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Visualizzazione dei post da Dicembre, 2011

AUGURI ROMA, AUGURI AMICI DI LETTURE

Palazzo di Giustizia "Palazzaccio", Roma foto di G. Iorio
Cambiamo lo sfondo del blog e voltiamo pagina. Ci lasciamo alle spalle il cielo stellato e i suoi misteri, i buchi neri, le galassie, i lontanissimi soli che riscaldano sconosciuti pianeti. E luminosa appare un'immagine di Roma. In questi anni di scritture sul blog ho imparato a raccontarvi la "mia" città. Dopo anni mi sono finalmente innamorata di Roma, della sua bocca larga e chiassosa, delle sue infinite contraddizioni, delle sue meraviglie sempre pronte a consolare, del suo sole eterno sulle eterne pietre, dei suoi fiumi di macchine prevedibili tutte le volte che vanno al mare e in montagna, dei suoi inaspettati singhiozzi quando il dolore incalza nelle piazze enormi.Roma, dove sono nati i miei figli e dove la mattina i fumi di gas di scarico e i caffé aiutano ad andare avanti, o meglio a correre avanti. Ma cosa c'è "avanti"? Ce lo chiediamo tutti in questi momenti di incertezza, mentre …

I LIBRI MIGLIORI DEL 2011 SECONDO LA REPUBBLICA

I libri migliori del 2011 secondo La Repubblica.

Correte... a leggere di chi si tratta!
:)

INCIPIT PER IL NUOVO ANNO

Il Natale è passato silenzioso come un gabbiano grigio sulla città. E ora aspettiamo l'ultimo giorno di questo anno lungo e tortuoso, il faticoso 2011.
LDovrei cercare di fare un bilancio ma quest'anno credo che lascerò perdere e parlerò dei libri che aspetteranno con me le prime ore del 2012.
Prima di tutto Abraham Yehoshua, La scena rubata (Einaudi 2011). Yehoshua è lo scrittore che voglio avere accanto a me, sul comodino, per salutare il nuovo anno. Il calore che emanano le sue storie mi terrà al riparo dal freddo invernale.
Poi Murakami Haruki, 1Q84 (Einaudi 2011) l'ultima fatica del mio scrittore idolo, perché scrive come se fosse l'unica cosa per cui valga la pena vivere, e poi perché corre ogni giorno dal momento che per scrivere occorre avere un corpo ben allenato.
L'altro libro è il bestseller di Nicolas Barreau, Gli ingredienti segreti dell'amore (Feltrinelli, 2011) perché è uno scrittore venuto dal nulla, e racconta una storia magica, fatta di strane coi…

UN RICORDO DI SCUOLA

Da un articolo sui ricordi di scuola di Tomas Transtormer (La Repubblica novembre 2011)

"Cominciai le elementari alla scuola popolare Katarina Norra, dove ebbi per maestra R., una signorina nubile e molto curata che cambiava vestito ogni giorno. All’ ultima ora del sabato era solita dare a ogni bambino una caramella, ma per il resto era piuttosto severa, e fioccavano spesso tirate di capelli e sberle, anche se mai a me che ero figlio di una maestra. Il mio compito principale nel primo trimestre fu di starmene zitto e fermo nel mio banco. Sapevo già scrivere e far di conto. Passavo il tempo a ritagliare carte colorate, ma cosa ritagliassi non lo ricordo.

Credo che l’atmosfera fosse abbastanza buona nel primo anno di scuola, ma poi a poco a poco diventò più dura. Quello che faceva perdere la pazienza alla maestra era ogni turbamento dell’ordine, ogni genere di scompiglio. Non si doveva essere irrequieti o rumorosi. E nemmeno deboli. Non si dovevano avere difficoltà inattese nell’impa…

