lunedì 26 settembre 2011

IDENTITA'




"(...) Perché io sono un piccolo borghese
e tendo a drammatizzare tutto (...)"
da Pier Paolo Pasolini da "Poeta delle ceneri"

sabato 17 settembre 2011

POESIE PER GUERRIERI E FIORI




AVEVO PROMESSO

di essere me
di essere te
di resistere
di assistere

di combattere

di abbattere

di aspettare

di abbaiare

di mordere

di avanzare

di indietreggiare

di non vacillare

di assaporare

di ritornare


sui miei passi

sui tuoi passi


di non calpestare

di scavare

di recuperare

di salvare

di scrivere

di sistemare

di testimoniare

di affondare

di galleggiare

di assecondare

di accompagnare


avevo promesso

e ho mantenuto



seduta sul mio scudo

aspetto

la ricompensa
il sorriso

la lama fredda

sul mio viso


quando cadrò

sotto il mio scudo


tu

fiore distratto

accenna un saluto
al guerriero caduto.


(g.i)

LE STRADE DELLA POESIA





Un evento denso di significati, Le Strade della poesia, si terrà il prossimo week-end (24 e 25 settembre) a Guardia Lombardi (AV).
Tanti poeti si ritrovano per raccontare il legame antico e profondo con la terra. Più di cento poesie, due giorni fitti di incontri e passeggiate. La terra abbraccia le parole e si riscopre fertile.
Io ci sarò con alcune poesie. Ci vediamo lì?
Per altre info http://www.ilciriaco.it/cultura/news/?news=10241 e
http://farapoesia.blogspot.com/2011/09/le-strade-della-poesia-24-25-set.html






p.s.

Eccomi qui! Insieme a Raffaele Barbieri e a mio marito Alan. Questa è una foto scattata dall'amico e poeta Vincenzo D'Alessio. Sono stata così bene nelle pieghe della mia terra. Vi riporto le parole che hanno accompagnato la foto sul blog di Fara Editore, farapoesia.

Guardia Lombardi-
Il sole ha illuminato ieri, 25 settembre, il piccolo anfiteatro dove si sono alternati i poeti e i loro versi convenuti a Guardia Lombardi su invito dell’amico, poeta anch’egli, Domenico CIPRIANO, alla terza edizione di Strade Poesia.
Le pietre antiche hanno fatto rimbalzare i versi rotolandoli, dalla sommità della cittadina (1000 mt. sul livello del mare), fino alle vallate circostanti, come atleti di una bella maratona di Libertà.
Ospite d’onore la Casa Editrice Fara di Rimini ad accompagnare l’evento, con le sue pubblicazioni, offerte gratuitamente ai lettori (nella foto da sinistra: Raffaele Barbieri, Giovanna Iorio e Alan Bates). Una pagina indimenticabile di storie umane, intrecciate, dall’Irpinia verso il resto della penisola.
Spettatori d’eccezione: il giovanissimo Michele di sette anni e il labrador “Nero”, oltre alle nuvole che si azzuffavano nel cielo per appropriarsi delle parole e delle note emesse dal gruppo musicale.
razie di cuore dell’ospitalità e della generosità dovute alla popolazione dell’Alta Irpinia (26 settembre 2011 dr. Vincenzo D’Alessio & G.C.F.Guarini)

mercoledì 7 settembre 2011

UNA LETTERA AI FIGLI



Dal blog "Bussole" di Damiano Diamanti (Repubblica.it)

CARI RAGAZZI, cari giovani: non studiate! Soprattutto, non nella scuola pubblica. Ve lo dice uno che ha sempre studiato e studia da sempre. Che senza studiare non saprebbe che fare. Che a scuola si sente a casa propria.

Ascoltatemi: non studiate. Non nella scuola pubblica, comunque. Non vi garantisce un lavoro, né un reddito. Allunga la vostra precarietà. La vostra dipendenza dalla famiglia. Non vi garantisce prestigio sociale. Vi pare che i vostri maestri e i vostri professori ne abbiano? Meritano il vostro rispetto, la vostra deferenza? I vostri genitori li considerano “classe dirigente”? Difficile.

Qualsiasi libero professionista, commerciante, artigiano, non dico imprenditore, guadagna più di loro. E poi vi pare che godano di considerazione sociale? I ministri li definiscono fannulloni. Il governo una categoria da “tagliare”. Ed effettivamente “tagliata”, dal punto di vista degli organici, degli stipendi, dei fondi per l’attività ordinaria e per la ricerca.

E, poi, che cosa hanno da insegnare ancora? Oggi la “cultura” passa tutta attraverso Internet e i New media. A proposito dei quali, voi, ragazzi, ne sapete molto più di loro. Perché voi siete, in larga parte e in larga misura, “nativi digitali”, mentre loro (noi), gli insegnanti, i professori, di “digitali”, spesso, hanno solo le impronte. E poi quanti di voi e dei vostri genitori ne accettano i giudizi? Quanti di voi e dei vostri genitori, quando si tratta di giudizi – e di voti – negativi, non li considerano pre-giudizi, viziati da malanimo?

Per cui, cari ragazzi, non studiate! Non andate a scuola. In quella pubblica almeno. Non avete nulla da imparare e neppure da ottenere. Per il titolo di studio, basta poco. Un istituto privato che vi faccia ottenere in poco tempo e con poco sforzo, un diploma, perfino una laurea. Restandovene tranquillamente a casa vostra. Tanto non vi servirà a molto. Per fare il precario, la velina o il tronista non sono richiesti titoli di studio. Per avere una retribuzione alta e magari una pensione sicura a 25 anni: basta andare in Parlamento o in Regione. Basta essere figli o parenti di un parlamentare o di un uomo politico. Uno di quelli che sparano sulla scuola, sulla cultura e sullo Stato. Sul Pubblico. Sui privilegi della Casta. (Cioè: degli altri). L’Istruzione, la Cultura, a questo fine, non servono.

Non studiate, ragazzi. Non andate a scuola. Tanto meno in quella pubblica. Anni buttati. Non vi serviranno neppure a maturare anzianità di servizio, in vista della pensione. Che, d’altronde, non riuscirete mai ad avere. Perché la vostra generazione è destinata a un presente lavorativo incerto e a un futuro certamente senza pensione. Gli anni passati a studiare all’università. Scordateveli. Non riuscirete a utilizzarli per la vostra anzianità. Il governo li considera, comunque, “inutili”. Tanto più come incentivo. A studiare.

Per cui, cari ragazzi, non studiate. Se necessario, fingete, visto che, comunque, è meglio studiare che andare a lavorare, quando il lavoro non c’è. E se c’è, è intermittente, temporaneo. Precario. Ma, se potete, guardate i maestri e i professori con indulgenza. Sono una categoria residua (e “protetta”). Una specie in via d’estinzione, mal sopportata. Sopravvissuta a un’era ormai passata. Quando la scuola e la cultura servivano. Erano fattori di prestigio.

Oggi non è più così. I Professori: verranno aboliti per legge, insieme alla Scuola. D’altronde, studiare non serve. E la cultura vi creerà più guai che vantaggi. Perché la cultura rende liberi, critici e consapevoli. Ma oggi non conviene. Si tratta di vizi insopportabili. Cari ragazzi, ascoltatemi: meglio furbi che colti!

(01 settembre 2011) © Riproduzione riservata

LA MAPPA DELLE STORIE INVISIBILI: Roma, Fontana delle tartarughe

Stasera una storia invisibile è apparsa alla Fontana delle tartarughe... buon ascolto, se passate di là. E, a proposito, salutatemi Serafina...