domenica 28 agosto 2011

ISOLE & FIORI







"Ho tra le mani un piccolo papavero, raccolto domenica ai Fori (romani). E' un fiore intensamente semplice, tutto seta e fuoco, un calice scarlatto tagliato alla perfezione tutto intorno, si vede da lontano trale erbe selvatiche come un carbone ardente caduto dall'altare del cielo. Non è possibile pensare ad un fiore più puro, nessuna esteriore volgarità, aperto al sole che l'ha creato e rifinito come un gioiello... (John Ruskin, in Isole di Marco Lodoli . ET Einaudi, p.115)

"Whatami is the corruption of What am I, the industrial declination of the first puzzle invented in the XVIII century for fun-learning by John Spilsbury, it could be dismounted along the geographic boundaries; a tribute to the maps of Alighiero Boetti, which is dedicated to the square of the MAXXI. The hill works as a garden, injecting “green” into the concrete plateau of the museum’s outdoor space, allowing it to serve as a stage and/or parterre for concerts and other events, or as a space to rest and look at the museum itself. The artificial landscape will be punctuated by large “flowers” providing light, shadow and sound. The materials proposed for the installation involve a two-fold recycling processes; natural elements will come back to their original sites, the high-tech objects will be replaced in one of the abandoned places of the city waiting for a rehabilitation. The central island is fixed and around two meters high, while the seven smaller islands are mounted on wheels. This landscape is mobile and illuminated at night by 18 five-meter tall glass fiber flowers that instead cast pools of shade by day. A running water feature completes the installation that is as attractive as it is attentive to environmental issues: it in fact involves a recycling process: at the end of the season, the hills realized with prevalently reusable materials (straw, geotextile membranes, plastic) will be dismantled and donated to the municipality to be used again, together with the flowers, by the local district"



Un prato verdissimo, un ruscello trasparente e papaveri (o tulipani?) giganti: ecco il paesaggio da favola nel cuore di Roma, nel cuore del MAXXI, dove ieri con i miei bambini abbiamo dimenticato la calura e il tormento dei 40 gradi di Roma.
Un posto da favola, dove siamo approdati dopo aver mangiato un gelato da Fassi, la più antica gelateria d'Italia, nel Palazzo del Freddo...un luogo magico nei pressi di Piazza Vittorio, dove dimenticare il torrido deserto di asfalto...
Roma è una città da leggere, come un fantastico libro di favole. E' un susseguirsi di isole, come dice Marco Lodoli, di luoghi meravigliosi che aspettano di essere scoperti. E allora cominciate se vi va a leggere un libro su Roma, sulla bellezza, sulla quotidiana scoperta della magia della vita: "Isole" di Marco Lodoli. Vi insegnerà a trovare la bellezza nella splendida città eterna, con la curiosità di chi è alla perenne ricerca dello stupore infantile. E se anche voi vi ritroverete in un luogo incantato e imprevisto nel cuore della città e il sorriso tornerà di nuovo, nonostante il caldo, nonostante la quotidiana fatica di vivere, sarete di nuovo felici di scoprire il bello della vita.
Prima di lasciarvi nelle mani (o meglio nelle pagine) di Lodoli vi svelo un segreto. In uno dei grandi papaveri nel prato verdissimo di fronte al MAXXI da ieri pomeriggio vive un coniglietto di nome Coraline. E' dei miei figli e ieri è "volato" nel cuore dell'immenso fiore rosso...e non è più sceso. Rebecca e Riccardo non hanno pianto...hanno solo capito che quel posto era magico, e come in Alice nel paese delle meraviglie, c'era bisogno di un coniglio bianco come guida. Ecco, voi adesso lo sapete... Buona ultima domenica di agosto!

giovedì 11 agosto 2011

IL CAVALLUCCIO DI TROIA


Una foto dalla rete degli scontri a Londra; l' ho intitolata "Cavalluccio di Troia"



Da "Il senso delle cose" di Jaques Attali (Fazi Editore)

