domenica 29 maggio 2011

DOMANDE AI LIBRI SUI LIBRI PER I LIBRI

Libreria e divano sfiorito (g.i.)



Quanti sono? Quanti sono i libri nel mondo?
Chi è l'uomo o la donna che ne ha letti di più?
E il verme che si nutre di libri, è meno verme di un verme qualunque?
Cosa si proverà a mangiare l'Orlando Furioso? Ci sono davvero libri indigesti? Quanti anni ha il libro più vecchio? E quanti anni ha il vecchio con più libri?
E quanti vecchi leggono libri nuovi?
Quante volte si può rileggere un libro?
E' giusto rileggere? C'è un'ora più adatta a rileggere e un'ora adatta a leggere per la prima volta?
Perché i libri usati hanno l'aria vissuta di un marinaio (e l'odore di salsedine a volte).
Avete mai perso un libro? Vi siete mai chiesti chi l'abbia trovato? E' giusto scrivere sui libri? Penna o matita? Perché non si fanno le orecchie ai libri, cosa non devono ascoltare?
Avete mai buttato un libro nella spazzatura? Sapete quando è stato fatto l'ultimo rogo di libri? E dove? Perché un libro è per sempre? Si dimenticano di più i libri o le persone che ce l'hanno regalati? Avete mai regalato un libro d'amore ad un perfetto sconosciuto? Quanti libri leggerete questa estate? Perché consigliare un libro ad un'amica anche se non l'avete letto? Quanti libri avete letto contemporaneamente? Avete mai detto a qualcuno: senza libri non saprei vivere? Cosa leggono gli assassini? Come si riconosce un libro pessimo? Ma davvero un libro brutto non piace a nessuno? E se poi piace a qualcuno cosa vuol dire un libro brutto?
Dilemma: leggere o scrivere? E perché leggere aiuta a scrivere? E soprattutto perché leggere e scrivere aiutano a vivere? E ancora perché vivere aiuta a leggere e scrivere? E infine perché non so mai decidere se leggere, scrivere o vivere?

Le risposte, prossimamente su questo blog.

domenica 22 maggio 2011

ALBERI SECOLARI IN ITALIA




foto di Alan Bates

La Fraschetta di Bucine, Arezzo, Italy
Leccio (Quercux ilex)
Circonferenza tronco: 5.7m (a 1.30cm da terra)
Circonferenza chioma: 30m
Altezza: 26m
Eta' stimata: circa 300 anni



Qualche mese fa in una bella libreria di Via di Vigna Stelluti a Roma, la libreria Fanucci, ho trovato un libricino prezioso e raro sugli alberi secolari in Italia.
Il libro suggerisce itinerari alla scoperta degli alberi più antichi diffusi sul territorio. Io e la mia famiglia amiamo gli alberi, il sogno di miei bambini è da sempre quello di avere una casa su un albero. Il mio e quello di mio marito di avere una casa...!
Il libro s'intitola Quaderno degli Alberi antichi e leggendari di Paola Fantin, edito da Kellerman. Il libro è una preziosa guida per chi vuole scoprire gli Ent secolari che vivono nelle nostre regioni.
Ieri, sabato, con la mia famiglia siamo andati a Bucine, in provincia di Arezzo alla ricerca di un albero di circa 600 anni. Lo abbiamo trovato e ora ringrazio Paola Fantin per avercelo fatto scoprire. Ne valeva la pena. L'energia che abbiamo ricevuto da quel patriarca verde è stata infinita. Una sola raccomandazione per chi come noi arrivava da Roma. Non andate fino a Firenze Sud, uscite a Valdarno e dirigetevi verso Bucine. Arrivati nel paesino seguite l'istinto. Io e mia figlia siamo state le prima a urlare: "Eccolo!!" quando, presa una stradina sterrata abbiamo visto la chioma verdissima e gigantesca del nostro albero "La fraschetta di Bucine" in provincia di Arezzo


Hanno detto del libro:



AAVV, Il Gazzettino, 3 dicembre 2009

La giornalista e scrittrice di Ponzano Veneto Paola Fantin ha appena pubblicato con l'editrice Kellermann di Vittorio Veneto “Il quaderno degli alberi antichi e leggendari – sulle tracce dei patriarchi verdi”. Costa 10 euro ed è un itinerario inconsueto attraverso la Penisola a scoprire alberi nobili, che fanno ombra agli uomini da centinaia d'anni, silenziosi spettatori o protagonisti di eventi della storia. La pubblicazione ha la consueta e graziosa impostazione Kellermann: dimensioni da quaderno scolastico, testo stampato in scrittura corsiva naif.

