Passa ai contenuti principali

CON UN LIBRO SALVIAMO GHALEB EDITORE


Pubblico il comunicato dell'editore viterbese Davide Ghaleb (nella foto) nella speranza di indurre gli Amici di Letture a comprare un solo libro per una giustissima causa: salvare la casa editrice Ghaleb. Si tratta di una piccola realtà che rischia di scomparire. Solo un gesto simbolico ed estremamente importante come l'acquisto di un libro subito potrebbe salvare il coraggioso lavoro dell'editore Ghaleb.

Quando muore una persona restano le sue parole e i suoi libri. Quando muore una casa editrice migliaia di voci si spengono per sempre. Vi trascrivo il comunicato stampa diffuso in queste ore da Davide Ghaleb e vi invito a sfogliare il catalogo alla ricerca del vostro libro da salvare.

La crisi economica può servire a creare la solidarietà; ecco davanti a noi un'occasione per mostrare la forza delle nostre idee. Non parlo di bontà, parlo di interessi comuni, persone che credono nel bisogno di unire le voci e gridare insieme i propri diritti. Non tirerò anch'io in ballo gli stipendi dei parlamentari ma credo che un editore che ha lottato per pubblicare libri e diffondere la cultura non possa e non debba chiudere proprio ora.

Grazie di cuore!



DA Tuscia Web

"Adesso è proprio finita: la casa editrice Davide Ghaleb di Vetralla chiude i battenti.

In questi ultimi anni si è evidenziata un’incessante carenza di risorse economiche verso la cultura e, di conseguenza, verso le attività che svolgono un impiego in questo settore. Ciò ha fatto sì che anche questa realtà viterbese, una delle poche esistenti nella provincia, giungesse a una crisi irreversibile.

La casa editrice Ghaleb, attraverso un’attenta, professionale e valida produzione editoriale, ha portato alla luce oltre un centinaio di pubblicazioni (alcune di livello internazionale), tre testate giornalistiche locali, un portale culturale, ha organizzato concerti, mostre e numerose altre iniziative, tutte ancora documentate sul sito web della casa editrice stessa.

Questo lavoro culturale è stato realizzato, insieme alla collaborazione scientifica del Museo della città e del territorio nelle persone di Enrico Guidoni ed Elisabetta De Minicis, soprattutto per allargare i confini della conoscenza e sensibilizzare l’opinione pubblica a una maggior attenzione verso il patrimonio storico-artistico e ambientale. Nonostante queste preziose collaborazioni, si è arrivati alla parola fine. È mancata soprattutto una maggior attenzione da parte delle amministrazioni locali e degli enti pubblici. Tranne rare eccezioni, non hanno mai collaborato attivamente, spendendo le esigue risorse soprattutto per sagre e cene. Attività che rendono, sicuramente di più, in termini di visibilità, di presenza di pubblico e di ritorno economico.

Altro neo, purtroppo anch’esso evidente, è stato l’inesistente lavoro dei distributori e il quasi inutile lavoro delle librerie, quelle poche che ancora sopravvivono sono costrette a sottostare al gioco dei grandi distributori.

Dunque, l’immensa fatica portata avanti in questi anni andrà perduta per sempre. La casa editrice ha ancora un magazzino libri, con migliaia di pubblicazioni che, se non vendute, andranno al macero.

La cultura andrebbe tutelata e salvata a ogni costo, perché è di primaria importanza per l’evoluzione della società.

La sorte della casa editrice sta a cuore a molti. Un’attività che è riuscita sempre e a testa alta a mantenere la propria indipendenza di scelte editoriali, un’occasione per giovani e meno giovani di veder coronato il proprio ideale di lasciare un segno nel tempo pubblicando le proprie storie, le proprie ricerche scientifiche, le proprie composizioni artistiche.

Una casa editrice è una risorsa per tutti gli abitanti di un territorio. Non si tratta soltanto di un’impresa privata, e di questo Ghaleb ha dato più volte prova, non puntando al mero arricchimento personale. Si tratta piuttosto di un bene pubblico.