"Bisogna essere proprio ciechi, oggi, per non vedere che siamo già in guerra, una terza guerra mondiale dei poveri contro i ricchi e dei ricchi contro i poveri, che si manifesta tutti i giorni, nelle forme più diverse, economiche, culturali, filosofiche o militari".
(Il futuro della violenza, J. Attali p. 313)

domenica 7 agosto 2011

ROMANZI BREVI




Ho appena inviato il mio romanzo breve a romanzibrevi@yahoo.it E' un'idea che viene da facebook, gradita a oltre diecimila navigatori. Su facebook.com/romanzibrevi.com vi sono storie di tutti i tipi: ironiche, poetiche, filosofiche. L'unico elemento comune è la brevità: trecento caratteri, spazi inclusi. "La brevità" sostiene l'ideatore, "ha trovato il suo luogo di sviluppo naturale su Facebook. A volte bastano pochi caratteri per far ridere, piangere, riflettere".
La mia storia è vera. Ieri mattina, mentre facevo jogging nelle deserte strade di Roma ho visto una giovane coppia pronta a partire per le vacanze. Un piccolo momento che ora è un romanzo...brevissimo!



Il rosso e il bianco, di Giovanna Iorio

Lei sistema nel portabagagli i cereali Fitness. Lui è fermo tra il cancello e il viale. Contempla un paesaggio incongruo: due valigie rosse e una poltroncina bianca. E’ l’alba e corro. Li sfioro. Uno strano momento privato. Mi vien da ridere. Lui mi sorride. Sento che lei dice: “Andiamo!”

sabato 6 agosto 2011

IL MARE SECONDO PASOLINI


Opera di Donatella Baruzzi





Cari amici di letture, ho ricevuto questo messaggio da una nostra lettrice. E' un'artista di Milano che ha trovato tra le pagine del blog il racconto inedito di Pasolini "Terracina".
Ecco cosa mi scrive: "Gentile Giovanna Iorio,le scrivo per ringraziarla del suo blog così interessante e dal quale traspare tutta la sua passione per la parola scritta.
Sono un’artista di Milano e questa primavera dovendo partecipare a Porte d’Artista in mostra a Positano dal 21 luglio, ho inserito un estratto di un brano inedito di Pasolini trovato nel suo blog:

I riflessi della luce erano smorti giù per le schiene larghe e piatte delle onde, fino in fondo alla depressione in ombra …Poi uno spirito dentro l'acqua preso da un orgasmo calmo ma incessante, come il respiro di un addormentato, uno spirito il cui movimento si estendeva in tutti gli angoli del mare, premeva dalla profondità verso la superficie, scompigliando inquietamente il suo ordine.

Tratto da “Terracina” di Pier Paolo pasolini

Le allego l’immagine dell’opera e sono felice di comunicarle che è piaciuta molto questa presentazione estetica del testo di Pasolini.

Cordiali saluti,

Donatella Baruzzi


La mostra Porte d'Artista di cui parla Donatella è un omaggio all'opera di Pasolini. Se siete dalle parti di Positano spero che possiate andare ad ammirare tutte le opere in mostra e soprattutto quella di Donatella.
E' profonda e azzurra come le opere di Pasolini, come il mare di Terracina. Ancora grazie Donatella per questa corrispondenza con il blog!

