LA BAMBINA NEL POZZO



La bambina nel pozzo

La notte che al posto della luna vidi un buco avevo cinque anni. Mia madre piangeva. Pensai ad un ladro e chiusi la finestra prima di dormire. C’era solo il vetro a proteggermi dal buio e il cielo era nero.
Mio padre dov’era? Chi aveva preso la luna? Quando sarebbe tornata? Anche mio fratello scrutava quello squarcio nel cielo. Non parlò per giorni. Poi disse, è un buco nero. E’ come un pozzo quando ingoia un sasso. La luna c’è ma non si vede. Papà c’è ma non si vede.
Non capivo. La luna era diventata un sasso? Il cielo era diventato un pozzo? E cosa era diventato nostro padre? E dov’ era andato? E la mamma? Anche lei sarebbe sparita? E noi? Restavo impigliata ai punti interrogativi come un gatto ai rami storti del melo. Quanto silenzio in casa. E fuori un cielo senza luna, come un letto mezzo vuoto.
Trascorsero i giorni, come gatti neri. Poi una notte mi alzai e andai in giardino. Volevo gettare un sasso nel pozzo per vedere come si forma un buco nero. Il prato era un sipario di velluto sotto i piedi. Lo attraversai sentendo la soffice carezza della notte. Accanto al pozzo il buio si fece liquido come inchiostro. Avvertivo solo il freddo dei sassi umidi che mio padre aveva raccolto in riva al fiume. Quando avevano messo le pietre intorno al pozzo mio padre aveva la mia età e un amico solo, il cane Astolfo. I sassi del pozzo conservavano il tepore delle sue mani e l’odore di una bella avventura.
Poi un giorno il pozzo era stato chiuso. Il vecchio Astolfo c'era caduto dentro e mio padre aveva pianto per un anno intero. Il coperchio era la porta scorticata di una vecchia stalla. La superficie argentata e appiccicosa sembrava impregnata di vernici magiche: color notte di plenilunio e alba di brina. Scostandola vidi un bagliore, un lampo lontano, intermittente e regolare, come una lucciola che muore.

E fu così che quella notte scoprii il nascondiglio della luna. Se ne stava in un angolo remoto sul fondo del nostro pozzo. Era piccola e lontana. Sembrava triste, spaventata. Le dissi di non temere- non l’avrei detto a nessuno. Non capita spesso di scoprire la luna nel pozzo del proprio giardino. Credetemi, una cosa del genere ti cambia la vita. Io che avevo paura di tutto divenni coraggiosa. Decisi di scendere rischiando di rompermi il collo e lo feci con la carrucola arrugginita e l’aiuto di Geremia, il cavallo.
La luna è tornata all’alba. Una sottilissima falce luminosa tra veli rosa. Quando ero sul fondo del pozzo ho visto mio padre. Giocava con il suo cane Astolfo accanto al fiume. Era felice.
(g.i.)

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