L'ULTIMO TRAMONTO DI UN GIOVANE POETA


Un ritratto di Antonio D'Alessio dal blog Farapoesia


Poesie da La sede dell'estro di Antonio D'Alessio, Edizioni G.C. "F. Guarini"
[27 febbraio 1976-9 settembre 2008]


"COSA
FACCIO
CON I
PIEDI
PER
TERRA"

***
Mi ritrovo da solo nei miei
stretti pantaloni
cercando un
mondo di gente
diversa
(da quella che...)

***
Sono stanco,
sono stanco come
un bambino dopo aver fatto
i primi passi,
sono stanco di questo
tratto di vita e attimo
giornaliero di riflessione;
la mia stanchezza
passava tra le gambe di
una donna e
l'amore che ho donato
è stato lungo
cammino pieno d'esperienza.
Adesso ho i piedi
e il cuore che mi fanno
male.

***
Alla vita sorriderò sempre
anche se non per tutto;
ma non so se sorriderò alla
mia morte

***
L'ultimo tramonto
Mi sveltisco nei momenti
mi presto a godere;
inizio a scrivere
Qui è tutto,
tutto, e com'è;
è quotidiano.
Scruto, e
sono in volo,
cerco e è lì:
è andato,
e via, vado.

***





Alle radici del tramonto

Leggendo le Poesie Ritrovate di Antonio D’Alessio

una pagina di Emilia Dente



E’ una esperienza meravigliosa il canto roco e dolce di Antonio .

E’ l’inabissarsi profondo nel Sé personale e nel Sé collettivo dell’essere che, ancorato al sogno

dell’orizzonte, tenta faticosamente di alzarsi in volo.

Nelle spigolose pieghe dei versi fluidi si riflette il Poeta e nel prisma ombrato delle parole si delinea la sagoma del “Guerriero/ (che) è sempre pronto a combattere/ Questa guerra quotidiana”, fermamente consapevole che “si muore senz’anima /…./ nello spirito di chi/ non inizia a combattere/ con se”… Antonio questa guerra interiore non esita ad affrontarla e, pur non negando mai il timore, l’amarezza e la fatica del cammino, assetato di verità, attraversa se stesso, in uno sforzo introspettivo che lo induce a scavare, scrutare, osservare, leggere, comprendere, esternare sul retro di una pagina sgualcita le proprie emozioni e infine disvelare le radici dell’essere per poter gemmare novellamente nei vicoli della scrittura poetica. Luminoso ed evanescente un verso sostiene sottilmente la trama di questa seconda raccolta poetica , un sussurro lirico che diviene principio e termine ultimo dell’esistenza autentica e dell’autentico cammino “…sei lì che reclami la mia assenza: /dove credi che sia ;/ nel concepimento della mia presenza”…il concepimento della presenza… folgorante ed immensa l’architettura concettuale e semantica del pensiero , potentemente audace il respiro infinito che racchiude, ancestrale bisogno di vita e conoscenza dell’essere a cui non basta “essere creato”, ma che anela a “crearsi”, a generare il Sé misterioso che si agita nella carne e nella mente, l’Io oscuro e vero che smania nelle strette vesti che forzatamente indossa - … non aspetto altro che svestirmi…rivelava il Poeta all’inizio del cammino lirico…- .. Nella “ consapevolezza dell’incompletezza”, nel disincanto e nella incongruenza dei “pezzi di pasol/ che non hanno incastri/ perché non sono sempre gli stessi, Antonio combatte la sua guerra interiore, la lotta che, per lui “s’evolve da una vita” e segna, nelle righe di un foglio riflesso, le linee tortuose che si aggrovigliano intorno all’esistenza.

Ha il volto della Verità, la poesia di Antonio, e nel coraggio degli occhi azzurro mare sempre limpidi e sempre aperti affondano le radici del tramonto dove la speranza di continuità è un pasto quotidiano e il Poeta, con i pugni stretti, scrive la Vita .


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