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Visualizzazione dei post da Febbraio, 2012

CESARE DEVE MORIRE

Nella sezione di Alta Sicurezza del carcere di Rebibbia il regista Fabio Cavalli prova il “Giulio Cesare” di Shakespeare: come attori ci sono i detenuti, dei quali alcuni segnati dal “fine pena mai”. Quotidianamente, nelle celle, nei cubicoli dell’ora d’aria, nei bracci del penitenziario, il film documenta le cadenze oscure delle giornate dei reclusi e di come, attraverso prove che sempre più li coinvolgono nel profondo, s’innerva di forza e di vita la pagina del grande testo shakespeariano, fino al successo della messa in scena, davanti ad un pubblico, nella sala teatrale di Rebibbia. Il nuovo film dei fratelli Taviani.


LA MIA POESIA

Ernst Ludwig Kirchner, Ragazza con gatto

la mia poesia l'ho lasciata
in cucina tra i gatti
a leccare un piatto a giocare con un pezzo di lego
la mia poesia non mi vuole seguire in salotto
dice che sotto il tavolo è
a casa. (g.i.)


L'ULTIMO TRAMONTO DI UN GIOVANE POETA

Un ritratto di Antonio D'Alessio dal blog Farapoesia

Poesie da La sede dell'estro di Antonio D'Alessio, Edizioni G.C. "F. Guarini" [27 febbraio 1976-9 settembre 2008]

"COSA FACCIO CON I PIEDI PER TERRA"
*** Mi ritrovo da solo nei miei stretti pantaloni cercando un mondo di gente diversa (da quella che...)
*** Sono stanco, sono stanco come un bambino dopo aver fatto i primi passi, sono stanco di questo tratto di vita e attimo giornaliero di riflessione; la mia stanchezza passava tra le gambe di una donna e l'amore che ho donato è stato lungo cammino pieno d'esperienza. Adesso ho i piedi e il cuore che mi fanno male.
*** Alla vita sorriderò sempre anche se non per tutto; ma non so se sorriderò alla mia morte
*** L'ultimo tramonto Mi sveltisco nei momenti mi presto a godere; inizio a scrivere Qui è tutto,

DA QUESTO LATO DELLA STANZA

the girl with horizontal blinds - Lower East Side, Sun 6:0040x50" - digital print on watercolor paper - edition 4 Da questo lato della stanza è tutto diverso. Mi sono venuta a sedere qui come un gatto di casa a guardare la stanza dall’altro lato. Succede che dopo anni di abitudini ci si fermi sempre negli stessi angoli delle stanze. E’ come camminare su linee tracciate in una mappa conosciuta. Perdersi non è più previsto. Allora finire da questo lato della stanza è come un’avventura per me. Da qui si possono vedere le finestre dei vicini, la ragazza dietro tende orizzontali e un pezzo di cielo color latta. Da qui si sentono rumori di acqua che corre nei tubi e di voci perdute nell’androne. Da questo lato della stanza penso cose diverse. Penso di poter pensare cose diverse. E allora accade. E’ facile, più facile di quanto pensassi. Basta venire da questo lato della stanza. Il tavolo qui è più largo, il legno ha il calore di un corpo vivente. Anche la luce, che arriva dalla lampad…

DOMENICA

a taste of my own medicine - South Street Seaport, Fri 1:06 AM 40x50" - digital print on watercolor paper - edition 4 Yasmine Chatila


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LA CREATIVITA'

"La creatività? Basta allenarsi"
Il talento non è indispensabileSecondo la Obscure Features Hypothesis (OFH) di McCaffrey, non esistono cervelli poco creativi ma solo poco allenati. È quindi possibile, con esercizi ad hoc e sviluppando alcune tecniche, arginare e superare gli ostacoli che impediscono alla mente di produrre idee innovativedi SARA FICOCELLI
NON BASTAVANO i 15 minuti di notorietà di cui parlava Andy Warhol. Secondo lo psicologo cognitivo Anthony McCaffrey tutti, prima o poi, avremo anche il nostro portentoso momento di creatività. Che di minuti ne duri cinque, quindici o due non importa, quel che conta è che produca risultati interessanti almeno quanto la teoria dello studioso della University of Massachusetts Amherst, secondo cui l'"aha moment", il momento in cui il cervello produce un'idea geniale, non è prerogativa di pochi talentuosi ma realtà accessibile a tutti. Al prezzo di un minimo di studio e sacrificio, ovviamente.

Secondo la Obscure F…

LA STORIA

La stanza rossa, Matisse

goccia di vino rossosulla tovaglia
rivoluzione d'ottobre in cucina. (g.i.)

