SAGOME INQUIETE




MODENA. Si supera la soglia del museo della Figurina, a palazzo Santa Margherita, e si entra nel mondo misterioso per eccellenza, quello delle ombre. È questo il tema della mostra "Sagome inquiete: ombre e silhouette dalle figurine al cinema" che dopo l'inaugurazione di domani - alle 18 con l'aperitivo a tema - prosegue sino al 17 luglio per la cura di Roberto Alessandrini e Paola Basile. (Clicca qui per la visita virtuale)

Qui si divertiranno tutti, non solo i bambini perché l'argomento, raccontato attraverso la "solita" scelta di centinaia di figurine provenienti da quel pozzo delle meraviglie della collezione di Giuseppe Panini ora comunale, davvero è trasversale. L'impatto in mostra è "forte", non solo per le 180 immagini, ma per una serie di strumentazioni interattive, chiamate "opere al nero", con cui l'artista Clementina Mingozzi illustra quanto si può fare lavorando in controluce.

Gli oggetti, di proprietà di collezioni modenesi, sono lanterne magiche, teatrino d'ombra dell'800 e alcune sagome di Bali in legno e cuoio, tutti misteriosi: un quadro animato, la "poltrona di Lavater" utile a disegnare silhouette e "l'ombra vestita" macchina con cui giocare ai rimandi tra realtà e finzione. Oltre a tutto ciò la mostra fa incursioni nei settori del cinema e del fumetto - presenti vari esempi, da Batman a Tex e Topolino - e così nelle bacheche espositive compaiono il primo lungometraggio d'animazione della storia "Le avventure del principe Achmed" di Lotte Reiniger del 1926 e spezzoni dei mitici Metropolis di Fritz Lang e Scarface di Howard Hawks.

Tutte queste pellicole utilizzano silhouette ritagliate, ma non è quello l'unico ambito di utilizzo pratico per loro. Lo spiega un'altra vetrina lungo il percorso che espone i "Notgeld", le banconote di emergenza di basso taglio che ai tempi della repubblica di Weimar venivano emesse da molti piccoli comuni e banche. Nei 76 esempi esposti si nota la cura con cui in una calligrafia visiva quasi gotica venivano raccontate storie e vicende tedesche di primo '900. L'ombra del resto ci accompagna dalla nascita alla morte, pure nei momenti di svago: chi non è mai stato a bere "un'ombra de vin" a Venezia?

La Repubblica, di Stefano Lippi, 3 marzo 2011

Commenti

  1. saranno inquiete ma guardandole attentamente si divertono
    ciao

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  2. Le ombre sono così affascinanti, pensa che della favola di Peter Pan ho sempre trovato stupenda la parte dell'ombra intrappolata nel cassetto che non vuole essere ricucita da Wendy!

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