I LIBRI INVISIBILI NEL CUORE DI ROMA

La "casa" dei "Libri invisibili" a Roma


A volte l'invisibile è migliore del visibile (mi vien di commentare!)... Ho letto con piacere di questa iniziativa, qui a Roma, di alcuni editori coraggiosi. Ecco la notizia dalla rete.

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Un'associazione libreria nel cuore del Pigneto. Si chiama "Libri invisibili" e nasce dall'impegno di tre realtà provenienti dal mondo dell'associazionismo e dell'editoria: Cemea del mezzogiorno, Asinitas e Orecchio Acerbo. La pre inaugurazione il 16 dicembre alle 18 in via di Fortebraccio, 1/a. Un segnale forte in tempi in cui la lista delle librerie indipendenti che chiudono si allunga sempre più: Bibli a Trastevere, Flexi a Monti, Croce in centro storico, per citarne alcune.

GLI INVISIBILI - La nuova scommessa nasce proprio dall'esigenza di dare spazio alle case editrici il cui accesso alle grandi librerie di catena è di solito precluso. O, al massimo, concesso, salvo poi nascondere i libri negli scaffali, a vantaggio di best seller e titoli delle grandi realtà editoriali. Per ora tra i "libri invisibili" ci saranno quelli di Else - Edizioni Libri Serigrafici, Orecchio Acerbo, Contrasto, Le Edizioni dell'asino, Gli Asini e Lo straniero. A cui si aggiungeranno, a breve, i titoli di Sinnos, Coconinopress, Edizioni du Dromaidaire e Pulcino e Elefante.

UN LABORATORIO INTERCULTURALE - Dietro tutto questo c'è la storia di un gruppo di realtà (Cemea del mezzogiorno, Asinitas e Orecchio Acerbo) che hanno dato vita nell'ottobre del 2010 a un laboratorio serigrafico interculturale. Partito come corso professionale finanziato dalla Provincia, Else dà oggi lavoro a 10 persone tra cui italiani, bengalesi, tunisini, palestinesi e indiani. All'attivo due titoli: "Radici" ed "Erano come due notti", ma anche manufatti come sciarpe e quaderni, tutte cose che verranno esposte e vendute nella libreria.

LIBRI "FATTI A MANO" - Dal progetto iniziale si è poi pensato di allargare ad altri soggetti ed è nata "Libri invisibili". Uno spazio comune dove fare incontrare bambini e genitori, giovani e adulti, italiani e stranieri, artisti e illustratori, fotografi e scrittori. "Quello che ci sta a cuore - spiega Claudio Tosi del Cemea - è anche il recupero dell'artigianalità. I nostri libri sono fatti a mano qui a Roma, potremmo parlare di una libreria a Km 0". Ma non solo. L'attenzione è rivolta anche a "rinforzare la cultura dei paesi della fascia mediterranea", spiega ancora Tosi.

AUTOSOSTENTAMENTO - Nessun finanziamento pubblico. Per mandarla avanti sono state pensate forme di auto sostentamento, come la cena che è stata organizzata per venerdì, nel dopo inaugurazione. "Poi resteremo aperti fino a Natale - dice Tosi - quando chiuderemo per fare i lavori di ristrutturazione e riaprire a febbraio". Il brindisi avverrà, quindi, a cantiere aperto e sarà anche l'occasione per presentare la mostra di Orecchio Acerbo "10 anni, 100 titoli". Il tutto accompagnato dagli interventi musicali dei "Pezzi di ricambio".

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