LA MANO ROSSA


Donatella Baruzzi “Mano 27 I" copertina del catalogo Naturarte 2011


LA MANO ROSSA
di Giovanna Iorio

Seguendo per un tratto

i solchi rossi

mi ritrovai altrove

laddove non c'era



voce o silenzio

soltanto cammino perpetuo

di pelle liscia.



Seguendo per un tratto

sentieri lievi

mi ritrovai di fronte

ad un bambino



la mano infilata

nel covo di un serpente velenoso

guardavo con grande stupore

il lupo dimorare insieme all'agnello

il leone cibarsi di paglia



la mano frugare nel buio

la mano tesa verso il mare

la mano aperta sul cuore



e una canna spezzata

che penetra e fora

il sogno.


(g.i.)




Il mio incontro con Donatella Baruzzi è un incontro nel web. Io e Donatella ci incontriamo grazie alle parole e alle immagini. Alle parole del mio blog, e in particolare alle parole di Pier Paolo Pasolini (in particolare il suo racconto inedito Terracina pubblicato nel blog qualche mese fa) e alle immagini che l'artista milanese ha creato per una delle sue istallazioni nella splendida cornice di Sorrento. Da quel momento io e Donatella siamo entrate in contatto. Sembra che si tratti di un "caso di sincronicità junghiana" ossia quando si attivano tutte quelle coincidenze che risvegliano dei bisogni latenti o meno e li soddisfano (cito l'amico junghiano di Donatella, Guglielmo Andrea Costa).

Ecco quello che stiamo preparando: Donatella il catalogo delle sue opere, tutte dedicate alla mano; io la scrittura dei testi per completare quel percorso complesso che è la creazione. Per le poesie ho trovato riferimenti letterari al simbolo della mano. La prima opera\poesia che vi proponiamo è La Mano Rossa. Nella poesia un riferimento al testo del profeta Isaia (Bibbia- Isaia 11:8 Il lattante si trastullerà sul buco dell’aspide, e il divezzato stenderà la mano sul covo del basilisco)

Su questo blog, in anteprima, le opere del catalogo di Donatella Baruzzi e i miei testi. Alla prossima mano!

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Donatella Baruzzi
Nata Milano, fin dai primi anni di vita frequenta lo studio di pittura del padre lì assimila il gusto per la gestualità del fare arte. Ama scoprire le forme che le mani modellano nel dialogo con la materia e sentire la resistenza e il fluire dei movimenti, vedere il susseguirsi delle sensazioni, ascoltarle e ritrovare in esse in una sorta di esperienza alchemica nel rapporto tra materia e psiche.

Diplomata in Decorazione all'Accademia di Brera con la tesi “Lo zen nell’arte occidentale” esplora le influenze che l’estetica estremorientale ha avuto in occidente.

Per un intero decennio ha vissuto il fascino dell’oriente e nei suoi lavori si è riflesso l’influsso di questa esperienza, nel colore delle installazioni che ha realizzato con ricami di soli fiori freschi, nei lavori di grafica e di pittura inerenti alla cultura Indiana.

Nel ’90 volge il suo interesse verso un motivo ramificato per rappresentare le radici e gli alberi della vita, una sorta di labirinto, metafora di un percorso d’individuazione e il confronto con la realtà che più le appartiene, quella occidentale e le prime mostre.

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Le opere per NATURARTE (rassegna annuale sul territorio Lodigiano giunta alla quattordicesima edizione) si inseriscono nelle immagini sulla natura, i soggetti sono ispirati agli ”Orti d’artista” e “Orti di pace” realizzati per ARTE DA MANGIARE&MANGIARE ARTE (Associazione culturale dove gli Artisti indagano le tematiche dell’Ambiente e dell’Alimentazione)
“Orto di pace” è un terreno sia mentale che ambientale, il suo fondamento è il tipo di energia a cui attinge, qui è nato il collegamento con la mano come strumento di energia positiva che può creare orti di pace.
La mano caratterizza il tipo di legame che si sviluppa con gli elementi animati e inanimati, attraverso le mani realizziamo il nostro pensiero, per questo le mani hanno una parte importante nella vita del mondo.

La porta d’artista rimane nella collezione d’arte contemporanea di Nocelle

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