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SE SAVIANO FOSSE UNA DONNA...RIFLESSIONI "MARZIANE"



Perché Saviano non è una di noi? Perché Saviano non è una donna? Me lo chiedo, stasera, dopo aver guardato la trasmissione di Fazio "Che tempo che fa" e l'intervista a Roberto Saviano (per guardarla clicca qui). Poi lo zapping mi ha portato, nell'ordine, a guardare un documentario su MTV sulla vita\carriera di Christina Aguilera (una donna che dovrebbe rappresentare anche me e le mie battaglie?!mah!) e infine - dopo 5 minuti di un film americano con un avvocato cieco e un triste film italiano che avevo già visto "Notte prima degli esami" (a mio giudizio, deprimente) - sono approdata a Repubblica Radio\TV e ad uno spettacolo teatrale di non so quale autore.

Protagoniste sul palco "spoglio" due donne: due generazioni a confronto in una piccola sala d'attesa di uno studio medico. La ragazza non ha sogni, la donna matura ne aveva. Una lunga, dolorosa chiacchierata- retorica, nostalgica, cerebrale. Non dico che non mi sia emozionata, di tanto in tanto, quando la donna matura parlava della sua vita divisa tra lavoro e figli e quando la ragazza si arrendeva davanti all'ipocrisia del mondo in cui è costretta a vivere.
Ma ecco la domanda: perché Saviano non è una donna? Sarebbe tutto così facile.
I capelli: smetterei di tormentarli. Voi non sapete - visto che non mi vedete- che da tre mesi sulla mia testa si rincorrono i colori più caldi e le sfumature più trandy. Doveva accadermi! Lotto con i capelli da quando avevo 5 anni. Un giorno mio padre mi li fece tagliare dal barbiere del paese. Erano sottili e mio padre credeva di aiutarmi, così un giorno li avrei avuti sani e forti. Già, vivere rinunciando al presente per un futuro migliore. Per me fu un trauma insuperabile. Rimpiango i miei capelli sottili e deboli ancora oggi. Tornata a casa mi nascosi sotto il tavolo della cucina. Sul pavimento c'erano briciole di pane e i peli del mio gatto rosso che presto mi raggiunse e mi confortò.
Ma torniamo a Saviano. Se lui fosse una donna io andrei in giro senza capelli, come allora non ebbi il coraggio di fare (infatti per un mese mi tenni in testa un berretto e quando Ciro, un bambino più grande e più vuoto, me lo tolse, lo avrei ucciso se non fosse stato per la signora Tutuccia, la maestra di entrambi).

Se Saviano fosse una donna continuerebbe a mettere al primo posto della lista delle cose per cui vale la pena vivere "la mozzarella di bufala"? E a dire davanti a migliaia di spettatori che la ami perché ti lascia in bocca "o ciato e' bufalo", o qualcosa del genere- comunque il fiato della bufala!
Ancora ricordo quando mio marito, molti anni fa, mi disse che sapeva che stavano per arrivarmi le mestruazioni. Disse che lo sentiva dall'odore insolito del mio alito: un po' metallico. Non avete l'idea dell'effetto che ebbero su di me quelle parole. Ancora oggi mi meraviglio che non ci abbiano fatto entrare in una crisi profonda...e senza ritorno.
Ancora una riflessione su Saviano e l'Iliade. Qui la sinossi, naturalmente da wikipidia, enciclopedia che amo immensamente perché di tutti e per tutti.
Saviano, sei un guerriero, e non finirò mai di ringraziarti per le tue battaglie. Ma che dire dell'Iliade e delle sue donne rapite, scambiate, sfruttate, ignorate, vendute e insultate.? Che dire di Elena di Troia, la madre di tutte le donne sfortunate che da allora in poi devono alla bella moglie del re Menelao l'appellativo più ignobile?

L'immagine che accompagna il post è presa da un sito balletto.net, in cui si citano dei versi dell'Iliade "Poi vi sculse una danza" (Iliade Libro XVIII vv. 590-605). Mi piacerebbe che li leggeste. Eccoli. Nei versi citati si parla di una misteriosa danza, scolpita sullo scudo di Achille, una danza di "garzoncelli e verginette di bellissimo corpo", una festa che ha luogo nel palazzo di Cnosso. Quanto attuale e propizia mi è sembrata questa associazione di immagini, uno scudo e una danza, in tempi di Bunga Bunga e festini nei palazzi del potere. Achille che lotta con uno scudo sul quale è scolpita la "danza degli dei".

Ah, se "l'ira funesta" di Achille" si scagliasse su chi fa delle donne una merce "usa e getta"; se solo Achille li riducesse in cenere! Io vorrei che le donne trovassero parole per creare forme nuove, vorrei che abitassero spazi liberi, bianchi.
Auspico una nuova purezza, la salvezza delle donne potrebbe venire dalle parole - come insegna Saviano- parole nuove, che la poesia coraggiosamente potrebbe creare e divulgare, parole come semi dai quali far nascere un nuovo limpido sorriso.
Questo vi auguro, care amiche di letture e donne della rete e dei blog. Un futuro radioso di parole. Buon 8 marzo 2011!

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