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Visualizzazione dei post da Giugno, 2011

ASPETTANDO L'ESTATE CON LE VAMPIRE DELLA VIA LATTEA

Due stelle si fondono traformandosi in una vagabonda blu. llustrazione per gentile concessione ESA/NASA e G. Bacon/STScI (da National Gepgraphic.it)

Basta sfogliare questo blog e tornare ai mesi estivi per sapere che da giugno in poi Amici di Letture cambia pelle! In realtà, come sempre, me ne andrò al mare con la mia famiglia. L'esodo estivo è uno dei vantaggi della mia professione (non tutti invidiano gli stipendi dei professori ma quando si parla dei mesi estivi e delle vacanze ecco che la musica cambia e tutti vogliono fare i professori...) e il mare uno dei traguardi del mio anno di lavoro!
Tempo di preparare i bagagli. Leggerò\rileggerò alcuni libri per seguire i lavori dei miei studenti, vi racconterò le cose che scopro tra le pagine dei giornali & libri, guarderò il cielo di notte e sognerò sogni nuovi da realizzare.Stasera vi propongo una storia da leggere tra le stelle. Sono rimasta affascinata da queste creature azzurre che abitano il cielo e di cui non conoscevo l…

"Caro Papa ti scrivo", parla Piergiorgio Odifreddi

In libreria il nuovo saggio del matematico, "Caro Papa ti scrivo" (Mondadori). Scritto sotto forma di lettera, destinata al teologo Joseph Ratzinger. E come mittente proprio Odifreddi, uno dei più noti "ideologi" dell'ateismo - Intervista di Matteo Pucciarelli su Repubblica.Tv

http://tv.repubblica.it/spettacoli-e-cultura/piergiorgio-odifreddi-tra-ateismo-e-spirtitualita/70431?video=&ref=HREV-3

E per noi una scena da "Caro Diario" di Moretti, con un'altra lettera al Papa...
:)

AUGURI PAPA'

Oggi è il compleanno del mio papà, Antonio Iorio!

Mio padre compie 78 anni oggi. E' un po' spaventato all'idea di invecchiare e io sono felice che abbia avuto il coraggio di mettermi al mondo nonostante le guerre, la povertà e la vita dura. Per lui, quasi 15 anni fa ho scritto questo breve racconto.

Auguri papà, ti voglio bene!

Mio padre si fa vecchio. Vorrei vederlo bambino. Con i pantaloni corti tenuti su con lo spago, nascosto tra le pietre di case cadute, il viso affondato nel braccio, uno, due, tre, cento. Mosca cieca, nascondino, girotondo nella piazza piena di cappelli e coppole e scarpe nere lucidate con lo sputo e la manica della giacca senza bottoni.
Te ne andrai via senza avermi mai parlato delle ore passate ad immaginare me o mio fratello sulle tue ginocchia sbucciate. Le mani nella pentola di patate toccano il fondo e fanno giuramenti su libri sacri, nascosti nel cuore, imparati a memoria sulle strade di notte, ripetuti al sole nascente. I capelli scompigliati …