SULLA POESIA DI TOMAS TRANSTROMER

Illustration by Clifford Harper/agraphia.co.uk

Lo sguardo sembra essere un elemento potente e suggestivo della poesia di Tomas Tranströmer. Vi propongo ancora due poesie del poeta premio Nobel 2011- mie (e dunque imperfette) le traduzioni dall'inglese (pensate se avessi provato a tradurre dallo svedese quanta imperfezione si sarebbe aggiunta all'arduo compito di tradurre!).
La prima "I ricordi mi guardano" è la poesia con la quale hanno aperto la lezione annuale per celebrare il conferimento del Nobel all'ottantenne poeta svedese. Parla dei ricordi e del loro ritorno inaspettato all'alba.
La seconda "Lo sguardo dell'inverno" è tratta dalla raccolta New Collected Poems by Tomas Tranströmer, translated by Robin Fulton, Bloodaxe Books, 2011.

Il segretario dell'Accademia svedese Peter Englund che rivolgendosi al poeta dice: “Caro Tomas, è impossibile sentirsi insignificanti dopo aver letto la tua poesia" ricorda così il compito della poes…

LA BAMBINA NEL POZZO

La bambina nel pozzo

La notte che al posto della luna vidi un buco avevo cinque anni. Mia madre piangeva. Pensai ad un ladro e chiusi la finestra prima di dormire. C’era solo il vetro a proteggermi dal buio e il cielo era nero.
Mio padre dov’era? Chi aveva preso la luna? Quando sarebbe tornata? Anche mio fratello scrutava quello squarcio nel cielo. Non parlò per giorni. Poi disse, è un buco nero. E’ come un pozzo quando ingoia un sasso. La luna c’è ma non si vede. Papà c’è ma non si vede.
Non capivo. La luna era diventata un sasso? Il cielo era diventato un pozzo? E cosa era diventato nostro padre? E dov’ era andato? E la mamma? Anche lei sarebbe sparita? E noi? Restavo impigliata ai punti interrogativi come un gatto ai rami storti del melo. Quanto silenzio in casa. E fuori un cielo senza luna, come un letto mezzo vuoto.
Trascorsero i giorni, come gatti neri. Poi una notte mi alzai e andai in giardino. Volevo gettare un sasso nel pozzo per vedere come …

INSIDE KABUL- INSIEME CALPESTIAMO LA GUERRA

"Inside Kabul" è un evento che si terrà il 14 dicembre al Drugstore Gallery in Via Portuense, 317 a Roma. L'evento è al contempo presentazione del libro fotografico di Danilo Marino, anteprima del documentario "Inside Kabul" e Campagna "Calpesta la Guerra". Un evento coraggioso e magico, per annientare la guerra con la magia di un tappeto volante.
In collaborazione con l' Accademia della Lettura dell'Associazione Donne di Carta e GB EditoriA.
Dalla prima di copertina:
L’obiettivo permette spesso inopinate proiezioni nel tempo: così Danilo Marino ha scattato, e poi nel suo studio rivisto, carcasse di carri armati coperte di polvere, abitate da torme di bambini, come fossero monumenti dimenticati in una piazza di periferia.Ha trovato un abito a fiori appeso ai suoi ricordi di viaggiatore. Ha ripercorso il mercato e i giardini di Babur, dove gli uomini si rifugiano all’ombra di uno straccio appeso a un filo. Ha ricordato, uno per uno, i nomi dei …

DONNA FONTANA

Carlo Vincenti [1946-1978]

A goccia a gocciaripeteva una storiasotto il muretto tortosotto il sole cortosotto il mio sguardo assortol’albero vicino azzittivacon tutti i suoi uccelli con tutti i suoi frutti maturipronti a cadere al suolodiceva qualcosa di stranouna storia simile a un nastro di seta liscia liscia scorrevasulla lingua sul visosenza capire bevevosenza dissetarmi vivevo.(g.i.)

DONNA DI CARTA

Carlo Vincenti [1946-1978]

Questa nottenon ho voglia di farmi calpestaresul marciapiedecome un giornale
sono stanca di fermarmisono stanca di passeggiarevoglio essere un sassovoglio andarmi a posare
sul fondo del mare. Che fate sirene, perché non cantate?Prendetevi le gambe e la retedatemi la coda e le squame.
Voglio provarea trascinare un uomo sul fondo nel fuocodove tutto è iniziato. (g.i.)