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Chiara Voltarel, Il Gazzettino di Treviso, Natale 2009

La novità dell’editrice Kellerman è un quaderno da passeggio, per le piccole gite fuori porta, libro prezioso per fare la conoscenza con i patriarchi verdi dei nostri boschi, che dobbiamo imparare a rispettare e ad amare sempre di più è “Quaderno degli alberi antichi e leggendari” di Paola Fantin.

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Nicolò Lovat, X Città Treviso, 21 marzo 2010

Si apre con un invito a fare “Quattro passi nella Marca trevigiana” e si chiude con un curioso zodiaco legato agli alberi, Il quaderno degli Alberi antichi e leggendari, della giornalista e scrittrice trevigiana Paola Fantin.

E’ uno degli originali “quaderni” di Kellermann Editore, che ricorda nell'aspetto esteriore e nell'impaginazione i vecchi quaderni scolastici di una volta, con le copertine e i bordi colorati, con le pagine “scritte a mano” in bella calligrafia e corredate da illustrazioni originali (qui sono dello stesso editore, ossia Roberto De Giustiniani): un piccolo gioiello di originalità e artigianalità editoriale.

E proprio come un quaderno di appunti di una viaggiatrice che ha scelto come mete i grandi alberi secolari di tutta Italia, Paola descrive quelli che definisce i “Patriarchi Verdi d’Italia”, conducendoci in un viaggio inedito e suggestivo e suggerendo nuovi itinerari per una gira fuori porta.

Paola, infatti, è andata ad “ascoltare” ciascuno di questi alberi, indicandoci poi bene come arrivare sotto le loro fronde, ricordando gli uomini e le comunità che l’hanno protetto e le leggende che la sua lunga vita ha ispirato. Così si scopre che a Possagno (r)esiste ancora un pino piantato da Antonio Canova nel 1780 e che, allontanandoci da Treviso, possiamo ancora vedere a Caprino Veronese un platano di oltre 400 anni, così grande e possente da poter nascondere tra le sue fronde oltre 100 soldati…

Storia o leggenda che sia, resta suggestiva come quella che ancora oggi si narra intorno ad un castagno di Balech di Quero, albero di circa cinquecento anni dove pare si nasconda da secoli uno spiritello birbante. E come molte altre ancora che Paola racconta con passione e documentazione.

Da usare come guida per un viaggio o come bussola per i sogni, è certamente un libro curioso che si chiude con note ancor più amene, attribuendo alle date di nascita similitudini con gli alberi. Che non sono poi così lontane dalla realtà: provare per credere!

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Mario Cutuli, La Vita del Popolo, 21 marzo 2010

Si dice che anche loro abbiano un’anima... Che siano liriche che la terra scrive al cielo... Che insieme all’acqua siano il simbolo della creazione... “Il quaderno degli alberi antichi e leggendari” di Paola Fantin, Edizioni Kellerman, euro 10, più che dal fascino di incontrare “i più bei patriarchi verdi d’Italia”, più che dallo stupore di “dialogare” con questi testimoni di un tempo remoto ma mai tramontato, nasce dal bisogno di ritrovarsi.

La loro ricerca è una sorta di riscoperta di se stessi.

