ALBERI SECOLARI IN ITALIA




foto di Alan Bates

La Fraschetta di Bucine, Arezzo, Italy
Leccio (Quercux ilex)
Circonferenza tronco: 5.7m (a 1.30cm da terra)
Circonferenza chioma: 30m
Altezza: 26m
Eta' stimata: circa 300 anni



Qualche mese fa in una bella libreria di Via di Vigna Stelluti a Roma, la libreria Fanucci, ho trovato un libricino prezioso e raro sugli alberi secolari in Italia.
Il libro suggerisce itinerari alla scoperta degli alberi più antichi diffusi sul territorio. Io e la mia famiglia amiamo gli alberi, il sogno di miei bambini è da sempre quello di avere una casa su un albero. Il mio e quello di mio marito di avere una casa...!
Il libro s'intitola Quaderno degli Alberi antichi e leggendari di Paola Fantin, edito da Kellerman. Il libro è una preziosa guida per chi vuole scoprire gli Ent secolari che vivono nelle nostre regioni.
Ieri, sabato, con la mia famiglia siamo andati a Bucine, in provincia di Arezzo alla ricerca di un albero di circa 600 anni. Lo abbiamo trovato e ora ringrazio Paola Fantin per avercelo fatto scoprire. Ne valeva la pena. L'energia che abbiamo ricevuto da quel patriarca verde è stata infinita. Una sola raccomandazione per chi come noi arrivava da Roma. Non andate fino a Firenze Sud, uscite a Valdarno e dirigetevi verso Bucine. Arrivati nel paesino seguite l'istinto. Io e mia figlia siamo state le prima a urlare: "Eccolo!!" quando, presa una stradina sterrata abbiamo visto la chioma verdissima e gigantesca del nostro albero "La fraschetta di Bucine" in provincia di Arezzo


Hanno detto del libro:



AAVV, Il Gazzettino, 3 dicembre 2009

La giornalista e scrittrice di Ponzano Veneto Paola Fantin ha appena pubblicato con l'editrice Kellermann di Vittorio Veneto “Il quaderno degli alberi antichi e leggendari – sulle tracce dei patriarchi verdi”. Costa 10 euro ed è un itinerario inconsueto attraverso la Penisola a scoprire alberi nobili, che fanno ombra agli uomini da centinaia d'anni, silenziosi spettatori o protagonisti di eventi della storia. La pubblicazione ha la consueta e graziosa impostazione Kellermann: dimensioni da quaderno scolastico, testo stampato in scrittura corsiva naif.

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Chiara Voltarel, Il Gazzettino di Treviso, Natale 2009

La novità dell’editrice Kellerman è un quaderno da passeggio, per le piccole gite fuori porta, libro prezioso per fare la conoscenza con i patriarchi verdi dei nostri boschi, che dobbiamo imparare a rispettare e ad amare sempre di più è “Quaderno degli alberi antichi e leggendari” di Paola Fantin.

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Nicolò Lovat, X Città Treviso, 21 marzo 2010

Si apre con un invito a fare “Quattro passi nella Marca trevigiana” e si chiude con un curioso zodiaco legato agli alberi, Il quaderno degli Alberi antichi e leggendari, della giornalista e scrittrice trevigiana Paola Fantin.

E’ uno degli originali “quaderni” di Kellermann Editore, che ricorda nell'aspetto esteriore e nell'impaginazione i vecchi quaderni scolastici di una volta, con le copertine e i bordi colorati, con le pagine “scritte a mano” in bella calligrafia e corredate da illustrazioni originali (qui sono dello stesso editore, ossia Roberto De Giustiniani): un piccolo gioiello di originalità e artigianalità editoriale.

E proprio come un quaderno di appunti di una viaggiatrice che ha scelto come mete i grandi alberi secolari di tutta Italia, Paola descrive quelli che definisce i “Patriarchi Verdi d’Italia”, conducendoci in un viaggio inedito e suggestivo e suggerendo nuovi itinerari per una gira fuori porta.