UNA LETTERA DAL NORD

A tutti coloro che aspettano risposte dedico questo scritto di Tomas Transtromer, premio Nobel per la Letteratura 2011.Risposta a una lettera di Tomas Transtormer.Nel cassetto in basso trovo una lettera arrivata per la prima volta ventisei anni fa. Una lettera scritta nel panico che continua a respirare anche quando arriva per la seconda volta. Una casa ha cinque finestre; da quattro scintilla chiara e immobile la luce del giorno. La quinta finestra guarda un cielo cupo, tuono e tempesta. Sono accanto alla quinta finestra. La lettera. A volte un abisso immenso separa il martedì dal mercoledì, ma ventisei anni possono passare in un istante. Il tempo non è una linea retta, piuttosto un labirinto e se ti premi contro il muro nel punto giusto puoi sentire passi frettolosi e voci, puoi sentire i tuoi passi dall'altra parte. Ha ricevuto una risposta quella lettera? Non lo ricordo, è stato tanto tempo fa. Le innumerevoli soglie del mare hanno continuato a vagare. Il cuore ha continuato …

DONNA ALBA

Carlo Vincenti [1946-1978]
Donna-alba
Prima che ci scovi la luceprima che si spenga il latrato del cane prima che si apra il portone prima che il bambino trovi il seno prima che il pane si raffreddi nella cesta prima che l'acqua scorra nei tubi prima che le finestre sbattano palpebre e tappeti prima che le coperte coprano le impronte dei nostri corpi prima che il sole accenda i rumori
disegnami lingua e sorriso completami il viso
voglio inondare di parole questo giaciglio.
(Giovanna Iorio)
Anche Donna-alba come Donna di lana è ispirata ai disegni ed acquarelli di Carlo Vincenti.

N° 3 LA MANO DI SABBIA

Mano di sabbia, opera di Donatella Baruzzi

MANO NEL DESERTO V’ era in quella distesa di sabbia la linea contorta del tempo: silenziosarugosa solitaria. La vedevo scorrere sotto le dune fino al mare azzurro d’ aria. Cinque dune del deserto:il palmo, le dita, una mano.(g.i.)
Le altre due opere di Donatella Baruzzi, n° 1 Mano Rossa e n° 2 Mano Verde sono nel blog accompagnate dai miei testi. Il catalogo di tutte le opere di Baruzzi con le poesie che le accompagnano sarà presto disponibile.

QUANDO DIO E' UNA DONNA

Teatro India "Red" foto by Alan Bates

Vi consiglio di arrivare al Teatro India di corsa e all'ultimo minuto per vedere "Lettera di dio all'umanità". Una corsa in macchina perché la babysitter arriva in ritardo e dalla Cassia a Trastevere è una cometa natalizia di luci rosse e bianche. Una corsa fino a quando finalmente vediamo il "Teatro India" e - miraggio! - uno spazietto angusto appena sufficiente tra una vettura dell'AMA e un altro spettatore di "Lettera di dio all'umanità" che ha appena parcheggiato. Ci vede e risale in macchina. Ci fa posto, ci stiamo anche noi. Solidarietà tra persone che navigano verso la stessa meta. Tutti di corsa al botteghino - una corsa vera e propria con tanto di sprint finale e fiatone che impedisce di dire "due biglietti per favore" per cui sembra che chiediamo "due etti di un fiore". Finalmente entriamo. Sono le 18:01. Ce l'abbiamo fatta! Teatro India, foto dal web
Vi cons…

DONNA DI LANA

poesia ispirata ai disegni dell'artista Carlo Vincenti [1946-1978]


era una donna di lana

un gomitolo il volto
una bianca sottana

scaldava a ore
con il fuoco negli occhi
e parole di sole

riparava buchi nel cuore
in una stanza gelata
finché la vita ghiacciata

sfilò la sua trama
senza preavviso
una valanga che frana

la donna di lana
è un filo sottile
che non scalda e non ama

un pupazzo di neve
imbevuto di gelo

con la ramazza
uno spazzino pulisce
la piazza.

