IL MARE, IL CERVO E IL FUOCO


Gandalf il grigio- incendio doloso


Il cervo morto, Monte Cocuzzo, Cosenza

Da dove comincio. Dalle fiamme. Dal rumore del fuoco che distrugge nel cuore della notte la nostra piccola Opel Corsa che i bambini avevano battezzato Gandalf il grigio.
In Calabria, dove il mare è sporco perché la criminalità vuole così, alle tre del mattino ci hanno incendiato la nostra piccola macchina. Nell'auto i due seggiolini dei bambini, i giocattoli, album colorati, nello stereo un Cd dei Cold Play. Incendio doloso. Forse il gioco di qualche ragazzino annoiato. "Ragazzate!". Io spero un errore.
Ora siamo di nuovo a Roma. Senza macchina. Siamo tornati in treno con le tartarughine Pongo e Peggy in una vaschetta di fortuna e i peluches nella borsa del mare. Gandalf il grigio è un relitto tra le carcasse di uno sfascia-carrozze di Paola (in provincia di Cosenza). Un luogo irreale anche quello, come tutta la faccenda, ai piedi della montagna sotto un ponte nascosto da dune di sabbia. Laggiù - ci ha raccontato un uomo che ci lavora e di notte aspetta che lo chiamino per recuperare quello che resta di un incidente o un rogo - ci sono anche i fantasmi: criminali freddati con un colpo alla nuca nella loro bella automobile nuova, resti di macchine bruciate da piccoli criminali, lamiere di motorini lanciati a tutta velocità sul lungomare nella notte vuota dell'estate calabrese.
La nostra estate finisce così. Quacuno ci consola dicendo che "finisce bene", perché siamo vivi.
Eppure non eravamo andati in vacanza in Siria o in un paese in guerra. Ma forse non è così. C'è la guerra invisibile delle terre di mafia, dei piccoli deliquenti indisturbati, delle dranghete, dei giri di prostituzione e droga. Insomma le guerre delle terre del Sud.
So che oramai è tardi e non serve più dirlo, ma non era cominciata bene questa vacanza. Sono partita a malincuore. Oramai da anni si arriva in Calabria con il cuore pieno di speranza, puntualmente delusi: si spera di trovare il mare pulito, le spiagge curate, le tracce di un cambiamento. E invece dopo qualche giorno di false illusioni compare la macchia di liquame marrone su tutto il litorale, puntuale dopo le dieci del mattino. Il mare: una vittima silenziosa che mostra a tutti le sue ferite, senza poter far nulla. Quest'anno però si percepiva qualcosa di più drammatico. Non so perché ma al tramonto qualche sera, dalla montagna si allungava un'ombra più nera e più buia. Il presentimento di qualcosa di cattivo e immutabile.
Il male è banale. Me lo ricordavano alcune letture che ho fatto mentre ero sulla spiaggia e guardavo tristemente la danza dei bambini tra le onde sporche: acrobazie di bambini nel liquame. Il male non si spiega. Il male esiste senza una ragione. Forse penserete che sia amareggiata perché non abbiamo più una macchina (e perché ci toccherà comprarne un'altra). In realtà è così... ma sono anche triste- nessuno mai potrà spiegarmi perché provavo tanta tristezza mentre ero in quella terra, nessuno potrà cancellare l'ombra che aleggia su quella terra bellissima e nessuno potrà restituirmi la Calabria della mia infanzia.
Qualche settimana prima che ci incendiassero la macchina (è accaduto la notte tra il 31e il 1 agosto, alle 3 del mattino- hanno usato del liquido infiammabile e hanno appiccato il rogo sotto la finestra dove dormivano i nostri bambini) eravamo andati a fare un picnic sul Monte Cucuzzo. Tra quei boschi pieni di creature silenziose e offese i miei bambini, qualche minuto prima di stendere la tovaglia sul prato, avevano trovato un cervo morto. L'orrore ci aveva fatto correre via, lontano, in un altro punto della montagna ma l'atmosfera leggera e spensierata del picnic era svanita. Presentimento, premonizione o forse soltanto il vero volto di una terra tristemente contraddittoria: la bellezza e l'inferno - Saviano docet.
Affido al mio blog due foto e un video: il cervo morto, i resti di Gandalf dopo le fiamme nel cimitero di Paola, l'onda di mare marrone siano la culla di cenere da cui cominciare a risorgere.



Commenti

  1. Ciao Sono Silvano mi dispiace moltissimo per la vostra disavventura. Non so davvero cosa dire sono senza parole.

    A presto

    Silvano

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