POESIA DEL VOLO

Volare di Chagall
Vivere senza lasciare impronte
passi invisibili su dune d'aria
sperare sempre in un paio d'ali. (g.i.)


DIALOGHI SU SCIENZA E SOCIETA'

La Società, oggi, è un sistema complicato, molto più di quanto non fosse anche solo un secolo fa. Complicato, o complesso, nel senso che già la realtà statica, lo status quo, è un insieme di una miriade di dati oggettivi, spesso non completamente noti ed in ogni caso di difficile interpretazione. Ma ancora più difficile è il problema della realtà dinamica, di come si evolve il mondo, inteso come un insieme interconnesso dello spazio a nostra disposizione (la terra), della biosfera e dell’umanità tutta. Umanità che a sua volta è un sistema interlacciato di gruppi di paesi “benestanti” ad alta densità tecnologica, di gruppi emergenti, e di centinaia di milioni di individui al limite della sopravvivenza. E la caratteristica dell’estrema velocità con cui oramai avvengono molti dei processi economici, sociali, scientifici che ci coinvolgono rende ancora più critica l’individuazione delle azioni da intraprendere di fronte ad emergenze presenti o previste. In questo panorama diventa fondam…

POESIA DEL CIELO

Opera di Anna Lia Spagnolli

Oggi il cielo è un letto
rifatto dal vento disteso e puro
non solo bianco c'è un po' di tutto
oggi il cielo non è un tetto
sembra più un sentiero tra boschi bianchi
lenzuola impigliate a rami d'aria.
(g.i.)


Questa poesia è dedicata a Leonardo e Daniela, amanti del cielo.


SENZA POESIA

questa poesia non la vuole nessuno non serve a nessuno non parla a nessuno
questa poesia è un urlo in una bottiglia galleggia e non la sente nessuno

di questa poesia non ha bisogno chi non ha un lavoro
con questa poesia non ci paga l'affitto chi ha perso tutto
poesia bagnata da lacrime finte, parole arrugginite che non muovono niente che non dicono niente che se ne stanno mute
al di qua del muro al di qua del mare su un binario morto
parole in fila sulle rotaie non sfiorano non si curano di noi
eppure si mettono in viaggio verso luoghi distanti portano questa luce e l'odore di questo mare in un pomeriggio d'inverno altrove

sulla pagina hai infilato vento mare tepore di una guancia
ma di quella ragazza nuda sulla strada d'asfalto non c'è traccia
eppure l'hai vista andando al mare
ti ha sorriso ma tu hai preferito il cielo e l'albero e il mare
dovevi fermarti convincerla a seguirti perché non sa che farsene delle tue parole in fila lei che non ti crede lei che pensa che tu sia come lei di tutti trann…

IL BAR DEI RAMINGHI

gatti dal blog http://robyoramazone.blogspot.com/ Il bar dei raminghi il racconto è momentaneamente non disponibile.

BESTEMMIA

"Di che cosa è stato poeta Pasolini? Del corpo vivo che non si sa rassegnare all'estrema unzione di tutte le istituzioni, fino alle culturali e linguistiche, perché c'è qualcosa che fonda e precede la stessa cultura: il rapporto prelinguistico e mistico con le cose. "Gettare il proprio corpo nella lotta" sta allora per "gettare il proprio corpo nel linguaggio". E' questo il vero scandalo, la pietra di eresia che fa uscire dalla rilettura dell'opera di Pasolini, al di là della stucchevole rappresentazione di "poesia civile" che gran parte della critica le ha assegnato con un convincimento opposto: si tratta della poesia meno "civile" che sia data nel Novecento, perché meno compromessa con qualsiasi mediazione mondana." Da "Il manifesto" del 10/2/1994.Pasolini, un corpo chiamato linguaggiodi Gianni D'Elia

POETA DELLA CENERE

Anselm Kiefer, I tuoi capelli di cenere, Sulamith (1981).
Io non ricordo nulla
non ricordo e niente è più falso di un ricordo
non ricordo chi mi tagliò i capelli né la sua mano grande né la mia testa molle
non ricordo il gatto rosso miagolò e non mi riconobbe
non ricordo il tavolo le sue gambe storte di vecchia seduta a gambe aperte
non ricordo il braciere l'odore di bruciato delle pantofole di mia nonna
non ricordo le sue parole forse mi diceva di smettere di sollevare la coperta di lana come il suo scialle
non ricordo nulla solo
la cenere il fuoco sotto.