(g.i)

Leggi ancheDonna-alba

SPOSE VERGINI

Le vergini Rufina e Seconda SPOSE VERGINIsempre brunesempre pallide falci di luna e chiocciole di lumaca intorno all’animasedute sui muretticome sassi assopitiaspettano maritidalla bocca vapore di minestre antichesul viso belletto di polvere e farina offrono intonaco e panesu piatti sfioritientrano in letti profumati d’acqua santa e fiori d’arancio nuotano nel mare di lenzuola agitatein bauli pesantievaporano all’albaal primo rossore del volto del sole di loro non resta che il guscioe la bava.(g.i.)

LETTERE DI DIO ALL'UMANITA'

Franco Arminio è un poeta irpino. Un aggettivo a volte aungusto per un grande poeta che ha varcato i confini delle montagne irsute e taglienti della sua terra con parole ardite. Al Teatro India di Roma il 6 dicembre e fino al 9 approda un suo testo in uno spettacolo di danza, musiche e parole ideato da Gloria Pomardi. E allora subito mi metto all'opera. Ho due biglietti. Ci andrò l'8 dicembre alle 18:00. Devo ancora trovare una babysitter, non so bene come mi organizzerò, ma sono già li', come un grammofono in attesa di musica. Franco Arminio indossa sempre una sciarpa nella mia memoria. Ci siamo incontrati oltre le montagne, nei nostri rifugi caldi e operosi d'Irpinia. Parlare di poesia come se non esistesse nient'altro al mondo. La marea di poeti che giunge da lontano in piccoli paesi dimenticati e gravidi di parole. Nostalgia dei giorni in cui erompeva la forza di un inquietante mondo sotterraneo. Il cuore del dolore avvolto in parole di cristallo. Ho messo tutto q…

POESIA DAL SILENZIO

TomasTranstromer, Premio Nobel per la letteratura 2011

Un evento importante è quando la poesia vince il premio più prestigioso per la letteratura. Importante perché la poesia se ne sta sempre sugli ultimi scaffali, lontana dalla folla, lontana dalle mani avide di storie. Faccio un giro in una delle mie librerie preferite e cerco, con l'aiuto della commessa, Tomas Transtromer. E' lui il vincitore del Premio Nobel per la letteratura del 2011. Nato a Stoccolma nel 1931, psicologo, ha pubblicato sinora 12 brevi raccolte di poesie. Dopo attenta ricerca troviamo una sola copia del suo unico libro tradotto in italiano "Poesia dal silenzio", edito dall'infaticabile Crocetti e tradotto da una splendida voce femminile Maria Crisitna Lombardi di cui non so (ancora) nulla. La copertina è un po' rovinata (in alto e al centro) - c'è la traccia di una lotta - un diverbio?- con parole più arroganti in una scatola al buio. Mi faranno lo sconto. Un euro in meno, 17 euro anzi…

SCRITTURE OSTINATE

Testarda

come un fiore
come un filo d'erba

solleverò l'asfalto
giuro non mollerò

lo giuro al polline matto
che mi soffia
sul cuore

lo giuro alla collina
che mi abbaglia col suo verde
lontano

lo giuro a questa frana
di sogni che corrono
sul fiume di parole

vuote parole nuove.

g.i.



Ai lettori ostinati propongo il libro "Erbacce", un'antologia di racconti che raccoglie alcuni tra i più grandi autori indiani contemporanei: racconta l'India che ancora esiste, che ancora resiste strenuamente alla globalizzazione, l'India di un passato prossimo che convive e sorregge ancora un presente frenetico, ultimo baluardo di un'etica che si frantumerà come i sogni di Shiva. Ma ci parlano anche della trasformazione in atto, di un paese scosso e messo a dura prova dalle profonde contraddizioni tra un passato ancora presente e un presente già proiettato nel futuro; un paese in cui convivono l'ideologia del dharma, che impone all'individuo di fare di sé una persona migliore e i d…