BESTEMMIA

" Di che cosa è stato poeta Pasolini? Del corpo vivo che non si sa rassegnare all'estrema unzione di tutte le istituzioni, fino alle culturali e linguistiche, perché c'è qualcosa che fonda e precede la stessa cultura: il rapporto prelinguistico e mistico con le cose. "Gettare il proprio corpo nella lotta" sta allora per "gettare il proprio corpo nel linguaggio". E' questo il vero scandalo, la pietra di eresia che fa uscire dalla rilettura dell'opera di Pasolini, al di là della stucchevole rappresentazione di "poesia civile" che gran parte della critica le ha assegnato con un convincimento opposto: si tratta della poesia meno "civile" che sia data nel Novecento, perché meno compromessa con qualsiasi mediazione mondana."
Da "Il manifesto" del 10/2/1994.Pasolini, un corpo chiamato linguaggio di Gianni D'Elia

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