POESIA MUTA

(Nudo Blu P. Picasso) Oggi
non ho imparato nientenon ho amato nessuno non ho scritto una parola non ho versato una lacrima non ho sprecato un sorriso non ho aperto una scatola non ho parlato a nessuno
oggi non ho vissuto. (g.i.)

DOPO LA NEVE

GHIACCIO- bassorilievo in gesso su legno - colore acrilico reflex 120 x 60 x 4 cm Opera originale modellata e dipinta a mano da Cristian Corti



Dopo la neve
cielo bianchissimo
tavolo apparecchiato per uomini e santi
e ora sediamoci tutti quanti intorno al cielo
a raccontare.
(g.i.)

LA FABBRICA DEL FANGO

Domani un pezzo di cielo sarà sciolto
una pozzanghera in più fa comodo a molti.
(g.i.)

L'ORA INCASTRATA

un'ora incastratatra le lancette
tempo di troppo non scorre non corre
forse percorre una salita (g.i.)


RELATIVITA' DOMESTICA

chi cucina chi scrive e chi mangia...domenica e tempi dilatati...buona notte (foto di alan b. torta dei bimbi gatta della sottoscritta e biscotti di tutti!!)

IL SILENZIO DELLA NEVE

IL SILENZIO DELLA NEVEOra vi racconto perché non parlo.Non parlo perché me ne sto qui a guardare dalla finestra il giorno bianchissimo e il paesaggio lunare. Io sono la neve, non parlo. Sono donna che scende a fiocchi lenti e larghi, mani bianche che impastano il pane, mani bianche che lavano, mani di madre che non si lamenta.Io cado , mi sciolgo e mi rialzo. Non vado fuori a misurare spalare tagliare condannare. Io rimango dentro dove c’è il bucato da lavare e il pranzo da inventare e il marito da consolare e il figlio da accudire. Io sono la neve. Vi racconto perché non parlo sui giornali, perché nessuno mi chiede di sciogliermi al sole, perché nessuno vuole che io diventi acqua fredda e tagliente, che se ne va fuori ad inondare di parole gelide il paese.Io ho guardato dalla mia finestra il cielo. Era un cielo antico e ho fatto la mia preghiera. E poi ho cambiato le lenzuola al letto. Fuori qualcuno parlava di andare a spalare la neve. Poi ho preparato il pane. Fuori qualcuno parl…

POESIA DELLA NEVE SULL'ALBERO

Che aspettiva’ alla finestraalzati scrivi risorgifuori parla la neveogni fiocco una pietraogni parola una pietraneve che ricopre le case neve che rimargina paesiparole per guarire feriteche non amano la lucedel sole.Apri la finestra e segui l’albero anticoregge sulle spalle curveil peso del mondoda semprenon piange non supplica non maledicela nevese la scrolla di dossoa poco a pococome montagna che crollaall’ora giusta.(g.i.)

POESIA DELLA NEVE COL CIUFFO

Cincia dal ciuffo

nel campo innevato
smarrito come un calzino canta l' uccellino col ciuffo

non sa niente di previsioni
non sa niente del tempo

conosce solo i segni
della bufera
i rami spezzati i nidi caduti la finestra gelata il ricamo sulla ringhiera
le impronte di uccelli pesanti

che vanno a cercare
legna.
(g.i.)

NEVE IN IRPINIA

Foto Franco Arminio "Irpinia d'Oriente"


dove sono le impronte
dei giganti?

della luce
il suono tagliente?

dov'è la voce
della gente?

aspetta sotto la coltre
di neve il risveglio

s'annuncia con un cadere lieve
di briciole sparse
agli uccelli
(g.i.)

NEVE AL BAR

Una foto di Fabio Vincenti (Viterbo)


seduta in silenziocome una donna distratta la neve in mezzo alla piazza
al tavolo bianco del bar

è scesa a consolare la fontana pazza
da anni la notte singhiozza
stanotte vestita di bianco va in sposa
all'inverno.
(g.i)

FIORI DI MALVA

FIORI DI MALVARicordo un’ombraquasi biancanonostante il tramontononostante il giorno cadessea pezzi sull’asfalto.E ricordo una vocescheggia di vetro sotto il palatoil sapore del sangue e la linguache si ferisce sulle parole.Ricordo i cani randagivagare nel paese spaccatoschizzi d'urina che segnano i muridietro le erbacce ritornano i vecchi colori.E ricordo senza ricordarecome un’indovina senza paroleappoggiandomi al muro violaal ricordo di un odore:mia nonna Incoronatasalvava fiori di malva dai cani e dalla strada. (g.i.)a Incoronata - mia nonna (10 febbraio 1907-19 agosto 2006)