Quei tronchi robusti, quelle fronde che, quasi in una battaglia senza fine, sfidano ancora il vento e sussurrano arcane parole, sanno di memorie antiche, di fasti lontani. Dispensano intime emozioni e svelano, ma solo a chi è disposto ad ascoltarli, preziosi segreti, incomprensibili per i visitatori domenicali o per i campeggiatori vacanzieri. Riservati solo a chi li osserva con gli occhi commossi del cuore. Con una passione non comune Fantin ci propone un viaggio tra queste meraviglie della natura che ignorano il tempo e ci porta prima su e giù per la Marca Trevigiana e poi a spasso per il Nordest e il Nordovest alla ricerca di un patrimonio che chiede soltanto di essere protetto e amato. Così, il “Pino di Antonio Canova” o i “Cipressi della Via Crucis” a Possagno o i “Cedri di Ugo Foscolo” a Villa Albrizzi a Preganziol, nutrici anch’essi de “I Sepolcri”, diventano tappe di un viaggio nel tempo. Come “La Roverella della Rocca a Cornuda” o “Il Cedro di Giulio Cesare” a Chiarano o “Il Grande Castagnèr di S. Giusto” a Fregona, insieme a “L’olivo di papa Luciani” a Vittorio Veneto e la “Regina delle Sorgenti” del Parco del Sile a Casacorba.

Un viaggio che nel suo programma annovera anche “Il Castagno di Dante Alighieri” nei pressi di Verona o, incastonato in un bosco di faggi e ideale scenario degno di fiabe il “Fagheron di Pian Formosa” nel bellunese o ancora “Il grande faggio di Monte Busimo” a Erbezzo (Verona) e il misterioso Balech di Quero attorno al quale ruota la leggenda di uno spiritello birbante che trova rifugio tra i rami del grande castagno...

La galleria propone ancora “gli alberi per sognare” come “Il castagno Osteria del Bugeon” a Badi, nel bolognese, nel cui tronco cavo sino a qualche tempo fa era stata ricavata un’osteria capace di ospitare sino a 12 persone o la “Farnia delle streghe” a Capannori, presso Lucca, sulle cui fronde, narra la leggenda, si davano convegno schiere di streghe, o “Il Castagno dei cento cavalli” a Sant’Alfio alle pendici dell’Etna, l’albero più vecchio d’Europa che si dice abbia ospitato durante un temporale la regina Giovanna d’Aragona e tutti i suoi cavalieri. Alberi per sognare e per rituffasi nella storia come “Il platano di Napoleone” presso Alessandria o semplicemente per saperne di più di noi stessi, perché pare che, prima che nelle stelle, il nostro destino sia scritto sugli alberi, come sembra convincerci Paola Fantin nella sezione “E tu di che albero sei?...”. Alberi per capire che “l’uomo è proprio come un albero e che, sotto una dura corteccia e un aspetto apparentemente inanimato egli «è». Per comprendere che non esiste un me, ma un «noi», dove nessuno è separato, ma unito al Tutto. Come alberi in una grande foresta”.

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Cristiana Sparvoli , La Tribuna di Treviso, 2 aprile 2010

Paola Fantin, giornalista e scrittrice trevigiana, conduce tutti gli amanti della natura e della storia sulle tracce dei «Patriarchi Verdi», ovvero alberi secolari legati a luoghi suggestivi o a personaggi illustri. «Il quaderno degli alberi antichi e leggendari» è edito da Kellermann di Vittorio Veneto nella celebre collana che riprende stile e grafica dei vecchi quaderni della nonna. Questo degli alberi ha una copertina color senape. Paola viaggia con le parole e i racconti per tutta l’Italia, dalla Marca e nell’intero Nordest, per poi spostarsi in Lombardia e in Toscana con l’intento di illustrare venticinque vetusti testimoni del tempo compagni di viaggio inattesi che si incontrano lungo il cammino. Per la provincia di Treviso, l’autrice narra le vicende di otto «Patriarchi Verdi», tra cui i cipressi della via Crucis di Possagno (a sinistra), il pino dello scultore Antoni Canova, l’olivo di Papa Luciani a Vittorio Veneto, il castagner di San Giusto a Fregona (a destra un castagno). Il tutto accompagnato dalle belle illustrazioni di Roberto Da Re Giustiniani. Una chicca.

