SULLA POESIA DI TOMAS TRANSTROMER


Illustration by Clifford Harper/agraphia.co.uk

Lo sguardo sembra essere un elemento potente e suggestivo della poesia di Tomas Tranströmer. Vi propongo ancora due poesie del poeta premio Nobel 2011- mie (e dunque imperfette) le traduzioni dall'inglese (pensate se avessi provato a tradurre dallo svedese quanta imperfezione si sarebbe aggiunta all'arduo compito di tradurre!).
La prima "I ricordi mi guardano" è la poesia con la quale hanno aperto la lezione annuale per celebrare il conferimento del Nobel all'ottantenne poeta svedese. Parla dei ricordi e del loro ritorno inaspettato all'alba.
La seconda "Lo sguardo dell'inverno" è tratta dalla raccolta New Collected Poems by Tomas Tranströmer, translated by Robin Fulton, Bloodaxe Books, 2011.

Il segretario dell'Accademia svedese Peter Englund che rivolgendosi al poeta dice: “Caro Tomas, è impossibile sentirsi insignificanti dopo aver letto la tua poesia" ricorda così il compito della poesia: rendere tutti "significanti".
Che il 2012 celebri il ritorno della poesia nelle vite di ciascuno.

"I ricordi mi guardano"

Una mattina di giugno, troppo presto per svegliarsi
troppo tardi per riaddormentarsi.
Devo uscire- il fogliame è denso
di ricordi, mi seguono con lo sguardo.
Non riesco a distinguerli, si fondono completamente
allo sfondo, veri camaleonti.
Sono così vicini che posso sentirne il respiro
sebbene il canto degli uccelli sia assordante.


"Lo sguardo dell'inverno" da New Collected Poems by Tomas Tranströmer

Mi appoggio come una scala e col viso
raggiungo il secondo piano di un albero di ciliegie.
Sono dentro la campana di colori, risuona di raggi di sole.
Divoro le bacche rosso scuro più veloce di quattro gazze.
All'improvviso, dopo questo inizio festoso e assolato, si scurisce:
Un gelo improvviso, venuto da lontano, mi scova.
L'istante scolora e rimane
la ferita di una scure sul tronco.

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