Paola, infatti, è andata ad “ascoltare” ciascuno di questi alberi, indicandoci poi bene come arrivare sotto le loro fronde, ricordando gli uomini e le comunità che l’hanno protetto e le leggende che la sua lunga vita ha ispirato. Così si scopre che a Possagno (r)esiste ancora un pino piantato da Antonio Canova nel 1780 e che, allontanandoci da Treviso, possiamo ancora vedere a Caprino Veronese un platano di oltre 400 anni, così grande e possente da poter nascondere tra le sue fronde oltre 100 soldati…

Storia o leggenda che sia, resta suggestiva come quella che ancora oggi si narra intorno ad un castagno di Balech di Quero, albero di circa cinquecento anni dove pare si nasconda da secoli uno spiritello birbante. E come molte altre ancora che Paola racconta con passione e documentazione.

Da usare come guida per un viaggio o come bussola per i sogni, è certamente un libro curioso che si chiude con note ancor più amene, attribuendo alle date di nascita similitudini con gli alberi. Che non sono poi così lontane dalla realtà: provare per credere!

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Mario Cutuli, La Vita del Popolo, 21 marzo 2010

Si dice che anche loro abbiano un’anima... Che siano liriche che la terra scrive al cielo... Che insieme all’acqua siano il simbolo della creazione... “Il quaderno degli alberi antichi e leggendari” di Paola Fantin, Edizioni Kellerman, euro 10, più che dal fascino di incontrare “i più bei patriarchi verdi d’Italia”, più che dallo stupore di “dialogare” con questi testimoni di un tempo remoto ma mai tramontato, nasce dal bisogno di ritrovarsi.

La loro ricerca è una sorta di riscoperta di se stessi.

Quei tronchi robusti, quelle fronde che, quasi in una battaglia senza fine, sfidano ancora il vento e sussurrano arcane parole, sanno di memorie antiche, di fasti lontani. Dispensano intime emozioni e svelano, ma solo a chi è disposto ad ascoltarli, preziosi segreti, incomprensibili per i visitatori domenicali o per i campeggiatori vacanzieri. Riservati solo a chi li osserva con gli occhi commossi del cuore. Con una passione non comune Fantin ci propone un viaggio tra queste meraviglie della natura che ignorano il tempo e ci porta prima su e giù per la Marca Trevigiana e poi a spasso per il Nordest e il Nordovest alla ricerca di un patrimonio che chiede soltanto di essere protetto e amato. Così, il “Pino di Antonio Canova” o i “Cipressi della Via Crucis” a Possagno o i “Cedri di Ugo Foscolo” a Villa Albrizzi a Preganziol, nutrici anch’essi de “I Sepolcri”, diventano tappe di un viaggio nel tempo. Come “La Roverella della Rocca a Cornuda” o “Il Cedro di Giulio Cesare” a Chiarano o “Il Grande Castagnèr di S. Giusto” a Fregona, insieme a “L’olivo di papa Luciani” a Vittorio Veneto e la “Regina delle Sorgenti” del Parco del Sile a Casacorba.

Un viaggio che nel suo programma annovera anche “Il Castagno di Dante Alighieri” nei pressi di Verona o, incastonato in un bosco di faggi e ideale scenario degno di fiabe il “Fagheron di Pian Formosa” nel bellunese o ancora “Il grande faggio di Monte Busimo” a Erbezzo (Verona) e il misterioso Balech di Quero attorno al quale ruota la leggenda di uno spiritello birbante che trova rifugio tra i rami del grande castagno...

