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LETTERE DI DIO ALL'UMANITA'


Franco Arminio è un poeta irpino. Un aggettivo a volte aungusto per un grande poeta che ha varcato i confini delle montagne irsute e taglienti della sua terra con parole ardite.
Al Teatro India di Roma il 6 dicembre e fino al 9 approda un suo testo in uno spettacolo di danza, musiche e parole ideato da Gloria Pomardi.
E allora subito mi metto all'opera. Ho due biglietti. Ci andrò l'8 dicembre alle 18:00. Devo ancora trovare una babysitter, non so bene come mi organizzerò, ma sono già li', come un grammofono in attesa di musica.
Franco Arminio indossa sempre una sciarpa nella mia memoria. Ci siamo incontrati oltre le montagne, nei nostri rifugi caldi e operosi d'Irpinia. Parlare di poesia come se non esistesse nient'altro al mondo. La marea di poeti che giunge da lontano in piccoli paesi dimenticati e gravidi di parole. Nostalgia dei giorni in cui erompeva la forza di un inquietante mondo sotterraneo. Il cuore del dolore avvolto in parole di cristallo. Ho messo tutto quello che potevo in scatole di cartone e sono andata via. Franco Arminio è restato a guardare, a vagare, a tastare il polso ai sassi. Franco Arminio è un poeta della risacca: recupera gusci vuoti, ci infila storie come un archeologo tra le rovine. Tornerò a parlarvi di lui dopo lo spettacolo. Franco Arminio al teatro India a Roma.

È Irpinia
cadono gli alberi
senza incontrarsi
.
(da La pioggia Caudata, Franco Arminio)

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