UNA POESIA INEDITA DI BORGES

Proprio qualche giorno fa riflettevo su quello che accade ai versi smarriti, alle poesie che non approdano su nulla di duraturo e si perdono per sempre. Per celebrare quei versi ho riletto insieme a voi Marina Cvetaeva che ai suoi versi immaturi dedica una poesia bellissima (la trovate qui)
Immersa in queste riflessioni domenica mi imbatto in una poesia inedita di Jorge Luis Borges, appena ritrovata
e rimasta inedita sino a oggi. Il libro che ha fatto da supporto alla composizione è l´ultima pagina del quarto volume del libro del teologo Christian Walch sulle eresie e le lotte religiose dopo la Riforma (1773, undici volumi) comprata dallo scrittore durante il soggiorno europeo. Su La Repubblica l'articolo di Maurizio Ferraris, su Borges. Il giornalista a proposito dell'inedito scrive: "La poesia data 11 dicembre 1923, poco prima della partenza dall´Europa, e sembra contenere ironicamente il giovane Borges, che si lascia andare ai sentimenti, il Borges maturo, poco incline a esprimerli, ma appassionato di eretici, catari e guerre di religione, e soprattutto il Borges che ci ha raccontato come i libri nascano da altri libri, e l´immediatezza sia il frutto della mediazione".

Eccola per voi e subito dopo un video con una sua poesia molto famosa. Buone letture!


la speranza
come un corpo di ragazza
ancora misterioso e tacito
ancora non amato di amore
e una chitarra che appassionatamente muore e con sollievo
dolorosa risorge
e il cielo sta vivendo un plenilunio
con il rimorso e la vergogna della
insoddisfatta speranza e di non essere felici



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