"PICCOLE" FELICTA'



(da Blogteatro.it)
In scena dall’8 al 22 marzo, Momenti di trascurabile felicità è il terzo appuntamento nell’ambito di Roma Città Teatro, la seconda edizione della rassegna dedicata all’arte dell’attore e del racconto al Teatro Piccolo Eliseo di Roma.

Momenti di trascurabile felicità ritorna alla sua forma naturale sul palcoscenico, dopo esser diventato uno dei libri di successo di questa stagione invernale.
Con testi scritti da Francesco Piccolo, lo spettacolo è diretto e interpretato da Valerio Aprea.
Valerio Aprea e Francesco Piccolo hanno iniziato a collaborare partendo da alcune serate di reading, dalle quali è nata un’ unione che si è andata consolidando nel tempo.
A Maggio 2006 è andato in scena il primo spettacolo“Allegro Teatrale” , sempre in forma di reading, tratto dal titolo del penultimo romanzo di Piccolo. Una specie di ‘zibaldone’ di scritti, tra brani e racconti, alcuni apparsi su pubblicazioni varie (Repubblica, Diaro, ecc.), altri inediti.
Prendendo spunto da uno in particolare di questi testi, “Tre momenti di trascurabile felicità”, nasce l’idea di un nuovo spettacolo in forma di ‘a solo’. I ‘Tre momenti’ sono appunto tre diverse riflessioni su altrettanti episodi di vissuto quotidiano. Tre istantanee di piccole, gioiose, trasgressioni capaci di suscitare nello spettatore una sintonia di rara immediatezza, e il ritratto di una felicità che non aveva preventivato. Lo spettacolo tenta dunque di alludere ad una sorta di costruzione, mattone per mattone, di questa felicità quotidiana, fatta di decisioni liberatorie, ripensamenti dell’ultimo momento, osservazioni segrete degli altrui comportamenti, considerazioni sui tanti minuscoli gesti di inconfessabile egoismo o di rassicurante inutilità che costellano il nostro universo giornaliero. La regia è essenziale, imperniata su un’alternanza di monologhi e immagini video, senza un’apparente consequenzialità narrativa.
Nello spettacolo, come nel libro, i ‘momenti’ di trascurabile felicità da tre arrivano ad un numero imprecisato, che va a costituire appunto questa specie di piccola, grande, esilarante, mappatura della gioia. Trascurabile. Ma non troppo.

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