La galleria propone ancora “gli alberi per sognare” come “Il castagno Osteria del Bugeon” a Badi, nel bolognese, nel cui tronco cavo sino a qualche tempo fa era stata ricavata un’osteria capace di ospitare sino a 12 persone o la “Farnia delle streghe” a Capannori, presso Lucca, sulle cui fronde, narra la leggenda, si davano convegno schiere di streghe, o “Il Castagno dei cento cavalli” a Sant’Alfio alle pendici dell’Etna, l’albero più vecchio d’Europa che si dice abbia ospitato durante un temporale la regina Giovanna d’Aragona e tutti i suoi cavalieri. Alberi per sognare e per rituffasi nella storia come “Il platano di Napoleone” presso Alessandria o semplicemente per saperne di più di noi stessi, perché pare che, prima che nelle stelle, il nostro destino sia scritto sugli alberi, come sembra convincerci Paola Fantin nella sezione “E tu di che albero sei?...”. Alberi per capire che “l’uomo è proprio come un albero e che, sotto una dura corteccia e un aspetto apparentemente inanimato egli «è». Per comprendere che non esiste un me, ma un «noi», dove nessuno è separato, ma unito al Tutto. Come alberi in una grande foresta”.

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Cristiana Sparvoli , La Tribuna di Treviso, 2 aprile 2010

Paola Fantin, giornalista e scrittrice trevigiana, conduce tutti gli amanti della natura e della storia sulle tracce dei «Patriarchi Verdi», ovvero alberi secolari legati a luoghi suggestivi o a personaggi illustri. «Il quaderno degli alberi antichi e leggendari» è edito da Kellermann di Vittorio Veneto nella celebre collana che riprende stile e grafica dei vecchi quaderni della nonna. Questo degli alberi ha una copertina color senape. Paola viaggia con le parole e i racconti per tutta l’Italia, dalla Marca e nell’intero Nordest, per poi spostarsi in Lombardia e in Toscana con l’intento di illustrare venticinque vetusti testimoni del tempo compagni di viaggio inattesi che si incontrano lungo il cammino. Per la provincia di Treviso, l’autrice narra le vicende di otto «Patriarchi Verdi», tra cui i cipressi della via Crucis di Possagno (a sinistra), il pino dello scultore Antoni Canova, l’olivo di Papa Luciani a Vittorio Veneto, il castagner di San Giusto a Fregona (a destra un castagno). Il tutto accompagnato dalle belle illustrazioni di Roberto Da Re Giustiniani. Una chicca.

(22/04/2010 Tg0-positivo)

Commenti

  1. Qualche anno fa ricordo di aver letto su Airone un articolo proprio sugli alberi secolari d'italia, e di aver provato anche io un gran desiderio di intraprendere lo stesso viaggio, in cerca di queste meraviglie. Anche io adoro gli alberi, trovo che sedersi sotto un tronco e semplicemente respirare sia il modo migliore per riprendere contatto con la realtà del mondo (quella vera, non il continuo correre da un angolo all'altro, nè l'imperversare degli squilli dei cellulari e il lampeggiare degli schermi di Tom-Tom, iPad e compagnia cantante).
    Decisamente questo è un libro da inserire nell'elenco di quelli da comprare! Grazie per avermelo fatto scoprire!

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  2. Ciao Basilico e Mentuccia, che nome fresco! Di sicuro scriverò di altri alberi secolari su questo blog. Non vedo l'ora di proseguire il viaggio e la scoperta!
    A presto!

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  3. Io ho trovato un libro in una libreria che purtroppo ha chiuso, l'ennesima, dal titolo " Alberi, meraviglie della natura" edizione Gribaudo Parragon in cui si tratta più in generale l'argomento alberi ma è un gioiello di fotografie e di osservazioni su tutti i tipi di alberi presenti sul nostro pianeta. Da "Sette" del Corriere della Sera invece avevo ritagliato un articolo sugli alberi secolari e la commozione suscitata da quei tronchi, dalle radici e dal senso di immanenza insito in quelle forme contorte dal tempo era profonda. Sono ritornata a leggerlo ed a sfogliare il libro sopracitato ed è stato come riabbracciare un vecchio amico! Grazie!

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