Se acquistassimo tutti un solo libro direttamente presso la sede dalla casa editrice o attraverso il suo sito, entro la prima metà di gennaio, forse potremmo permettere all’editore di aprire di nuovo uno spaccato nel futuro. E’ un impegno accessibile a tutti, un gesto semplice ma dalla grossa carica simbolica e non solo. Un modo per dire “Anch’io sono parte della casa editrice”.

Il tempo è estremamente ristretto, dato che l’attività è di fatto in chiusura alla data del 31 dicembre. Non nascondiamo l’incoraggiamento per questa iniziativa che viene dai nostri amici. Ringraziamo tutti per questo gesto che ci fa sentire meno soli."

Casa editrice Davide Ghaleb

Commenti

Post popolari in questo blog

ELOGIO DELL'INTELLIGENZA DELL'UOMO

Elogio della scrittura

Ma sopra tutte le invenzioni stupende,
qual eminenza di mente fu quella
di colui che s’immaginò di trovar modo
di comunicare i suoi più reconditi pensieri
a qualsivoglia altra persona, benché distante
per lunghissimo intervallo di luogo e di tempo?
Parlare con quelli che sono nell'Indie,
parlare a quelli che non sono ancora nati né saranno se non di qua a mille e dieci mila anni?
E con quale facilità, con i vari accozzamenti
di venti caratteruzzi sopra una carta. Sia questo il sigillo di tutte le invenzioni umane e la chiusa de' nostri ragionamenti di questo giorno (...)


Galileo Galilei, Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo Tolemaico e Copernicano
Firenze (I giornata, 130)

PASOLINI E IL MARE: TERRACINA, UN RACCONTO INEDITO

Pasolini e Callas in Africa


Terracina
Un racconto inedito
di Pier Paolo Pasolini Nella spiaggia c'era più movimento, ma il mare era sempre immobile, morto.
Si vedevano delle vele arancione al largo, e molti mosconi che si incrociavano vicino alla spiaggia. Lucià avrebbe avuto fantasia di prendersi un moscone, e andar al largo: però era solo, e non era buono a remare. Andò sul molo tutto smantellato e ancora pieno di squarci, nuotando nei punti dove gli squarci interrompevano, finchè giunse in pizzo, sulla piccola rotonda. Si distese sulla pietra con la testa che sporgeva dall'orlo sul mare.
Verde, trasparente e tiepida, l'acqua si gonfiava e si sgonfiava tra le colonne del molo, ora pesante come un blocco di marmo, ora lieve come l'aria. Benché fosse alta già due o tre metri non c'era granello di sabbia che non si potesse distinguere dall'alto della rotonda: ed era una sabbia morbida e pulita , un tappeto meraviglioso per chi potesse vivere sotto acqua. Ogni …

O LENTE LENTE CURRITE NOCTIS EQUI

Ultimo giorno di luglio, ultimo giorno dedicato alla lentezza. Maancora una volta lentezza e velocità sembrano fondersi in un binomio affascinante, proprio come nelle riflessioni di ieri.
Stranamente riscopro, nelle ultime disperate parole di Dr. Faust che cerca inutilmente di fermare il tempo, l'ossimoro della vita: una corsa lenta verso la notte.
Nel Doctor Faust di Christopher Marlowe (1564-1593) apprendiamo che il patto con Lucifero ha dato a Faust la conoscenza ma la sua anima dovrà cadere nelle mani del diavolo e l'ora tanto temuta sta per arrivare:

Ah Faust ,Ora non ti resta che una misera ora da vivere,
E poi dovrai essere dannato in eterno.
Fermatevi, voi sempre rotanti Sfere celesti,
Che il Tempo s'arresti, e la mezzanotte non arrivi mai.
Occhio gentile della natura, risorgi e rendi
Il giorno infinito: o fa che quest'ora sia
Un anno, un mese, una settimana, un giorno normale,
Che Faust possa pentirsi e salvare la sua anima.
O lente, lente currite noctis equi.

L&#…