racconto. «È un libro usa e getta, di pura utilità» spiega Marta Trucco, curatrice della collana insieme a Lucia Moisio «così come i due che seguiranno, “Ogni maledetta domenica” e “Manicomio giardinetti”». Sono raccolte di racconti per trovare idee «quando le idee sono finite e i figli stanno per metterci nel sacco» sorride Trucco «senza però prendersi troppo sul serio e annoiarsi ricorrendo a un manuale di puericultura o simili».
È la “rivincita” degli scrittori nei confronti degli specialisti. «Una guida» spiegano dalla scuola Holden, fondata da Baricco a Torino nel 1994 «per genitori imperfetti, sprovveduti e disorientati come noi». «L’idea è stata proprio di Baricco, che ha due figli di 12 e 6 anni e si riconosce assolutamente in questa categoria» aggiunge Trucco. Oltre al suo racconto, che pubblichiamo qui a fianco, in “100 storie per quando è troppo tardi” ci sono anche, tra gli altri, Stefano Benni, Andrea Camilleri, Cristiano Cavina, Lella Costa, Sandro Veronesi e Davide Longo.
«Mia figlia ha 8 anni e ormai le storie me le legge lei» spiega divertito Longo, 40 anni, insegnante, regista e autore di “L’uomo verticale” e “Ballata di un amore italiano” «ma l’idea di Baricco mi divertiva e allora eccomi nelle 100 storie. Al di là di quello che ognuno di noi racconta» aggiunge «l’importante è leggere ai bambini, che, soprattutto di questi tempi, sono sovraeccitati tutto il giorno e la sera hanno bisogno di uno stimolo quieto, di rallentare fino ad addormentarsi».
I bambini pretendono la storia della buonanotte, i genitori, distrutti dalla giornata, vorrebbero risparmiarsela ma non possono. In questi casi, racconta Baricco con ironia nella prefazione, «avete tre strade. 1. Dire la classica frase: “No, è troppo tardi”. Ma loro capiscono di aver perso, e lì scoppia il casino. 2. Ritrovare una certa dignità e dire in modo secco: “Niente storia, papà è troppo stanco”. Ottimo sistema per sentirsi uno schifo. 3. Consultare questo libro. Vuole la storia? Dategliela. Ma corta. Lui vince e voi non perdete. Tutti contenti”.
Già, perché ognuno dei cento racconti - la cui paternità non è specificata perché i nomi sono raccolti tutti alla fine - si legge in 20-30 secondi, non supera la pagina. E va raccontata d’un fiato, consigliano divertiti dalla scuola di scrittura Holden, con «una certa sensazione di fretta». L’idea di fondo è che i bimbi hanno il diritto di essere capiti - ecco l’identikit dei 66 mostri per non cadere dalle nuvole quando ne parlano -, portati in giro la domenica - di qui le 37 idee per non farsi dare dei noiosi - e coccolati prima del sonno. Ma anche i genitori hanno dei diritti: quello di non morire di stanchezza e di divertirsi. Basta una storia? «Lo so che non ci credete» chiude la sua prefazione Baricco. Ma «provate».
Elisabetta Pagani (Il Secolo XIX, 6.3.2012)



Last modified Wednesday, March, 07, 2012


ROMA PER ROMA


Presentazione al pubblico dell’antologia Roma per Roma e mostra delle fotografie pubblicate all’interno del volume. A cura di Simona Mastropaolo


Autori finalisti:

anastasià anna aleksandrova, barbara amoroso, enrica arditi, francesca attiani, gian mario bachetti, sabrina balbinetti, maurizio ballerini, patrizia berlicchi, renato bernardone, maria cristina biasoli, angelo brasi, lorenzo carbone, patrizia ceccarelli, iunio marcello clementi, antonio contoli, valeria corsi, silvia de angelis, antonio del santo, alessandra durante, marco fazio, alessia ferraroni, alessandra giannitelli, aldo giordanino, gianluca giuliani,giovanna iorio, enrico mancini, roberto marzano, massimiliano mirri, adelmo monachese, tiziana monari, azzurra pacces, maria paolocà, andrea pastore, giorgia pierotti, filippo pirro, davide potente, claudio rampin, federica ribis, ennio rossi, rita sacchetti, franca sicari, alessandra spadoni, massimo supino, ilaria tassini, angela maria tiberi

STUPORE


Non mi sono sorpresa
a vedere la rosa fiorire
nel vaso dimenticato

non mi sono sorpresa
quando una sola candela
ha scaldato la stanza

non mi sono sorpresa
a sentire la voce
dell'acqua nella teiera

le sue goccioline
mi accarezzavano il viso
e il palato

non mi sono sorpresa
quando la sera
si è fermata sulla soglia

aveva il viso arrossato di una bambina
come se la corsa del sole
dietro alle case
avesse lasciato una traccia
sulle sue guance

prima di entrare
nel buio

sei tu che mi hai parlato per primo
dello stupore

sei tu che mi hai insegnato a restare
muta davanti alle cose

un attimo prima che la luce
le accenda per noi.

LA MAPPA DELLE STORIE INVISIBILI: Roma, Fontana delle tartarughe

Stasera una storia invisibile è apparsa alla Fontana delle tartarughe... buon ascolto, se passate di là. E, a proposito, salutatemi Serafina...