IL MARE, IL CERVO E IL FUOCO


Gandalf il grigio- incendio doloso


Il cervo morto, Monte Cocuzzo, Cosenza

Da dove comincio. Dalle fiamme. Dal rumore del fuoco che distrugge nel cuore della notte la nostra piccola Opel Corsa che i bambini avevano battezzato Gandalf il grigio.
In Calabria, dove il mare è sporco perché la criminalità vuole così, alle tre del mattino ci hanno incendiato la nostra piccola macchina. Nell'auto i due seggiolini dei bambini, i giocattoli, album colorati, nello stereo un Cd dei Cold Play. Incendio doloso. Forse il gioco di qualche ragazzino annoiato. "Ragazzate!". Io spero un errore.
Ora siamo di nuovo a Roma. Senza macchina. Siamo tornati in treno con le tartarughine Pongo e Peggy in una vaschetta di fortuna e i peluches nella borsa del mare. Gandalf il grigio è un relitto tra le carcasse di uno sfascia-carrozze di Paola (in provincia di Cosenza). Un luogo irreale anche quello, come tutta la faccenda, ai piedi della montagna sotto un ponte nascosto da dune di sabbia. Laggiù - ci ha raccontato un uomo che ci lavora e di notte aspetta che lo chiamino per recuperare quello che resta di un incidente o un rogo - ci sono anche i fantasmi: criminali freddati con un colpo alla nuca nella loro bella automobile nuova, resti di macchine bruciate da piccoli criminali, lamiere di motorini lanciati a tutta velocità sul lungomare nella notte vuota dell'estate calabrese.
La nostra estate finisce così. Quacuno ci consola dicendo che "finisce bene", perché siamo vivi.
Eppure non eravamo andati in vacanza in Siria o in un paese in guerra. Ma forse non è così. C'è la guerra invisibile delle terre di mafia, dei piccoli deliquenti indisturbati, delle dranghete, dei giri di prostituzione e droga. Insomma le guerre delle terre del Sud.
So che oramai è tardi e non serve più dirlo, ma non era cominciata bene questa vacanza. Sono partita a malincuore. Oramai da anni si arriva in Calabria con il cuore pieno di speranza, puntualmente delusi: si spera di trovare il mare pulito, le spiagge curate, le tracce di un cambiamento. E invece dopo qualche giorno di false illusioni compare la macchia di liquame marrone su tutto il litorale, puntuale dopo le dieci del mattino. Il mare: una vittima silenziosa che mostra a tutti le sue ferite, senza poter far nulla. Quest'anno però si percepiva qualcosa di più drammatico. Non so perché ma al tramonto qualche sera, dalla montagna si allungava un'ombra più nera e più buia. Il presentimento di qualcosa di cattivo e immutabile.
Il male è banale. Me lo ricordavano alcune letture che ho fatto mentre ero sulla spiaggia e guardavo tristemente la danza dei bambini tra le onde sporche: acrobazie di bambini nel liquame. Il male non si spiega. Il male esiste senza una ragione. Forse penserete che sia amareggiata perché non abbiamo più una macchina (e perché ci toccherà comprarne un'altra). In realtà è così... ma sono anche triste- nessuno mai potrà spiegarmi perché provavo tanta tristezza mentre ero in quella terra, nessuno potrà cancellare l'ombra che aleggia su quella terra bellissima e nessuno potrà restituirmi la Calabria della mia infanzia.
Qualche settimana prima che ci incendiassero la macchina (è accaduto la notte tra il 31e il 1 agosto, alle 3 del mattino- hanno usato del liquido infiammabile e hanno appiccato il rogo sotto la finestra dove dormivano i nostri bambini) eravamo andati a fare un picnic sul Monte Cucuzzo. Tra quei boschi pieni di creature silenziose e offese i miei bambini, qualche minuto prima di stendere la tovaglia sul prato, avevano trovato un cervo morto. L'orrore ci aveva fatto correre via, lontano, in un altro punto della montagna ma l'atmosfera leggera e spensierata del picnic era svanita. Presentimento, premonizione o forse soltanto il vero volto di una terra tristemente contraddittoria: la bellezza e l'inferno - Saviano docet.
Affido al mio blog due foto e un video: il cervo morto, i resti di Gandalf dopo le fiamme nel cimitero di Paola, l'onda di mare marrone siano la culla di cenere da cui cominciare a risorgere.



LA MAPPA DELLE STORIE INVISIBILI: Roma, Fontana delle tartarughe

Stasera una storia invisibile è apparsa alla Fontana delle tartarughe... buon ascolto, se passate di là. E, a proposito, salutatemi Serafina...