(22/04/2010 Tg0-positivo)

giovedì 19 maggio 2011

POESIA DEL GIORNO



Nikos Kazantzakis (in greco Νίκος Καζαντζάκης; Megalokastro, 18 febbraio 1883 – Friburgo in Brisgovia, 26 ottobre 1957) è stato uno dei maggiori scrittori e poeti greci del XX secolo, ma anche giornalista, filosofo e uomo di stato. Da quanto leggete nella foto che vi ho proposto il poeta aveva una bella opinione di noi insegnanti: ci definisce ponti, pronti a crollare dopo il passaggio dei famelici studenti. Siamo alla fine di un altro anno scolastico, e io mi sento come un ponte, abbastanza pronto al crollo in verità, non proprio joyfully :)

Questa immagine non mi convince del tutto... e a voi? Mi piacerebbe sapere cosa ne pensate. Sarebbe bello proporre un'immagine nuova dell'insegnante: non ponte che crolla, non candela che si consuma, ma forse testimone, osservatore privilegiato di una trasformazione, di una metamorfosi. A volte i miei studenti si stupiscono al pensiero che un libro possa cambiare le loro connessioni neurali, che possa renderli "diversi" e trasformarli nel vero senso della parola. Noi, i ponti, siamo piuttosto gli alchimisti, coloro che rivelano le formule ai giovani maghi. Ed ecco il ferro trasformarsi in oro, e il marmo di una statua diventare caldo corpo pronto al grande viaggio della vita.

Vi propongo una sua poesia, tradotta dall'editore Crocetti che pubblica anche la sua opera Zorba il greco, s'intitola La morte di Odisseo ed è dedicata al più grande viaggiatore della letteratura.



da Odissea, La morte di Odisseo

Ritto sull’albero di mezzo, tra grappoli d’uva riccia,
il grande Viaggiatore ascoltava il canto del ritorno;
chiare e vuote le sue pupille, il cuore più leggero –
la vita e la morte un canto, e l’uccello è la nostra mente.
Si guarda intorno, muove le mani, stringe piano i denti,
affonda le mani tra i fichi, le melagrane e l’uva,
e intorno ai suoi lombi si rinfrescano i dodici dèi.
Il corpo intero del grande Giramondo si trasforma in bruma,
la sua goletta di neve, gli amici, i frutti e la memoria
oscillano lentamente come nebbia sul mare, svaniscono come rugiada.
Si dissolve la carne, si offusca lo sguardo, più non batte il cuore;
e la grande mente balza sulla vetta del suo sacro riscatto,
un palpito di ali vuote, e Odisseo, eretto nel vento,
si leva in volo, libero dall’ultima gabbia: la sua libertà.
Come nebbia ogni cosa si dissolve, e solamente un grido
sulle acque calme color notte sta sospeso per un istante:
“Forza, ragazzi, a prora soffia la dolce brezza della morte!”.

Traduzione di Nicola Crocetti





Poesia n. 257 Febbraio 2011
I sette pilastri della grecità
a cura di Ezio Savino
Fondazione Poesia 2011j

lunedì 9 maggio 2011

CONCORSO DI SCRITTURA ZANICHELLI Legami di Parole

Alle mie studentesse arrivate tra i finalisti del Premio di Scrittura Zanichelli un grande in bocca al lupo! Forza Erica Giuliano e Maria Vittoria Mastantuono!!!

I vincitori in diretta dalla Fiera del Libro il 12 maggio!

Allora godiamoci il…conto alla rovescia con un video indimenticabile di Madonna... YEAH!

http://www.youtube.com/watch?v=ntIrUwR6F_E

La proclamazione dei vincitori e i web-votati del 7° Premio di Scrittura Zanichelli –Legàmi di parole sarà visibile online Giovedì 12 maggio a partire dalle ore 12.

Potrete seguire la proclamazione online collegandovi su www.zanichelli.it/premiodiscrittura.

I vincitori condivideranno con le loro classi un premio molto speciale:
una LEZIONE DI VOCABOLARIO E DI SCRITTURA
(direttamente nelle scuole dei vincitori) tenuta da un esperto in materia.

E I MIGLIORI CONTINUANO A FARE DEL BENE

Anche i questa 7° edizione del Premio di scrittura Zanichelli, i vincitori firmeranno una generosa iniziativa a sfondo sociale: 5 pacchi dono di opere Zanichelli verranno infatti inviati a loro nome ad altrettante associazioni ONG e ONLUS

LA MAPPA DELLE STORIE INVISIBILI: Roma, Fontana delle tartarughe

Stasera una storia invisibile è apparsa alla Fontana delle tartarughe... buon ascolto, se passate di là. E, a proposito, salutatemi Serafina.