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PASTA BY DESIGN



Le forme della pasta sempre più ispirate a matematica e scienza. Lo spiega un libro che ne elenca 92 tipi. E c'è persino chi studia lo spaghetto perfetto

di KENNETH CHANG


MOLTI di coloro che amano la pasta ne apprezzano il gusto o - se cotta a puntino - la consistenza. Di fronte a un piatto fumante di questa pietanza, Sander Huisman era invece solito domandarsi quale sarebbe stata l'equazione matematica più adatta a descriverne le forme sinuose. Huisman, che studia fisica presso l'Università di Twente, nei Paesi Bassi, trascorre la maggior parte del proprio tempo alle prese con Mathematica: un programma capace di risolvere dei complessi problemi matematici, di cui rappresenta la soluzione tramite delle graziose immagini. "Gioco molto con Mathematica - e un giorno, mentre mangiavo della pasta, mi è venuto da domandarmi quanto sarebbe stato facile ricreare quelle forme con il programma del computer".

Quella sera stessa, dopo cena, Huisman riuscì a risalire alla manciata di operazioni con cui il codice di Mathematica avrebbe potuto generare una decina di tipi di pasta, tra cui i gemelli, che aveva appena mangiato, dall'aspetto di doppia elica. "Nella maggior parte dei casi, erano forme facili da ricreare", ricorda. Una di queste immagini è finita anche sul suo blog, e Huisman si riprometteva di aggiungerne presto altre, a scadenza regolare. Una sorta di "La pasta del mese", in chiave matematica. L'idea però gli passò del tutto di mente, sino a quando qualcuno gli domandò le formule alla base di altri tipi pasta, che Huisman ottenne e aggiunse al proprio blog.

Huisman, che studia la dinamica dei fluidi, non è però il solo a lasciarsi ispirare, matematicamente parlando, dalla pasta. Diversi anni fa Christopher Tiee, che all'epoca lavorava come assistente di calcolo vettoriale presso l'Università della California a San Diego, preparò per i suoi studenti un test a sorpresa in cui si chiedeva di collegare ciascuna forma di pasta all'equazione corrispondente. Nel frattempo a Londra Marco Guarnieri e George L. Legendre, due architetti, avevano avuto a loro volta un'intuizione analoga, sopraggiunta anche in questo caso di fronte a un piatto di pasta (spaghetti aglio e olio, preparati da Guarnieri).

Legendre in seguito si spinse molto oltre, e tradusse l'idea originale in un libro di 208 pagine intitolato "Pasta by design", uscito lo scorso settembre per la casa editrice britannica Thames & Hudson, specializzata in libri d'arte. L'opera elenca 92 tipi di pasta, che lui suddivide in base a una sorta di albero genealogico che ne traccia l'evoluzione. Ciascun tipo è accompagnato da un'equazione matematica, un'immagine stuzzicante e un paragrafo di consigli a carattere culinario. "Quello della pasta è un universo speculare in cui tutto è flessuoso e cedevole", spiega. Legendre ha persino inventato un nuovo tipo di pasta - gli ioli - una sorta di spirale avvitata su se stessa, come un nastro di Möbius tubiforme, a cui ha voluto dare il nome di sua figlia. "Mi piaceva l'idea di dedicarle un nuovo tipo di pasta". Per realizzare gli ioli però ci vorranno probabilmente dei mesi: Legendre sta cercando di produrre i primi cinquanta chili, ma la forma si sta rivelando difficile da realizzare.
(©The New York Times - La Repubblica. Traduzione Marzia Porta)

(11 gennaio 2012)


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