LA MIA POESIA

Ernst Ludwig Kirchner, Ragazza con gatto


la mia poesia
l'ho lasciata

in cucina
tra i gatti

a leccare un piatto
a giocare con un pezzo
di lego

la mia poesia
non mi vuole seguire
in salotto

dice che sotto
il tavolo è

a casa.
(g.i.)



Commenti

  1. Se ci fosse una strada, per partire o arrivare. Se “partire” fosse solo “morire”. Se nel bel mezzo del cammino ci si ritrovasse in una selva oscura. Se si soffocasse, potendo, senza respirare. Se il respiro stesso non fosse un “su” e “giù” del petto, ma solo un trattenersi, un rigonfiare, un cedere le armi. Se l'inconscio esistesse di giorno e la notte fosse per la tranquillità degli occhi che non vedono di notte. Se ci si mangiasse lo stomaco per salire troppo in alto e salendo la nausea fosse a dismisura asfissiata in gola. Se ci fosse qualcuno. Qualcuno. Almeno uno. Almeno. Per camminare insieme, per parlare insieme, per giocare insieme. Se non si fosse soli, così soli. Se non si fosse i soli a morire in questa città. Se ci fosse qualcuno, uno almeno, almeno un altro. Per avere meno paura. Per avere paura insieme.
    ( E. L. Kirchner )

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