POESIA DAL SILENZIO

Tomas Transtromer, Premio Nobel per la letteratura 2011

Un evento importante è quando la poesia vince il premio più prestigioso per la letteratura. Importante perché la poesia se ne sta sempre sugli ultimi scaffali, lontana dalla folla, lontana dalle mani avide di storie.
Faccio un giro in una delle mie librerie preferite e cerco, con l'aiuto della commessa, Tomas Transtromer. E' lui il vincitore del Premio Nobel per la letteratura del 2011. Nato a Stoccolma nel 1931, psicologo, ha pubblicato sinora 12 brevi raccolte di poesie.
Dopo attenta ricerca troviamo una sola copia del suo unico libro tradotto in italiano "Poesia dal silenzio", edito dall'infaticabile Crocetti e tradotto da una splendida voce femminile Maria Crisitna Lombardi di cui non so (ancora) nulla.
La copertina è un po' rovinata (in alto e al centro) - c'è la traccia di una lotta - un diverbio?- con parole più arroganti in una scatola al buio. Mi faranno lo sconto. Un euro in meno, 17 euro anziché 18. Lo compro e fuori comincia la pioggia. La busta trasparente lo protegge un po' dalla luce grigia di Roma, luce impastata alla pioggia di foglie d'autunno. Felice mi rifugio in un bar con un tè alla menta. Apro, spalanco, le pagine e intravedo case fredde, luci fioche, temporali lontani. Il cuore del nord. Il poeta giunto fino a me è un uomo solitario che scrive di creature profonde e luccicanti. Lo bevo, il tè si raffredda. Parole talmente grandi da spazzare via tutto il resto dal mondo. Leggo "Sei inverni", li vivo, li sento, si gelano le dita delle mani e i piedi.
"Il ghiaccio pende giù dall'orlo del tetto.\Pezzi di ghiaccio:gotico capovolto.\Mandria astratta,mammelle di vetro."
Mi allontano, mi rifugio in una casa blu. Quanto somiglia alle case in cui ho vissuto: "la mia casa dalle pareti azzurrine. (...) Il legno è impregnato quattro volte di gioia e tre volte di dolore".
Lo accarezzo quel legno lontano, ne sento il dolore. Entro in "un labirinto tardo autunnale" e mi perdo nel "rumore di battiti" di una foresta incantata, viva e pulsante.
Lo amo. Questo piccolo libro bianco e sciupato, scovato con il cuore in gola in una libreria del centro. Lo amo. E allora ve lo consiglio. Si legge come leggereste un testamento. Con il cuore spezzato.

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